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martedì 23 marzo 2021

SN11 PRONTO PER IL TEST

https://drive.google.com/uc?export=view&id=1KPo5Mnnc4Nkk8nqJBV3tickfdkxnpmxH

Il nuovo prototipo #SN11 di #SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation), l’agenzia spaziale privata del magnate statunitense Elon #Musk, è stato posizionato sulla piattaforma di lancio presso la struttura di Boca Chica in #Texas, ed è pronto al lancio.

Non si conosce la data e l’ora precisa in cui avverrà, che in genere viene comunicata poco prima a causa della necessità di far convergere innumerevoli variabili favorevoli, tra cui anche la preparazione hardware, le condizioni meteorologiche, l’approvazione delle normative, la chiusura delle strade ecc.

SN11 segue il precedente test di #SN10, che ha avuto esito positivo nonostante numerosi difetti da migliorare in fase di atterraggio. 

Elon Musk ha dichiarato in merito che il motore di SN10 aveva una spinta bassa a causa (probabilmente) della parziale ingestione di elio dal serbatoio del carburante. Ha impattato a 10 m/s schiacciando le gambe e parte della struttura inferiore. 
Su SN11 sono state apportate numerose correzioni, tra cui una migliore funzionalità per le gambe, in modo che questa volta si aprano correttamente.

Questa serie di test, porterà a completamento della #Starship finale, la fantascientifica astronave vettore che dovrà portare l’uomo su Marte nei prossimi anni.

domenica 2 giugno 2013

Quante TAC per andare su Marte?





Raggi cosmici e particelle energetiche solari. Un brodo di microscopici proiettili che popolano lo spazio e con le loro elevate energie possono attraversare pressoché indisturbati anche gli scafi più spessi delle navicelle spaziali, creando danni ai tessuti biologici degli astronauti al loro interno. Uno studio pubblicato online sulla rivista Science presenta i dati raccolti dallo strumento RAD a bordo del rover Curiosity della NASA che ha monitorato queste particelle nel suo lungo viaggio dalla Terra a Marte, indicando che, per un futuro equipaggio umano verso il Pianeta rosso, questo tragitto non sarà privo di rischi.

Quando andremo finalmente su Marte? Difficile ancora dirlo. Di sicuro però c’è la lunga durata della missione per portare un equipaggio umano sul Pianeta rosso, rimanere per una breve esplorazione e ritornare. Le stime indicano che il tutto possa svolgersi nell’arco più o meno di un anno. Quasi quattrocento giorni in cui i temerari astronauti si troveranno lontanissimi dalla Terra ma saranno soprattutto orfani dei suoi preziosissimi ‘ombrelli’ naturali, ovvero l’atmosfera e la magnetosfera, che ci proteggono con grande efficienza da invisibili quanto pericolosi nemici. Sono le particelle di alta e altissima energia, prodotte ad esempio dalle esplosioni di supernova o da getti emessi dai buchi neri nella nostra Galassia (i raggi cosmici galattci o GCR, acronimo di Galactic Cosmic Rays), ma anche – guardando nel nostro vicinato – protoni, neutroni, elettroni e nuclei atomici ‘sparati’ dal Sole (i cosiddetti SEP, dall’inglese Solar Energetic Particles) soprattutto durante i periodi di massima attività della nostra stella.

Un brodo di proiettili invisibili che scorrazzano nello spazio interplanetario e che possono facilmente penetrare anche gli scafi più robusti delle navette spaziali, creando seri problemi a chi le abita.
Sono noti infatti gli effetti dannosi di queste particelle sui tessuti biologici che, cumulandosi, possono innalzare in modo sensibile il rischio di contrarre forme letali di cancro.

Per questo, progettando una missione umana su Marte, è molto importante conoscere quanto e di che tipo saranno i pericoli per l’incolumità della salute dei futuri viaggiatori spaziali. Un importante passo avanti in questo senso arriva dalla missione Mars Science Laboratory della NASA, per capirci quella che ha rilasciato il 6 agosto scorso il rover Curiosity sulla superficie di Marte. Tra i vari strumenti a bordo del robot semovente c’è quello che prende il nome di RAD, ovvero Radiation Assessment Detector. Un vero e proprio laboratorio miniaturizzato per monitorare in dettaglio le particelle presenti nell’ambiente dove si trova il rover, registrandone il flusso, il tipo e la loro energia. RAD è stato quasi sempre acceso durante il lungo viaggio di Curiosity dalla Terra a Marte, raccogliendo così informazioni molto accurate sulle radiazioni assorbite dal veicolo.

“Parlando di dosi accumulate in tutto il viaggio, possiamo equiparare le radiazioni che hanno investito RAD a quella di una TAC su tutto il corpo di un essere umano ogni cinque o sei giorni” spiega Cary Zetlin, del South West Research Institute nel Texas, dove è stato realizzato e viene monitorato RAD, nonché primo autore di un articolo sull’analisi dei dati raccolti dallo strumento pubblicato online sulla rivista Science. “Avere un quadro completo delle radiazioni presenti a bordo di un veicolo spaziale in rotta verso Marte è fondamentale nella programmazione di una missione umana verso il Pianeta rosso. Le misure di RAD indicano una dose giornaliera di radiazioni assorbite durante il viaggio pari a circa 1.8 milliSievert. Questo porterebbe a un valore complessivo di circa 0,66 Sievert per un viaggio di andata e ritorno da Marte con le tecniche di propulsione attuali, a cui andrebbe aggiunta la dose accumulata dagli astronauti nel loro periodo di permanenza e attività sulla superficie del pianeta.

Il valore totale non dovrà però superare quello di un Sievert, che secondo gli standard di sicurezza di molte Agenzie Spaziali è il limite massimo di radiazioni che un astronauta può assorbire senza rischiare un aumento significativo di problemi biologici”.

A cura di Marco Galliano

Fonte:
http://www.media.inaf.it/2013/05/30/quante-tac-per-un-viaggio-su-marte//

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venerdì 26 aprile 2013

Soggiorno Su Marte


Una società olandese sta reclutando 4 astronauti per un viaggio senza ritorno su Marte. L'idea, a patto di trovare i soldi, è di inviare nel 2016 una prima missione robotica, e nel 2023 far partire gli esseri umani per avviare una colonia permanente. Chi è tanto coraggioso da partire? Le selezioni sono aperte.

Vivere su Marte è il vostro sogno? Beh, date un’occhiata al band lanciato da Mars One, una no-profit olandese, che ha dato il via oggi a New York alle selezioni per quattro astronauti che nel 2023 potranno partire per il Pianeta Rosso per fondare una colonia umana.

Il progetto ha già ricevuto 10mila candidature: gli aspiranti hanno un’età compresa tra i 18 e 62 anni e la maggior parte sono uomini. La partenza è programmata per il 2023. Non è ancora chiaro quale mezzo l’organizzazione intenda usare per raggiungere il pianeta rosso, ma si sa che è in trattativa con SpaceX, l’operatore spaziale commerciale che lancia la capsula Dragon.

L’azienda olandese non ha ancora deciso un luogo preciso dove realizzare un insediamento abitabile, sostenibile e progettato per ricevere nuovi astronauti ogni due anni. Si pensa a un sito tra 40 e 45 gradi latitudine Nord del pianeta, dove gli astronauti potranno avere abbastanza risorse in termini di energia solare e acqua (sotto forma di ghiaccio). Una sola avvertenza: i prescelti non dovranno dare fastidio alle “forme di vita” marziane. Ebbene sì, “la cosa più importante”, ha detto il co-fondatore di Mars One Bas Lansdrop, “è di limitare l’inquinamento” del pianeta. “Bisogna fare in modo che gli esseri umani non girovaghino in luoghi dove è più alta la probabilità di incontrare altri esseri viventi”, qualora ce ne fossero.

I candidati alla bizzarra e ambiziosa spedizione non dovranno essere necessariamente scienziati: gli unici requisiti richiesti, oltre alla maggiore età, sono intelligenza, ingegnosità, determinazione stabilità psichica e magari qualche conoscenza tecnica.

