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sabato 20 aprile 2013

Alza la testa


Siamo chiusi in una scatola di cristallo che si chiama web, che puó essere una cosa buona, che ci unisce, che fa viaggiare le notizie, le emozioni e le idee istantaneamente. Usiamo la rete per questo!

Lo stato in cui versa la nostra situazione è comune e spesso la rete diventa un ritrovo, perché ci hanno tolto le piazze, dove non ci sono più nemmeno panchine per sedersi, dove si deve per forza pagare nel bar 3 euro per un caffé.

Ma soprattutto non ci sono soldi e tranquillità per stare nei locali come un tempo a spendere e spandere.
E ci hanno tolto anche il piacere della domenica, quei pochi che lavorano devono fare turni su turni come gli schiavi, con i loro Co.co.pro interminabili rinnovati trimestralmente.
Quei pochi che lavorano per 500 euro non hanno nulla per distrarsi, per proporre le loro idee alla comunità e spesso si rifuguiano qui sul web, perdendosi tra sfottó e gossip.

Hanno creato una sorta di Matrix, non qui sulla rete, ma assurdamente, ma nella vita reale.
La realtà virtuale è la fuori, con la bella vita che vediamo in tv, finta, perchè chi la fa sono attori o "vip", o i figli di papà che per poco ancora bivaccheranno.
È finta la tecnologia che ci viene offerta, i super treni che devono unire l'Italia e gli aerei sono troppo costosi e finiamo per restare chiusi, se va bene nel parco comunale, quella è l'unica gita che possiamo permetterci. Altro che cone ci dicevano: "vi porteremo in Europa"... Si fa fatica a mettere la benzina per andare a lavoro.

Sono finti coloro che si prodigano di proporre la nostra voce al Parlamento, vecchi bacucchi che vivono di mega stipendi, privilegi, cocaina, puttane, malaffari, raccomandazioni, inciuci.

E' finto il mondo che ci promettono, un'Europa dei Popoli che non ci sarà mai. Si prospetta un'era di schiavitù, perché venti bastardi hanno deciso a Bruxelles che dobbiamo fare concorrenza alla Cina e indurre le poche aziende sopravvissute a produrre a basso costo-lavoro in Italia, Spagna, Grecia, Polonia, Romania e i paesi ex-comunisti con gente che peró viene dall'India, dalla Tunisia, dalla Romania, dal Bangladesh.

Ci hanno tolto tutto, il lavoro, la nostra vita, il diritto di crearci una famiglia o di goderci i nostri giorni tranquillamente.
Ci vogliono silenti, senza istruzione, l'università ormai se la possono permettere solo i ricchi, i figli stupidi degli "avvocati del centro", o dei "vip", coloro che pagano per avere il "pezzo di carta", che bivaccano al pomeriggio nei lussuosi bar del centro e la sera nelle discoteche o nei wine bar per sfoggiare i porche del papà o i vestiti di Prada.

Non sono contro il lusso del "made in Italy", ma i pagliacci mantenuti, senza anima e cervello, non li sopporto.

Le imprese si lamentano, ma gli imprenditori non dormono la notte per studiare come alimentare in tempo di crisi i loro vizi, le loro cene di pesce, la loro auto da comprare per mostrarle agli amici o pagare le escort e la cocaina.

Un paese diviso ancor di più, ma non più da nord a sud ma in base a chi ancora lavora e ha proprietà a chi invece non ha i soldi per mangiare e sfamare i propri figli.

Non è questo il mondo che ci avevano promesso D'Amato, Romano Prodi, Berlusconi, Monti solo per citare i primi responsabili del disastro che mi saltano in mente. Non c'entra la fasulla crisi delle Lobby della Troika europea, ma la colpa é di coloro si sono venduti il culo alle multinazionali per sfruttare il nostro, un tempo, florido mercato.

Noi giovani che facciamo? Nulla..! Perché ci hanno detto da ormai ventanni che non possiamo fare nulla, che dobbiamo stare zitti.
Ci hanno raccontato le favole dandoci la carota come agli asini, ma ora ci hanno tolto anche quella e a calci ci obbligano a camminare, perché si sono inventati che dobbiamo pagare 250 miliardi di debito pubblico per della carta straccia che si chiama Euro.
Sinceramente me ne frego dei loro Euro e della loro faccia truccata e parruccata. I loro euro li brucio.

