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domenica 2 giugno 2013

Quante TAC per andare su Marte?





Raggi cosmici e particelle energetiche solari. Un brodo di microscopici proiettili che popolano lo spazio e con le loro elevate energie possono attraversare pressoché indisturbati anche gli scafi più spessi delle navicelle spaziali, creando danni ai tessuti biologici degli astronauti al loro interno. Uno studio pubblicato online sulla rivista Science presenta i dati raccolti dallo strumento RAD a bordo del rover Curiosity della NASA che ha monitorato queste particelle nel suo lungo viaggio dalla Terra a Marte, indicando che, per un futuro equipaggio umano verso il Pianeta rosso, questo tragitto non sarà privo di rischi.

Quando andremo finalmente su Marte? Difficile ancora dirlo. Di sicuro però c’è la lunga durata della missione per portare un equipaggio umano sul Pianeta rosso, rimanere per una breve esplorazione e ritornare. Le stime indicano che il tutto possa svolgersi nell’arco più o meno di un anno. Quasi quattrocento giorni in cui i temerari astronauti si troveranno lontanissimi dalla Terra ma saranno soprattutto orfani dei suoi preziosissimi ‘ombrelli’ naturali, ovvero l’atmosfera e la magnetosfera, che ci proteggono con grande efficienza da invisibili quanto pericolosi nemici. Sono le particelle di alta e altissima energia, prodotte ad esempio dalle esplosioni di supernova o da getti emessi dai buchi neri nella nostra Galassia (i raggi cosmici galattci o GCR, acronimo di Galactic Cosmic Rays), ma anche – guardando nel nostro vicinato – protoni, neutroni, elettroni e nuclei atomici ‘sparati’ dal Sole (i cosiddetti SEP, dall’inglese Solar Energetic Particles) soprattutto durante i periodi di massima attività della nostra stella.

Un brodo di proiettili invisibili che scorrazzano nello spazio interplanetario e che possono facilmente penetrare anche gli scafi più robusti delle navette spaziali, creando seri problemi a chi le abita.
Sono noti infatti gli effetti dannosi di queste particelle sui tessuti biologici che, cumulandosi, possono innalzare in modo sensibile il rischio di contrarre forme letali di cancro.

Per questo, progettando una missione umana su Marte, è molto importante conoscere quanto e di che tipo saranno i pericoli per l’incolumità della salute dei futuri viaggiatori spaziali. Un importante passo avanti in questo senso arriva dalla missione Mars Science Laboratory della NASA, per capirci quella che ha rilasciato il 6 agosto scorso il rover Curiosity sulla superficie di Marte. Tra i vari strumenti a bordo del robot semovente c’è quello che prende il nome di RAD, ovvero Radiation Assessment Detector. Un vero e proprio laboratorio miniaturizzato per monitorare in dettaglio le particelle presenti nell’ambiente dove si trova il rover, registrandone il flusso, il tipo e la loro energia. RAD è stato quasi sempre acceso durante il lungo viaggio di Curiosity dalla Terra a Marte, raccogliendo così informazioni molto accurate sulle radiazioni assorbite dal veicolo.

“Parlando di dosi accumulate in tutto il viaggio, possiamo equiparare le radiazioni che hanno investito RAD a quella di una TAC su tutto il corpo di un essere umano ogni cinque o sei giorni” spiega Cary Zetlin, del South West Research Institute nel Texas, dove è stato realizzato e viene monitorato RAD, nonché primo autore di un articolo sull’analisi dei dati raccolti dallo strumento pubblicato online sulla rivista Science. “Avere un quadro completo delle radiazioni presenti a bordo di un veicolo spaziale in rotta verso Marte è fondamentale nella programmazione di una missione umana verso il Pianeta rosso. Le misure di RAD indicano una dose giornaliera di radiazioni assorbite durante il viaggio pari a circa 1.8 milliSievert. Questo porterebbe a un valore complessivo di circa 0,66 Sievert per un viaggio di andata e ritorno da Marte con le tecniche di propulsione attuali, a cui andrebbe aggiunta la dose accumulata dagli astronauti nel loro periodo di permanenza e attività sulla superficie del pianeta.

Il valore totale non dovrà però superare quello di un Sievert, che secondo gli standard di sicurezza di molte Agenzie Spaziali è il limite massimo di radiazioni che un astronauta può assorbire senza rischiare un aumento significativo di problemi biologici”.

A cura di Marco Galliano

Fonte:
http://www.media.inaf.it/2013/05/30/quante-tac-per-un-viaggio-su-marte//

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venerdì 26 aprile 2013

Soggiorno Su Marte


Una società olandese sta reclutando 4 astronauti per un viaggio senza ritorno su Marte. L'idea, a patto di trovare i soldi, è di inviare nel 2016 una prima missione robotica, e nel 2023 far partire gli esseri umani per avviare una colonia permanente. Chi è tanto coraggioso da partire? Le selezioni sono aperte.