Siamo sicuri che fra solo un decennio tutto questo sarà possibile? I soldi necessari - per ora la stima dice sei miliardi di dollari per portare su Marte il primo essere umano – dovrebbero arrivare da una raccolta di fondi iniziata nel 2012, e soprattutto da un evento mediatico, una sorta di reality show che dovrebbe seguire tutto lo sviluppo della missione, a cominciare dalla selezione dei primi 40 astronauti. Il Grande Fratello per Marte potrebbe andare in onda già da quest’anno.

Già dal 2016 Mars One vorrebbe spedire su Marte i primi robot, per costruire la base operativa. Poi partirebbero i primi aspiranti marziani, ma senza biglietto di ritorno. E già, gli astronauti dovranno dire addio ad amici e parenti, perché per tornare avrebbero bisogno di un razzo in grado di sfuggire al campo gravitazionale di Marte, dei sistemi di supporto alla vita di bordo in grado di reggere per un viaggio di sette mesi e caratteristiche tecniche molto avanzate.

Cosa dovrebbero aspettarsi i neo-inquilini di Marte? In primo luogo il viaggio. Non sarà certo una gita fuori porta: con la tecnologia a disposizione oggi, i quattro “fortunati” impiegherebbero circa 5.7 mesi per arrivare su Marte, sempre che sopravvivano a incontri poco gradevoli con gli asteroidi. Il corpo dovrà abituarsi alla microgravità, che è del 38% rispetto alla nostra : muscoli e ossa sarebbero sottoposti a parecchio stress con la conseguente perdita di massa ossea e muscolare. Serve dunque una tecnologia che riduca drasticamente questo tempo.

Cosa mangerebbero gli astronauti su Marte? Solo cibo liofilizzato? E quanto costerebbero gli approvvigionamenti? Insomma, ci sono ancora molte domande a cui dare risposta, ma se vi sentiti fortunati e pronti a una simile avventura, questo è il sito dove mandare la propria candidatura: http://applicants.mars-one.com/. L’invio della propria candidatura online attraverso l’application form sarà il primo dei quattro step che insieme costituiscono la procedura di selezione di Mars One. Il Round One durerà oltre cinque mesi e si concluderà il 31 agosto 2013. I candidati selezionati formeranno il primo nucleo dell’equipaggio che atterrerà su Marte nel 2023. Si passerà poi al perfezionamento e alla preparazione fisica. La decisione finale di scegliere i primi coloni sarà decisa da un voto del pubblico, proprio come in reality televisivo.

A cura di Eleonora Ferroni

Foto in Alto
Colonia Marziana - credit MarsOne

Fonte:
http://www.media.inaf.it/2013/04/23/chi-vuole-emigrare-su-marte/


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lunedì 28 gennaio 2013

Marte: Il Ghiaccio Secco Modella Il Territorio


Il Mars Reconnaissance Orbiter ha rilevato i cambiamenti stagionali sulle lontane dune di sabbia marziane, causati dal riscaldamento di una copertura invernale di anidride carbonica ghiacciata.

L'anidride carbonica naturalmente congelata viene chiamata "ghiaccio secco" e sublima direttamente da solido a gas sia sulla Terra che per le distese di ghiaccio secco su Marte. Un fattore essenziale nei cambi di stagione primaverile in cui i rivestimenti di ghiaccio secco su Marte si scongelano, avviene sul lato inferiore della calotta di ghiaccio, che sono a contatto con la terra scura riscaldata dal Sole di primavera attraverso il ghiaccio traslucido.

Il gas intrappolato si accumula sotto pressione e scoppia in vari modi.
Delle scanalature transitorie si formano sulle dune quando il gas intrappolato sotto la coltre di ghiaccio si trova ad un punto di fuga e sbuca fuori, portando la sabbia con esso. La sabbia espulsa forma inizialmente delle strisce scure sulla parte superiore dello strato di ghiaccio che scompaiono con il ghiaccio stagionale e i venti estivi cancellano la maggior parte delle scanalature tra le dune prima del prossimo inverno.

Le scanalature sono funzioni più piccole rispetto ai calanchi che sono legati alla suimazione del biossido di carbonio sui pendii più ripidi delle dune.
Un'attività simile è stata documentata e spiegata in precedenza vicino al Polo Sud di Marte, dove sono presenti gli strati stagionali congelati di anidride carbonica. I dettagli dei diversi cambiamenti stagionali del nord sono stati recentemente riportati in una serie di tre articoli per la rivista Icarus. Un video che mostra alcune delle modifiche è online su http://www.jpl.nasa.gov/video/index.php?id=1184.

I risultati rafforzano il crescente apprezzamento per Marte che è sempre più visto come un mondo dinamico, simile alla Terra, per alcuni aspetti.
"E' un processo incredibilmente dinamico", ha detto Candice Hansen del Planetary Science Institute e autore del primo dei tre nuovi rapporti. "Abbiamo avuto questo vecchio paradigma che tutta l'azione su Marte avveniva miliardi di anni fa. Grazie alla capacità di monitorare i cambiamenti con il Mars Reconnaissance Orbiter, uno dei nuovi paradigmi è che Marte ha molti processi attivi di oggi".
Con tre anni marziani (sei anni terrestri) di dati alla mano dalla camera HiRise del Mars Reconnaissance Orbiter, i ricercatori hanno una valida relazione sulla sequenza e sulla varietà dei cambiamenti stagionali.
Le modifiche primaverili includono esplosioni di gas che trasportano sabbia, rottute poligonali del ghiaccio invernale ammantando le dune, cadute di sabbia delle dune e le striature scure di sabbia spinte sul ghiaccio.
"E' una dura sfida poter riprendere questi repentinei cambiamenti", ha detto Ganna Portyankina dell'Università di Berna in Svizzera, principale autore della seconda relazione. "Ecco perché solo ora si comincia a vedere un quadro più ampio con gli emisferi che in realtà ci raccontano storie simili".

Il processo di esplulsione di gas che incide solchi nelle dune del nord assomiglia al processo di creazione della caratteristica forma di ragno nell'emisfero meridionale di Marte, come si vede in un'immagine a http://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA12249, ma i ragni non sono stati osservati nel nord.

Gli strati stagionali di ghiaccio secco si sovrappongono a diversi tipi di terreno nei due emisferi. Nel Sud, i diversi terreni includono il terreno pianeggiante, erodibile dove si formano i ragni, ma nel nord, una larga fascia di dune di sabbia circondano la calotta permanente.

Un'altra differenza illuminante sono le dune coperte dai ghiacci. Questo brillantatura nei risultati a nord indica a presenza di ghiaccio di acqua, mentre a sud brinamenti simili sono causati dall'anidride carbonica fresca.

Il terzo articolo pubblicato su Icarius, da Pommerol Antoine dell'Università di Berna e dai co-autori, studia la distribuzione del gelo dell'acqua utilizzando il Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM). La leggera brina di acqua va poi disciogliendosi grazie ai venti primaverili.

Foto In Alto:
L'alta risoluzione della fotocamera HiRISE della NASA sul Mars Reconnaissance Orbiter ha scattato questa serie di immagini di dune di sabbia nella regione polare settentrionale di Marte. L'area coperta in ciascuno dei cinque pannelli è di circa 0,8 miglia (1,3 km) di larghezza. (Credit: NASA / JPL-Caltech / University of Arizona).

Adattamento A cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2013/01/130124150812.htm

sabato 29 dicembre 2012

Rocce Argillose Molto Più Comuni Su Marte


Un nuovo studio indica che i minerali argillosi, le rocce che si formano quando l'acqua è presente per lunghi periodi di tempo, coprono una porzione di Marte maggiore di quanto si pensasse.
Lo studio è stato pubblicato online l'edizione di Geophysical Research Letters.


Il progetto, che è stato condotto da Eldar Noe Dobrea del Planetary Science Institute, ha individuato i minerali argillosi con un analisi spettroscopica dal Mars Reconnaissance Orbiter. La ricerca mostra che le argille sono presenti anche nella pianura Meridiani che Opportunity percorse verso la sua attuale posizione.
"Non è una sorpresa che Opportunity non ha trovato argille, mentre esplorava", ha detto Wray, membro di facoltà presso la Scuola di Scienze della Terra e atmosferica. "Non sapevamo che esistessero su Marte prima che arrivasse il rover. Opportunity non ha gli stessi strumenti che si sono rivelati così efficaci per la rilevazione di argille dall'orbita".
Le tracce di argilla vicino al cratere Eagle sono molto deboli, soprattutto rispetto a quelle lungo il bordo del cratere Endeavour e dentro. Wray ritiene che le argille avrebbero potuto essere più abbondanti in passato, ma la storia vulcanica di Marte ha eliminato parte di esse.

"E' stato anche sorprendente trovare la presenza di argilla nel terreno geologicamente più giovane dei solfati", ha detto Dobrea. Le attuali teorie della storia geologica di Marte suggeriscono che le argille, un prodotto derivante dall'alterazione acquosa, si fosse in realtà formato nella fase iniziale, quando le acque del pianeta erano più alcaline.

Quando l'acqua si acidificó a causa di vulcanesimo, la mineralogia fu alterata divenendo solfato. "Questo ci costringe a ripensare circa le nostre ipotesi correnti della storia dell'acqua su Marte", ha aggiunto.

Anche se Opportunity ha raggiunto un'area che si ritiene ricca di depositi argillosi, le probabilità di rilevarle sono ancora negative. Opportunity avrebbe dovuto sopravvivere per soli tre mesi ma è ancora operativo dopo nove anni, ma i due strumenti mineralogici non funzionano più.
Invece, Opportunity deve scattare foto di rocce con la sua macchina fotografica panoramica e analizzare gli obiettivi con uno spettrometro per cercare di determinare la composizione degli strati di roccia.

"Fino ad ora, siamo solo stati in grado di identificare le aree dei depositi di argilla dall'orbita", ha detto Wray. "Se Opportunity riuscisse a trovare un campione e ci desse uno sguardo più attento, dovremmo essere in grado di determinare come si formó la roccia, ad esempio in un profondo lago, uno stagno poco profondo o un sistema vulcanico".
Per quanto riguarda l'altro rover sul lato opposto di Marte, gli strumenti di Curiosity sono meglio attrezzati per la ricerca di segni di condizioni passate o attuali per la vita abitabile, grazie anche ad Opportunity. Wray è un membro del team scientifico di Curiosity.

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/12/121220144201.htm

sabato 15 dicembre 2012

Curiosity Puó Essere Indiviaduto Da Un'Eclisse Di Phobos


Le osservazioni del rover Curiosity della NASA continuano a sorprendere. Questa volta è stata ripresa la piccola luna Phobos che attraversa il Sole, aiutandoci a capire la posizione esatta del rover stesso.

La posizione esatta di Curiosity sulla superficie di Marte è determinata sulla base dei dati trasmessi dalle sue antenne e dalle sonde spaziali attorno a Marte. E' molto improbabile che se questi sistemi fallissero, ci sarebbe un'alternativa per determinare la posizione del rover.

"Osservando le eclissi ci offrono un metodo indipendente per determinare le coordinate di Curiosity", spiega Gonzalo Barderas, ricercatore presso l'Università Complutense di Madrid (UCM) e coautore dello studio.
Per questo metodo il robot deve avere una macchina fotografica o un sensore in grado di inviare dati relativi ad un eclisse. "Potrebbe rivelarsi particolarmente utile quando non vi è alcuna comunicazione diretta con la Terra che permette di stimare la sua posizione mediante datazione radiometrica o immagini fornite da un orbiter," delinea il ricercatore.

L'obiettivo iniziale del gruppo era quello di creare uno strumento matematico per predire le eclissi di Phobos dalla superficie di Marte. Ma il loro metodo si è anche dimostrato utile nel localizzare l'esatta posizione di un veicolo spaziale, che sono anche in grado di osservare le eclissi da lì. I dettagli sono stati pubblicati nel Monthly Notices della Royal Astronomical Society journal.

Il modello ha previsto le eclissi parziali che hanno avuto luogo il 13 e il 17 settembre. La fotocamera MastCam di Curiosity l'ha catturata senza problemi. Lo strumento spagnolo REMS, ossia la stazione ambientale del veicolo, ha anche rilevato una riduzione della radiazione solare ultravioletta durante le eclissi del 5% nel primo caso.

Le simulazioni iniziali e le immagini finali reali hanno coinciso con una precisione di un secondo. Al fine di rendere i loro calcoli, gli scienziati hanno considerato l'area iniziale di atterraggio previsto per Curiosity: un'ellisse di 7 x 20 km2.
Inoltre, con soli due minuti di osservazioni e con gli orari di inizio e di fine di Phobos a contatto con il Sole, l'errore può essere ridotto nelle coordinate del rover da un ordine di grandezza di chilometri ad uno di metri.

Secondo il modello, le eclissi successive della luna marziana si svolgeranno tra il 13 e il 20 agosto del 2013 e tra il 3 e l'8 agosto del 2014. Curiosity avrà la possibilità di osservare nuovamente le eclissi e gli scienziati spagnoli saranno in grado di confermare la validità del loro strumento.

"In ogni caso, questo metodo può essere applicato ad altre sonde spaziali operanti sulla superficie di Marte che hanno la capacità di fare osservazioni ottiche o che hanno strumenti che misurano la radiazione solare," delinea Luis Vázquez, uno degli autori.
In effetti, sotto la direzione scientifica di Vázquez, questo studio fa parte di un progetto alla missione MetNet, congiunta tra spagna e finlandia e russa per distribuire piccole stazioni meteorologiche su tutto Marte.

Il progetto si chiama Strumentazione Ambientale su Marte per le terra e l'atmosfera (MEIGA). Il suo scopo è quello di mettere diversi sensori sul pianeta rosso, compresi quelli riguardanti le radiazioni solari in grado di rilevare le eclissi.

mmagine In Alto
Phobos in Eclisse visto da Marte (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/12/121213111732.htm

mercoledì 12 dicembre 2012

Curiosity Si Prepara A Trapanare Una Roccia


Il rover Curiosity è in prossimità di una zona chiamata "Yellowknife Bay", dove ricercatori intendono scegliere per la prima volta, una roccia da forare.

Curiosity dopo aver lasciato il promontorio chiamato "Lake Point" e aver percorso circa 600 metri dal punto di arrivo, il mese scorso, è giunto nei pressi di un sperone chiamato "Shaler", in cui è stato utilizzata la ChemCam e la Mastcam, per valutare la composizione della roccia e osservarne la sua stratificazione.

Prima della partenza da Lake Point, un quarto campione di sabbia polverosa che il rover aveva con sé dal "Rocknest" è stato analizzato dallo strumento SAM.

Curiosity, a causa di divergenze di calcolo sul percorso è stato poi per precauzione fermato lunedì scorso: "Il rover sta attraversando un terreno diverso da quello percorso in precedenza e sta rispondendo in modo diverso a tali variazioni", ha dichiarato Rick Welch, responsabile della missione per la NASA. "Stiamo facendo progressi, anche se siamo ancora in fase di apprendimento, andando un pó più lentamente su questo terreno di quanto possibile".

Curiosity si sta avvicinando alla Yellowknife Bay. Il team di scienziati e tecnici del rover stanno verificando con attenzione per un modo sicuro verso per farlo scendere. Yellowknife Bay è la destinazione temporanea per il primo utilizzo del trapano di perforazione della roccia prima che venga diretto sul Monte Sharp, meta della destinazione dell'intera missione.

Foto In Alto
Roccia stratificata nell'Area 'Glenelg': Curiosity ha usato la sua fotocamera Mastcam durante la missione del 120° giorno marziano, o sol (7 dicembre 2012), per registrare questo punto di vista di un affioramento roccioso stratificato informalmente denominato "Shaler." (Credit: NASA / JPL-Caltech / MSSS)

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/12/121211185550.htm

lunedì 26 novembre 2012

Curiosity Ha Scoperto Qualcosa Di Straordinario


Mentre il rover Curiosity continua a muoversi sulla superficie di Marte, all'interno del Gale Crater in una pianura chiamata Aeolis Palus, il Mars Science Laboratory (MSL) porta avanti le analisi dei campioni di roccia e detriti.