Vivere su Marte è il vostro sogno? Beh, date un’occhiata al band lanciato da Mars One, una no-profit olandese, che ha dato il via oggi a New York alle selezioni per quattro astronauti che nel 2023 potranno partire per il Pianeta Rosso per fondare una colonia umana.

Il progetto ha già ricevuto 10mila candidature: gli aspiranti hanno un’età compresa tra i 18 e 62 anni e la maggior parte sono uomini. La partenza è programmata per il 2023. Non è ancora chiaro quale mezzo l’organizzazione intenda usare per raggiungere il pianeta rosso, ma si sa che è in trattativa con SpaceX, l’operatore spaziale commerciale che lancia la capsula Dragon.

L’azienda olandese non ha ancora deciso un luogo preciso dove realizzare un insediamento abitabile, sostenibile e progettato per ricevere nuovi astronauti ogni due anni. Si pensa a un sito tra 40 e 45 gradi latitudine Nord del pianeta, dove gli astronauti potranno avere abbastanza risorse in termini di energia solare e acqua (sotto forma di ghiaccio). Una sola avvertenza: i prescelti non dovranno dare fastidio alle “forme di vita” marziane. Ebbene sì, “la cosa più importante”, ha detto il co-fondatore di Mars One Bas Lansdrop, “è di limitare l’inquinamento” del pianeta. “Bisogna fare in modo che gli esseri umani non girovaghino in luoghi dove è più alta la probabilità di incontrare altri esseri viventi”, qualora ce ne fossero.

I candidati alla bizzarra e ambiziosa spedizione non dovranno essere necessariamente scienziati: gli unici requisiti richiesti, oltre alla maggiore età, sono intelligenza, ingegnosità, determinazione stabilità psichica e magari qualche conoscenza tecnica.

Siamo sicuri che fra solo un decennio tutto questo sarà possibile? I soldi necessari - per ora la stima dice sei miliardi di dollari per portare su Marte il primo essere umano – dovrebbero arrivare da una raccolta di fondi iniziata nel 2012, e soprattutto da un evento mediatico, una sorta di reality show che dovrebbe seguire tutto lo sviluppo della missione, a cominciare dalla selezione dei primi 40 astronauti. Il Grande Fratello per Marte potrebbe andare in onda già da quest’anno.

Già dal 2016 Mars One vorrebbe spedire su Marte i primi robot, per costruire la base operativa. Poi partirebbero i primi aspiranti marziani, ma senza biglietto di ritorno. E già, gli astronauti dovranno dire addio ad amici e parenti, perché per tornare avrebbero bisogno di un razzo in grado di sfuggire al campo gravitazionale di Marte, dei sistemi di supporto alla vita di bordo in grado di reggere per un viaggio di sette mesi e caratteristiche tecniche molto avanzate.

Cosa dovrebbero aspettarsi i neo-inquilini di Marte? In primo luogo il viaggio. Non sarà certo una gita fuori porta: con la tecnologia a disposizione oggi, i quattro “fortunati” impiegherebbero circa 5.7 mesi per arrivare su Marte, sempre che sopravvivano a incontri poco gradevoli con gli asteroidi. Il corpo dovrà abituarsi alla microgravità, che è del 38% rispetto alla nostra : muscoli e ossa sarebbero sottoposti a parecchio stress con la conseguente perdita di massa ossea e muscolare. Serve dunque una tecnologia che riduca drasticamente questo tempo.

Cosa mangerebbero gli astronauti su Marte? Solo cibo liofilizzato? E quanto costerebbero gli approvvigionamenti? Insomma, ci sono ancora molte domande a cui dare risposta, ma se vi sentiti fortunati e pronti a una simile avventura, questo è il sito dove mandare la propria candidatura: http://applicants.mars-one.com/. L’invio della propria candidatura online attraverso l’application form sarà il primo dei quattro step che insieme costituiscono la procedura di selezione di Mars One. Il Round One durerà oltre cinque mesi e si concluderà il 31 agosto 2013. I candidati selezionati formeranno il primo nucleo dell’equipaggio che atterrerà su Marte nel 2023. Si passerà poi al perfezionamento e alla preparazione fisica. La decisione finale di scegliere i primi coloni sarà decisa da un voto del pubblico, proprio come in reality televisivo.

A cura di Eleonora Ferroni

Foto in Alto
Colonia Marziana - credit MarsOne

Fonte:
http://www.media.inaf.it/2013/04/23/chi-vuole-emigrare-su-marte/


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