< B>John Grotzinger, responsabile della missione ha annunciato che il rover ha fatto una scoperta epocale, che quando verrà annunciata, sarà scritta nei libri di storia.
Di cosa si tratta? E' stata scoperta forse la prova della vita aliena?

Curiosity, come poc'anzi detto sta raccogliendo campioni da una cresta di sabbia in una zona geologicamente interessante chiamata "Rocknest". Gli strumenti di laboratorio SAM Chemin stanno rivelando i segreti della superficie marziana.

Recentemente, la NASA ha annunciato alcuni risultati di SAM dopo aver analizzato dei campioni di atmosfera con una scarsa presenza di metano, elemento fondamentale in ambienti dove esistono forme di vita.
SAM, tuttavia avrebbe fatto un'ulteriore scoperta, ma gli scienziati della missione stanno mantenendo il tutto "Top Secret".

Uno degli obiettivi principali della missione è per Curiosity capire se Marte possa ospitare o abbia mai ospitato forme di vita, scoprendo tracce di sostanze organiche.
Se Curiosity rilevasse queste sostanze, la missione confermerebbe la presenza degli elementi costitutivi della vita ma non della vita stessa.

Grotzinger avrebbe scoperto qualcosa di sensazionale grazie a SAM che ha come scopo principale esaminare la "chimica del carbonio attraverso la ricerca di composti organici, lo stato chimico degli elementi leggeri diversi dal carbonio e tracciare gli isotopi del cambiamento planetario.

Forse questi dati hanno rilevato elementi di chimica organica?

Sebbene l'attenzione sembra essere rivolta sulla presenza di elementi organici, nulla è certo per ora e non ci resta che aspettare !

Immagine: Curiosity nel sol 102 accampato a Rocknest. Credit: NASA / JPL-Caltech

A cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://news.discovery.com/space/mars-mystery-what-has-curiosity-discovered-121120.html

domenica 4 novembre 2012

Curiosity Individa I Cambiamenti Dell'Atmosfera Marziana


Dalle nuove analisi effettuate dal rover Curiosity al suolo marziano è risultato essere simile a quello dei terreni basaltici di origine vulcanica delle Hawaii e viene confermata per l'ennesima volta l'antica presenza di acqua liquida.


I minerali sono stati identificati nel primo campione di suolo marziano preso recentemente dal rover grazie alle analisi dello strumento Chemin.

David Blake della NASA ha detto: "I nostri risultati quantitativi hanno raffinato le nostre conoscenze sul suolo marziano e in alcuni casi nuove danno le identificazioni dei minerali presenti".

L'identificazione dei minerali nelle rocce e nel suolo è un obiettivo fondamentale della missione, per valutare le condizioni ambientali del passato. Ogni minerale registra le condizioni in cui si è formato. La composizione chimica di una roccia fornisce solo informazioni mineralogiche ambigue, come nell'esempio del diamante e della grafite, che hanno la stessa composizione chimica, ma strutture e proprietà differenti.

Chemin utilizza la diffrazione dei raggi X, la prassi usata dai geologi sulla Terra con strumenti di laboratorio molto più grandi. Questo metodo fornisce identificazioni dei minerali più accurate rispetto a qualsiasi altro metodo utilizzato in precedenza su Marte.

La diffrazione di raggi X legge la struttura interna minerali, dalla registrazione di come i loro cristalli tipicamente interagiscono con i raggi-X. Le innovazioni di Ames hanno portato alla creazione di un apparecchio a raggi X a diffrazione abbastanza compatto da adattarsi all'interno del rover.

Questi progressi tecnologici della NASA hanno portato ad altre applicazioni sulla Terra, tra cui strumentazioni piccole e portatili, con una diffeazione a a raggi X per il petrolio e il gas, l'analisi di oggetti archeologici e lo screening di farmaci contraffatti, tra gli altri usi.
"Il nostro team è entusiasta di questi primi risultati del nostro strumento", ha detto Blake. "Hanno aumentato la nostra attesa per le analisi future che Chemin effettuerà nei mesi a venire".

Il campione specifico per la prima analisi di Chemin è stato una macchia di polvere e sabbia denominata "Rocknest". Il campione è stato elaborato attraverso un setaccio di per escludere le particelle maggiori di 0,006 pollici (150 micrometri), circa la larghezza di un capello umano. Il campione ha almeno due componenti: polvere distribuite a livello globale da tempeste di polvere e sabbia fine originari a livello locale. A differenza dei conglomerati di rocce studiate un paio di settimane fa, indicano che hanno miliardi di anni e indicano la presenza di acqua che scorrevaz Gran parte del suolo di Marte è coperto di polvere e abbiamo avuto una comprensione incompleta della sua mineralogia", ha detto David Bish, co-ricercatore dell'Indiana University di Bloomington.

"Ora sappiamo che è mineralogicamente simile al materiale basaltico, con una notevole quantità di feldspato, pirosseno e olivina, che non erano del tutto inaspettate. Circa la metà del terreno non è materiale cristallino, come il vetro vulcanico o prodotti dagli agenti atmosferici del vetro".
Ha detto in merito Bish: "Fino ad ora, Curiosity ha analizzato i materiali in linea con le nostre idee iniziali sui depositi nel Gale Crater, registrando un passaggio nel tempo da un ambiente umido a secco. Le rocce antiche, come i conglomerati, suggeriscono che l'acqua scorreva ma che i minerali presenti nel suolo più giovani sono in linea con un'interazione limitata con l'acqua".

Durante i due anni di missione primaria del Mars Science Laboratory del progetto, i ricercatori useranno i 10 strumenti di Curiosity per verificare se le zone di Gale Crater abbiano mai offerto condizioni ambientali favorevoli per la vita microbica.

Traduzione A Cura Di Arthur McPaul

Foto:
Questa inmagine mostra una dimostrazione di laboratorio di una camera di misurazione dentro un Tunable Laser Spectrometer, uno strumento che è parte del Sample Analysis at Mars Investigation sul rover Curiosity della on NASA. (Credit: NASA/JPL-Caltech)

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/11/121102151611.htm

martedì 23 ottobre 2012

Soluzione Per Acqua Marziana Che Appare E Scompare


I ricercatori dell'Università di Arkansas hanno creato un modello che potrebbe spiegare come l'acqua possa aver prodotto i flussi osservati dai veivoli spaziali in orbita attorno a Marte.

La ricerca di Vincent Chevrier professore presso la Brown University, è stata pubblicata sul Geophysical Research Letters.
I ricercatori dell'Università di Arkansas hanno studiato un piccolo flusso originariamente identificato dal NASA Mars Reconnaissance Orbiter e dettagliato in un documento pubblicato sulla rivista Science nel luglio 2011.

Queste caratteristiche di flusso, che appaiono e scompaiono con le stagioni e mostrano una forte preferenza per i pendii rivolti equatore, indicano la possibile presenza di acqua liquida sul Pianeta Rosso. Chevrier e Rivera-Valentin hanno costruito il modello più completo fino ad oggi del comportamento di acqua e di sale in combinazione, chiamato salamoia, per mostrare che l'acqua congelata possa fondere, creando il flusso e poi evaporano come osservato su Marte.

I sali possono abbassare il punto di fusione di acqua, così i ricercatori hanno utilizzato diverse forme di sale note su Marte per calcolare come essi si sciolgono, quanto diventerebbero liquidi e per quanto tempo il liquido dovrebbe durare dal momento che passa da zero gradi all'evaporazione.
Essi hanno basato il loro modello su terreni fino a 20 centimetri di profondità, perché al di là quella profondità le temperature stagionali non pregiudicherebbero gli aspetti di congelamento e di fusione delle miscele di acqua salata.

"Abbiamo dovuto trovare una miscela di acqua salata che va e viene", in altre parole, qualcosa di non completamente liquido o solido, ha detto Chevrier, un professore assistente di ricerca nel Centro di Arkansas per lo spazio e Scienze Planetarie al William J. Fulbright College of Arts and Sciences.
"In un giorno potremmo formare abbastanza liquida per creare queste caratteristiche di flusso sulla superficie", ha detto.

Il modello del ricercatore ha anche spiegato il perché delle caratteristiche del flusso scomparse, incorporando l'evaporazione nel modello.
"Se Si scioglie facilmente, più facilmente evapora", ha detto Chevrier. A basse concentrazioni di salamoia, "non appena si scioglie, evapora e scompare".

Tuttavia, i ricercatori hanno dimostrato di poter fondere la salamoia abbastanza senza che essa evapori completamente, creando così le condizioni che possano spiegare le caratteristiche di flusso.

Il loro modello si adatta con il cambio di stagione nelle osservazioni di flusso, con i flussi che si verificano su pendii rivolti equatore e con i cambiamenti stagionali. Inoltre, alti tassi di evaporazione superficiale come dimostrato nel loro modello spiegano il perché, se ci fosse stata acqua, sarebbe scomparsa in tempi relativamente brevi e perché l'imaging di spettrometria su Marte non ha individuato le tracce d'acqua.


Traduzione A Cura Di Arthur McPaul

Foto:
Esempio di un "Recurring Slope Llineae" (RSL) nell'Horowitz crater su Marte. [Credit: NASA/JPL/University of Arizona]

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/10/121022112849.htm

mercoledì 17 ottobre 2012

Sorprese Dal Meteorite Marziano


Un meteorite caduto nel deserto del Marocco 14 mesi fa, sta fornendo ulteriori informazioni su Marte, il pianeta da cui ha avuto origine

L'Università di Alberta, grazie al suo ricercatore Chris Herd, sta studiando il meteorite Tissint, che contiene interessanti tracce dell'atmosfera marziana con cui è stato a contatto.
"Il nostro team ha scoperto elementi gassosi presenti all'interno del meteorite Tissint coerenti con i campioni di atmosfera raccolti nel 1976 dal Viking, la missione lander della NASA", ha detto Herd.
Herd
.

"Il meteorite nacque 600 milioni anni fa quando fu esplulso dal pianeta dall'impatto di un asteroide che causó un'immensa onda d'urto", ha detto Herd. "Le fessure all'interno della roccia sono state sigillate immediatamente dal calore, intrappolando all'interno i componenti di atmosfera di Marte con la formazione di punti neri vitrei".

Il team stima che per un periodo compreso tra 700.000 e un milione di anni la roccia ha vagato nello spazio esterno, fino a quando nel luglio del 2011 è atterrata in Marocco.

"Questa è solo la quinta volta che siamo testimoni di un atterraggio di un meteorite marziano".
ha affermato Herd. "L'importanza di questo meteorite è che è stato esaminato solo pochi mesi dopo lo sbarco e non è stato sottoposto all'erosione degli atmosferici o alla contaminazione dell'ambiente terrestre.

La roccia marziana presenta erosione da acqua, il che significa che l'acqua era presente sulla superficie di Marte negli ultimi centinaia di milioni di anni. Ma Herd dice questo esempio di meteorite non porta alcuna prova che l'acqua abbia sostenuto eventuali forme di vita.

"Poiché la roccia marziana è stata sottoposta a tale intenso calore, eventuali forme di vita microbiche idriche che potrebbero essere esistite nel profondo delle sue crepe sono state ormai distrutte", ha detto Herd.

Il rover Curiosity della NASA si sta muovendo sul pianeta rosso alla ricerca di maggiori informazioni sulla storia di Marte.

Il team sta studiando una missione su Marte che riporterà le rocce sulla Terra, in modo da fornire uno studio migliore per vedere se la vita è mai sorta sulla superficie di Marte.

Per la ricerca scientifica del meteorite Tissint è stato coinvolto un team internazionale di studiosi e il documento relativo è stato pubblicato online sulla rivista Science dell'11 ottobre.


A Cura Di Arthur McPaul adattato dalla fonte

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/10/121011141439.htm

venerdì 12 ottobre 2012

La "Piramide" Marziana Ha Mostrato Sorprese Inaspettate


La prima roccia marziana individuata dal Curiosity della NASA, stranamente squadrata e piramidale, ha mostrato delle sorprese inaspettate dopo l'analisi chimica dei materiali.

Il team ha utilizzato due strumenti montati sul rover Curiosity, adatti a studiare la composizione chimica della roccia trapezio/piramidale chiamata "Jake Matijevic". I risultati hanno rivelato alcuni sorprendenti risultati mai individuati in precedenti missioni e invisibili e processi planetari.

"Questa roccia ha una composizione chimica di un tipo insolito, ma ben noto nelle rocce ignee che si trovano in molte province vulcaniche sulla Terra", ha detto Edward Stolper del California Institute of Technology di Pasadena.

Sulla Terra, rocce simili a questa in genere provengono da processi nel mantello del pianeta sotto la crosta, dalla cristallizzazione del magma relativamente ricco d'acqua a pressione elevata.
Jake é stata la prima pietra analizzata dal braccio del rover Alpha Particle X-Ray Spectrometer (APXS) e la trentesima esaminata dalla (ChemCam), la fotocamera chimica.

"Jake è una una strana roccia marziana", ha detto Ralf Gellert, della University of Guelph in Ontario. "E' ad alto contenuto di elementi coerenti con il feldspato minerale e povera di magnesio e di ferro"..

ChemCam ha trovato delle composizioni uniche per ciascuno dei 14 punti di riferimento sulla roccia, colpendo grani di minerali differenti al suo interno.
"ChemCam aveva visto suggestive composizioni di feldspato dal mese di agosto e ci stiamo avvicinando a confermare i dati apxs, anche se ci sono altre prove da fare", ha detto Roger Wiens, del Los Alamos National Laboratory nel New Mexico.

L'esame della roccia Jake ha incluso il primo confronto tra i risultati su Marte apxs e i risultati di verifica della stessa roccia con ChemCam, che spara impulsi laser.
La ricchezza delle informazioni provenienti dai due strumenti è solo un'anteprima. Curiosity svolge anche delle analisi di laboratorio all'interno del rover per fornire altre informazioni circa la composizione dei campioni di polvere di rocce e del terreno.

Nel corso della missione i ricercatori useranno Curiosity di con i suoi 10 strumenti per valutare se l'area di studio mai ha offerto le condizioni ambientali favorevoli per la vita microbica. .

Foto
La strana roccia chiamata Jake Matijevic ed esaminata dagli strumenti a bordo del rover Curiosity. (Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

A cura di Arthur McPaul

Fonte:http://www.sciencedaily.com/releases/2012/10/121012004808.htm

giovedì 11 ottobre 2012

Mars Curiosity Scopre Oggetto Misterioso: La NASA indaga


Un misterioso oggetto luminoso ha attirato l'attenzione degli scienziati che lavorano per l'esplorazione del rover Curiosity della NASA. Tubo di gomma staccatosi dal rover o forma di vita aliena?

La valutazione preliminare del team della NASA è che l'oggetto luminoso possa essere materiale proveniente dallo stesso rover e non di origine marziana.
Sembrerebbe infatti essere un filo di materiale plastico, probabilmente benigno, ma non è stato definitivamente identificato.

Per procedere con cautela, il team sta continuando le indagini per un altro giorno prima di decidere se riprendere l'elaborazione del campione. I piani includono le immagini ambientali riprese con il Mastcam.
Un campione di sabbia e polvere raccolte il Sol 61 sono rimaste per precauzione nella paletta. I piani per il trasferimento dalla paletta per l'analisi e l'elaborazione sono state rinviate in seguito a questa scoperta.





L'indagine preliminare rivela che l'oggetto possa essere un certo involucro di plastica, come ad esempio un tubo utilizzato intorno ad un filo, forse caduto dal rover dal Mars Science Laboratory in fase di discesa durante lo sbarco in agosto.

Questo strano oggetto ha attirato non solo l'attenzione degli scienziati della NASA, ma di tutto il pubblico che sta seguendo con trepidazione l'esplorazione marziana di Curiosity, soprattutto da internet.

Questo oggetto non è una sicuramente una roccia e non è un grumo di polvere. Con un pó di immaginazione sembrerebbe quasi la pelle di un serpente scartato dopo la muta o forse qualcuno avrà immaginato che sia un qualche tipo di pianta aliena o un verme.

Attendiamo ulteriori news da parte della NASA, ma l'ipotesi che si tratti di un qualche tipo di forma biologica aliena è bassissima.




Foto
Credit: NASA / JPL-Caltech

A cura di Arthur McPaul

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2012/10/121010152853.htm

sabato 11 agosto 2012

Scoperta Tettonica A Zolle Su Marte





Per anni, molti scienziati avevano pensato che la tettonica a zolle non esistesse da nessuna parte nel nostro Sistema Solare oltre che sulla Terra. Ora, uno scienziato dell'UCLA ha scoperto che il fenomeno geologico, che comporta il movimento di enormi placche crostali sotto la superficie di un pianeta, esiste anche su Marte.

"Marte è in una fase primitiva della tettonica a placche. Esso ci dà un assaggio di come fu la Terra primordiale e può aiutarci a capire come la tettonica a zolle ebbe inizio sulla Terra", ha detto An Yin, professore all'UCLA di scienze della Terra e dello spazio e autore unico della nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Litosphere.
Yin ha fatto la scoperta durante l'analisi di immagini satellitari da parte dello strumento THEMIS (Time History Eventi Interazion durante sottotempeste su macroscala) e della fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) installati sul Mars Reconnaissance Orbiter della NASA.

Egli ha analizzato circa 100 immagini satellitari di cui una dozzina hanno rivelato la presenza delle placche tettoniche.
Yin ha condotto una ricerca geologica in Himalaya e Tibet, dove due grandi placche si scontrano.
"Quando ho studiato le immagini satellitari di Marte, molte delle caratteristiche sembravano essere molto simili ai sistemi di faglie che ho visto in Himalaya e Tibet o in California", ha detto.

Ad esempio, notó una parte piatta molto regolare, di una parete del canyon, che poteva essere stata generata solo da una rottura e una ripida scogliera, paragonabile a quella della Death Valley in California, che sappiamo essere stata generata anch'essa da una rottura.
Marte ha una zona vulcanica lineare, che Yin ha detto di essere un prodotto tipico della tettonica delle placche.

"Voi non vedete queste caratteristiche altrove su altri pianeti del nostro Sistema Solare, oltre alla Terra e Marte", ha detto Yin.
La superficie di Marte contiene il sistema più lungo e più profondo di canyon nel nostro Sistema Solare, noto come Valles Marineris (latino per Valli del Mariner e prende il nome dall'orbiter Mariner 9 della NASA del 1971-1972, che le ha scoperte).
Si tratta di quasi 2.500 miglia di lunghezza, circa nove volte più lungo di quello del Grand Canyon sulla Terra. Gli scienziati si sono chiesti per quattro decenni, come si fosse formato.
"All'inizio, non mi aspettavo di scoprire una tettonica a zolle, ma più studiavo il fenomeno, più mi rendevo conto di come Marte fosse così diverso da quello che altri scienziati avevano pensato", ha detto Yin.

"Ho notato che l'idea che si trattasse soltanto di una grossa crepa non era corretto. E' invece davvero un margine di placca, con un movimento orizzontale.
Questa potrebbe essere una scoperta scioccante, ma la prova è abbastanza chiara.
"Il guscio è rotto e si muove orizzontalmente su una lunga distanza. E' molto simile al sistema del Mar Morto sulla Terra, che si sta muovendo in senso orizzontale".

Le due placche separate dale Valles Marineris si sono spostate di circa 93 miglia orizzontalmente una rispetto all'altra. La San Andreas Fault in California, che è sopra l'intersezione di due zolle, si è spostata di circa due volte tanto, ma la Terra è circa il doppio delle dimensioni di Marte, quindi Yin ha detto che sono comparabili.





Yin, la cui ricerca è in parte finanziata dalla National Science Foundation, chiama le due zolle su Marte della Valles Marineris Nord e il Sud Valles Marineris (foto in alto, credit NASA).
"La Terra ha un guscio molto rotto e la sua superficie ha molte zolle; Marte è solo leggermente rotto ma potrebbe essere sulla buona strada per diventare molto fratturato, tranne che per il suo ritmo che è molto lento a causa alle sue piccole dimensioni e quindi produce meno energia termica per guidarle", ha detto Yin. "Questo può essere il motivo per cui Marte ha un minor numero di zolle che sulla Terra".

Marte ha anche le frane e Yin ha detto che una rottura le sta spostando dalla loro fonte.

Egli ritiene che su Marte ci siano anche i terremoti. "Penso che la crosta sia ancora attiva, ma ogni si sveglia ogni tanto in lassi di tempo molto lunghi, forse ogni milione di anni o più".

Yin è molto fiducioso nelle sue scoperte, ma i misteri restano, ha detto, compreso il modo di gran lunga sotto la superficie delle piastre si trovano.

"Io non capisco perché le zolle si stanno muovendo con una magnitudo di grandi dimensioni o la velocità di movimento è forse diversa dalla tettonica della Terra", ha detto Yin.
La Terra ha un guscio rotto con sette grandi placche e una zolla può muoversi sull'altro. Yin è dubbioso che Marte abbia più di due placche.
"Siamo stati in grado di identificare solo due placche" ha detto. "Per scoprirne altre penso che le probabilità siano molto, molto piccole di riuscirci. Non vedo altre grandi fratture".
Forse il movimento delle Valles Marineris Nord e Sud ha creato gli enormi canyon su Marte?
Cosa ha portato alla creazione della tettonica a zolle sulla Terra?
Yin, che continuerà a studiare la tettonica a zolle su Marte, risponderà a queste domande in un nuovo articolo che prevede di pubblicare nella rivista Litosphere in futuro.

Image credit e fonte: NASA / JPL-Caltech


Traduzione A cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/08/120809155831.htm


venerdì 10 agosto 2012

Curiosity: Altre Nuove Immagini





Cominciano a giungere le prime foto a colori dal nuovo rover della NASA, Curiosity. La missione inizia ad entrare in azione per la ricerca di vita passata e presente

La NASA ha infatti finalmente rilasciato la prima immagine a colori (foto in alto) del paesaggio marziano. La veduta mostra la parete nord del bordo del cratere Gale e l'immagine è stata acquisita dalla Mars Lens Imager (Mahli).

"Abbiamo aspettato a lungo per ritornare" ha detto Ken Edgett del team di Curiosity.

La foto è stata scattata ancora con il parapolvere trasparente della fotocamera (per cui l'immagine è confusa e priva di dettaglio) e con l'albero della fotocamera ancora infilato orizzontalmente sul rover. Il parapolvere, potrà essere aperto e chiuso se necessario.

"E' ancora inverno e il Sole è a nord-ovest in questo momento della giornata, quindi stiamo cercando di ottenere una certa dispersione per la parte anteriore della lente", ha detto Edgett..
Macli è una delle 17 telecamere a bordo del rover.





Dopo che gli scienziati hanno svelato le prime immagini
marziane del rover: "La prima impressione che si ottiene è che Marte sembra molto simile alla Terra" ha detto John Grotzinger ai giornalisti.
Il rover si è posizionato vicino ad un sasso a ventaglio che sulla Terra si sarebbe formato solo in presenza di acqua corrente in discesa.
Gli scienziati ritengono che gli stessi fenomeni hanno scolpito anche il territorio marziano, una teoria che sarà oggetto di indagine da parte di Curiosity.

Il punto focale della missione che è costato ben 2,5 miliardi dollari è quello di esplorare i sedimenti posti al centro del cratere. Ma il tumulo, chiamato Monte Sharp, è ben lungi dall'essere l'unica area di interesse.

"I materiali sedimentari (vicino al sito di atterraggio del rover) sono derivati dall'erosione di quella montagne" ha detto Grotzinger detto, riferendosi alla parete nord del cratere eroso come "uno spartiacque che ha trasportato i materiali".

Le aree a metà nell'immagine sono creste dall'aspetto scuro tra i 0,9 metri e i 3 metri di altezza.

"Non abbiamo idea di cosa siano davvero" ha detto Grotzinger detto, aggiungendo che sono correlati alla roccia esposta.

Infine, in primo piano è una caratteristica interessante che non c'era prima che il rover atterrasse, creato dai suoi propulsori. Lo scarico del razzo ha infatti spolverato due aree di circa 1,5 metri di larghezza, esponendo la roccia sotto il terriccio.

"Stiamo cercando di comprendere la diversità dei materiali e qui vediamo il nostro primo assaggio di roccia. A quanto pare, c'è ne è uno più duro di materiale, sotto il rivestimento di ghiaia e ciottoli. Stiamo già ricevendo un assaggio del sottosuolo", ha detto Grotzinger.

Una volta che Curiosity avrà iniziato a muoversi, gli scienziati potranno decidere di ottenere un'analisi chimica del substrato roccioso.
L'obiettivo primario della missione è quello di cercare ambienti e condizioni che potrebbero suffragare la vita microbica.

L'immagine in alto è stata scattata con la fotocamera di navigazione del rover, che si trova sull'albero. Una più alta risoluzione delle immagini è attesa a breve.

Image credit e fonte: NASA / JPL-Caltech


A cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://news.discovery.com/space/big-pic-mars-curiosity-mojave-desert-120808.html/

lunedì 6 agosto 2012

Curiosity Testa La Cam In Bianco E Nero





Circa due ore dopo lo sbarco su Marte il rover Curiosity della NASA ha trasmesso una foto con risoluzione maggiore dal Gale Crater al centro di controllo della missione presso il Laboratorio del Jet Propulsion di Pasadena, in California,
La foto e in bianco e nero, di 512 per 512 pixel, presa dalla Hazcam.


"Il sito di atterraggio di Curiosity sta cominciando a venire a fuoco", ha dichiarato John Grotzinger, project manager della missione.. "Nell'immagine, stiamo cercando il nord-ovest. Quello che si vede all'orizzonte è il bordo del cratere Gale. In primo piano, è possibile vedere un campo di ghiaia. La domanda è: da dove viene questa ghiaia? E' la prima di quello che saranno molte questioni scientifiche dalla nostra nuova cmissione su Marte".

Mentre l'immagine è due volte più grande in dimensioni delle prime immagini inviate, è solo la metà delle dimensioni di una immagine a piena risoluzione della Hazcam.

Durante le operazioni della futura missione, queste immagini saranno utilizzate per pianificare gli spostamenti.
Altre telecamere a bordo di Curiosity, a colori e con una risoluzione molto più alta, dovrebbero inviare foto sulla Terra nel corso dei prossimi giorni.
Curiosity è atterrato su Marte alle ore 22:32 del 5 agosto, PST, (1:32 am EDT, Aug. 6) vicino ai piedi di una montagna di tre miglia (circa cinque chilometri) di altezza all'interno del Gale Crater, circa 96 miglia (circa 155 km) di diametro.

Durante la missione che durerà quasi due anni, il rover valuterà se la regione ha mai offerto condizioni favorevoli per la vita microbica, compresi gli ingredienti chimici per la vita.

La missione è gestita dal JPL per Mission Directorate della NASA Science a Washington. Il rover è stato progettato, sviluppato e assemblato al JPL, una divisione della Caltech.

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2012/08/120806074444.htm

giovedì 19 luglio 2012

Marte, Ingresso Per Il Sottosuolo





Cosa ha creato questo buco inusuale su Marte?

Questa cavità è stata scoperta per caso grazie alle immagini delle piste polverose del vulcano marziano “Pavonis Mons”, un vulcano a scudo nella regione equatoriale di Tharsis, riprese a bordo del robot Mars Reconnaissance Orbiter attualmente in giro su Marte.

Il foro sembra essere un’apertura di una caverna sotterranea in parte illuminata sulla destra dell’immagine. Le analisi dell’immagine hanno rivelato delle dimensioni di circa 35 metri di diametro, mentre l’angolo d’ombra interiore indica che la caverna sottostante è profonda circa 20 metri.

La presenza di questo cratere rimane un argomento discusso tra scienziati e appassionati. Fori come questi sono di particolare interesse perché le loro grotte interne sono relativamente protette dalla dura superficie di Marte, che le rende possibili “rifugi” di eventuali forme di vita marziana.

Questo pozzo rappresenta uno degli obiettivi primari per eventuali missioni spaziali sulla superficie del pianeta rosso, dal momento che le idee sono contrastanti e non si è ancora in grado di comprendere cosa realmente l’abbia causata.

A cura Di Renato Sansone

Fonte:
http://www.meteoweb.eu/2012/07/inusuale-cavita-osservata-sulla-superficie-di-marte-dibattito-aperto-tra-gli-scienziati/144431/

martedì 6 settembre 2011

Marte: Un Delta Testimonianza Dell'acqua Liquida




L'Agenzia Spaziale Europea, grazie alla sonda in orbita al Pianeta Rosso, Mars Express, ha individuato un caso raro di un cratere che un tempo occupato da un lago, dimostrato dalla presenza di un delta.


Il delta è un antico ventaglio di depositi sedimentari scuri nell'acqua. È un ricordo del passato di Marte, quando il clima più umido.
Il delta, presente nel cratere Eberswalde situato negli altopiani meridionali di Marte. ha un diametro di 65 km ed è visibile come un semicerchio sulla destra dell'immagine e si è formato oltre 3,7 miliardi di anni fa, quando un asteroide ha colpito il pianeta.
Il bordo del cratere è intatto solo sul suo lato destro. Il resto appare solo debolmente o non è visibile. Un impatto successivo creò il cratere Holden dal diametro di 140 km che domina il centro e la parte sinistra dell'immagine. L'espulsione di grandi quantità di materiali provenienti da tale impatto ha sepolto parte dell'Eberswalde.

Tuttavia, all'interno della parte visibile di Eberswalde, il delta e dei suoi canali di ingresso sono ben conservati, come si vede nella parte superiore destra del cratere. Il delta si estende su un'area di 115 chilometri quadrati. Piccoli canali di ingresso sono visibili verso nella parte superiore del cratere, che fu riempito d'acqua per formare un lago.

Dopo la deposizione dei sedimenti nel delta dell'antico lago del cratere, i sedimenti più freschi si accumularono per coprire una parte importante di entrambi i canali e del delta.
Questi sedimenti secondari che presumibilmente si depositarono a causa dal vento, sono stati successivamente erosi della zona del delta, esponendo un rilievo invertito della struttura delta.

Questa struttura, che inizialmente è stata identificata dalla sonda della NASA Mars Global Surveyor, è caratteristica dalla presenza di un lago nel cratere in quel momento. Tali caratteristiche forniscono una chiara indicazione che sulla superficie del pianeta scorreva acqua liquida nella sua storia antica.
Sia il cratere Eberswalde che l'Holden erano sulla lista di quattro possibili destinazioni per i prossimi NASA Mars rover, che saranno lanciati alla fine di quest'anno. L'obiettivo principale della missione Mars Science Laboratory è la ricerca di ambienti abitabili su Marte.

La missione dell'ESA Mars Express ha aiutato gli scienziati nella ricerca del miglior sito di atterraggio.
L'Eberswalde è stato proposto perché il suo delta indicava la lunga presenza di acqua liquida in passato, e il cratere Holden era un valido candidato grazie alla sua diversità di minerali e molte strutture che suggeriscono ancora una volta la presenza in passato di acqua liquida.

Un altro candidato è il Mawrth Vallis che espone alcuni dei più antichi strati d'argilla su Marte. Tuttavia, nel mese di luglio, il cratere Gale, entrato nella lista finale, è stato scelto come sito di atterraggio della missione, data la sua alta presenza di minerali e di diversità strutturali legate all'acqua.
Eberswalde, Holden e Mawrth Vallis manterrano nascosti i loro segreti ancora a lungo.


Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2011/09/110902104746.htm

venerdì 5 agosto 2011

Clamoroso Dalla NASA: Su Marte Scorre Acqua Liquida




Le osservazioni del NASA Mars Reconnaissance Orbiter hanno rivelato che è possibile che l'acqua scorra sulla superficie marziana durante i mesi più caldi.

"L'esplorazione del NASA Mars Reconnaissance Explorer Orbiter potrebbe determinare se il Pianeta Rosso puó ancora ospitare la vita in qualche forma", ha detto l'amministratore della NASA Charles Boldene e ribadisce che "Marte è una destinazione importante per il futuro dell'esplorazione umana".
Scure e simili a dita, così appaiono e si estendono alcune tracce che scendono a picco da diversi pendii, durante la tarda primavera e per tutta l'estate, dissolvendosi in inverno per poi ritornare durante la successiva primavera.

Ripetute osservazioni hanno monitorato i cambiamenti stagionali di queste caratteristiche ricorrenti in diversi ripidi pendii alle medie latitudini dell'emisfero meridionale di Marte".
"La migliore spiegazione di queste osservazioni è che si tratti di acqua salmastra", ha detto Alfred McEwen dell'università dell'Arizona, Tucson. McEwen è il ricercatore principale di HiRISE e autore di un rapporto sui flussi ricorrenti pubblicati sulla rivista Science.

Alcuni aspetti delle osservazioni sono ancora un enigma per i ricercatori, ma i flussi liquidi di salamoia si adattano alle ipotesi".
La salsedine abbassa la temperatura di congelamento dell'acqua. I siti con flussi attivi abbastanza caldi, anche nel basso sottosuolo, possono sostenere l'acqua liquida, che è più salata come gli oceani della Terra, mentre l'acqua pura sarebbe congelata alle temperature osservate.

"Queste linee scure sono diverse da altri tipi simili in altre pendenze di Marte", ha detto Mars Richard Zurek della NASA: "Le osservazioni si ripetono e si estendono sempre più in discesa con il tempo durante la stagione calda".
Le caratteristiche riprese sono solo di circa 0,5-5 metri di larghezza, con lunghezze fino a centinaia di metri. La larghezza è più stretta dei calanchi precedentemente segnalati sui pendii marziani.

Tuttavia, alcuni di quei luoghi possiedono più di 1.000 singoli flussi. Inoltre, mentre i flussi in altri calanchi sono abbondanti nelle zone fredde, questi flussi scuri sono in zone più calde.

Le immagini mostrano i flussi che si allungano e scuriscono il versante roccioso dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno. La stagionalità, la distribuzione della latitudine e i cambiamenti di luminosità suggeriscono che è coinvolto un materiale volatile ma non c'è il rilevamento diretto di esso. I dati raccolti mostrano che la temperatura è troppo elevata per il biossido di carbonio e, in alcuni siti troppo fredda per l'acqua pura.

Ciò suggerisce l'azione della salamoia, che ha un punto di congelamento inferiore.
I depositi di sale su gran parte di Marte indicano che le salamoie erano abbondanti in passato". Queste osservazioni recenti portano a ritenere che le salamoie si possono ancora formare oggi, in prossimità della superficie per periodi e luoghi limitati.

Quando i ricercatori hanno controllato i flussi di tali piste con lo spettrometro "Compact Reconnaissance Imaging dell'Orbiter (CRISM), non era apparso nessun segno d'acqua. Le caratteristiche possono rapidamente seccarsi in superficie o potrebbero esserci flussi flussi sotto la superficie.
"I flussi non sono oscuri a causa del fatto che sono bagnati," ha detto McEwen. "Loro sono scuri per qualche altro motivo."
Un flusso avviato da acqua salmastra potrebbe riorganizzare grani o cambiare la rugosità superficiale in un modo che oscura l'aspetto. Il perchè esse si illuminano di nuovo quando le temperature scendono è più difficile da spiegare.
"E' per adesso un mistero ma penso che sia un mistero risolvibile con ulteriori osservazioni ed esperimenti di laboratorio", ha detto McEwen.
Questi risultati rappresentano il passo più vicino degli scienziati alla scoperta di acqua liquida sulla superficie di Marte.

L'acqua ghiacciata, tuttavia era già stata rilevata in prossimità della superficie in mezzo a molte regioni ad alta latitudine. Dall'aspetto recente dei calanchi si ipotizzano dei movimenti pendenza in tempi geologicamente recenti, forse aiutati dalla stessa acqua.
Gocce di salamoia erano apparse anche sui montanti del Mars Phoenix Lander.
Se ulteriori studi dei flussi scuri supportassero prove della presenza di salamoie, questi potrebbero essere i primi luoghi marziani noti con acqua allo stato liquido.

Traduzione a cura di Arthur McPaul

Fonte: http://www.sciencedaily.com/releases/2011/08/110804142118.htm


venerdì 4 marzo 2011

Le cicatrici degli impatti allungati su Marte

Foto: High Resolution Stereo Camera sulla sonda  Mars Express. (Credit: ESA / DLR / FU Berlin (G. Neukum))

Il grande bacino Huygens (mappa in basso), è di circa 450 km di diametro e si trova negli altopiani craterici del sud di Marte. In questa zona ci sono molte cicatrici da impatto, ma nessuna forse è più intrigante dei "crateri allungati'. 

Uno di questi crateri che si vede nella nuova immagine di apertura in alto catturata il 4 agosto 2010, copre una superficie di 133 x 53 km a 21 ° S / 55 ° E e gli oggetti più piccoli distinguibili dalla telecamera sono di circa 15 m di diametro. Questo cratere allungato senza nome si trova appena a sud del bacino molto più grande di Huygens. E' di circa 78 km di lunghezza e poco meno di 10 km di larghezza ad una estremità e circa 25 km nell'altra e raggiunge una profondità di 2 km.

I crateri da impatto sono generalmente tondi, perché i priettili modellano il terreno a causa dell'onda d'urto verso l'esterno. L'indizio viene dalla coltre circostante di materiale, gettato fuori dopo l'impatto iniziale. Questo materiale esplulso ha la forma di ali di una farfalla, con due lobi distinti e suggerisce che forse i proiettili a schiantarsi erano almeno due, forse parti di uno stesso oggetto frantumatosi in precedenza.
Nella stesso cratere, ci sono tre aree più profonde che potrebbero essere la prova dell'impatto di più di due proiettili. Inoltre, un secondo cratere allungato si trova a nord/nord-ovest. Lo si può vedere nell'immagine contestuale più ampia ed è in linea con quello che si vede in quella di apertura dell'articolo, rafforzando l'idea che queste strutture erano il risultato di un treno di proiettili.

Nei primi anni 1980, gli scienziati hanno proposto che i crateri da impatto allungati si potessere essere formati da catene di detriti orbitali impattati con il tempo per attrazione gravitazionale del decadimento delle loro orbite, con angoli quindi poco profondi e scavando pertanto i crateri allungati.


La coperta di materiale espluso, contiene molti crateri minori, indicando che l'originale si è formato in un tempo relativamente precedente ed è poi diventato un bersaglio di altri impatti. In aggiunta, ci sono diversi piccoli canali sulla coperta, suggerendo che diverso materiale è stato fuso tra cui forse anche l'acqua e hanno tracciato i solchi di scorrimento.

Sotto il bordo orientale del cratere vi sono due crateri ben formati e relativamente profondi. Hanno perforato attraverso la coperta ejecta e così deve essere apparso dopo la formazione del cratere di grandi dimensioni. Nonostante le loro dimensioni di 4 km e 5 km, questi crateri minori non mostrano alcuna indicazione della presenza di acqua.
A nord vi è un altro cratere che dovrebbe essere precedente, perché le cicatrici lasciate sono superiori alla coperta di materiale esplulso. Inoltre, diverse frane hanno modificato l'orlo ripido del cratere. Questo può essere visto più chiaramente sui due crateri più piccoli del bordo, che si sono conservati solo parzialmente.
Ma probabilmente ci sarà la possibilità che si formino altri crateri allungati in futuro: la luna marziana Phobos impatterà sul pianeta tra poche decine di milioni di anni e probabilmente darà vita a nuovi crateri anomali su tutta la superficie. 

Fonte

A cura di Arthur McPaul