Ma non sarebbe troppo facile dare fuoco a tutto come faremmo in una nuova "Rivoluzione Francese".
Non si puó sconfinare nel baratro e allora tutti noi dobbiamo stravolgere questo sistema virtuale unendoci perché l'unione fa la forza.
E non c'entra più destra, sinistra, centro, comunismo o fascismo. Qui c'entrano degli ideali di libertà, di tranquillità, di tornare a dei valori comuni, degli esseri umani e non bestie senza cervello come ci vogliono rendere!

A cura di Arthur McPaul

Un regalo che non si potrà più dimenticare (clicca sull foto)

La sublime arte del vetro di murano in gioielli che saranno per sempre...

martedì 5 marzo 2013

La Germania Offre la Soluzione...


Il primo effetto della paura tedesca provocato dal voto italiano è l’annuncio che ad aprile nascerà un nuovo partito con il programma di uscire dall’Euro.

Per noi è una buona notizia. L’Euro ” abbandonato” dalla Germania e da un paio di paesi satelliti, ma tenuto dagli altri paesi, subirebbe una svalutazione che si risolverebbe un un turbo per le esportazioni degli altri paesi ( Francia, Italia, Spagna, ecc). Sarebbe la fine di una costruzione finanziaria sbagliata, a mio giudizio, l’inizio della crisi delle esportazioni tedesche ( per la forte rivalutazione dell’Euro del nord e la contrapposizione internazionale con dollaro e rembimbi) e la salvezza dello stile di vita mediterraneo che è consustanziale alla nostra civiltà.

La frattura tra protestanti e cattolici si riprodurrebbe a livello economico e la Germania verrebbe risucchiata culturalmente dai paesi scandinavi e dai deliri di Merkel.

“Propongo l’uscita congiunta dall’Euro di alcuni paesi del Nord come Germania, Paesi Bassi e Austria e la contestuale creazione di un Nordeuro”. A parlare e a farsi forte portavoce di un gruppo crescente di ultracritici agli aiuti finanziari per Grecia, Irlanda e Portogallo, è l’ex presidente del BDI – Bundesverband der Deutschen Industrie, la confindustria tedesca Hans-Olaf Henkel.
Henkel ha appena dato alle stampe un libro dal titolo emblematico: “Salviamo i nostri soldi! La Germania viene svenduta. L’inganno dell’euro insidia il nostro benessere”.

Si infiamma il dibattito sul futuro dell’Unione europea e della sua moneta unica. Le posizioni estreme di Henkel sono in parte anche lo specchio della grande paura che si sta diffondendo tra i cittadini tedeschi e nordeuropei. Paura dell’inflazione che cresce, paura di dover sborsare soldi pubblici per quei Paesi del sud Europa che "hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità", che non riescono a gestire i propri bilanci, che non riescono a modernizzare e ad essere competitivi e che, come ha detto ieri il cancelliere Merkel, con una caduta di stile finora sconosciuta, “dovrebbero andare in pensione più tardi e fare meno vacanze”.

Le infelici dichiarazioni della Merkel hanno sollevato un vespaio e le reazioni non si sono fatte attendere e sono state durissime. A cominciare da casa propria. Il segretario generale della SPD Sigmar Gabriel le attribuisce “risentimenti antieuropei” e il leader dei Gruenen Cem Oezdemir parla di “battute da mercato” (Spiegel online). C’è ora chi, come Martin Schulz, capogruppo socialdemocratico al Parlamento europeo, teme “danni per la Germania e per l’Unione europea” (Spiegel online). In Grecia, Spagna e Portogallo le esternazioni della Merkel sono state accolte con insulti dai lettori dei più grandi quotidiani nazionali, mentre il presidente del sindacato CGTP Manuel Carvalho da Silva ha parlato di “puro colonialismo, privo di qualsiasi solidarietà”.

Cosa voleva dire esattamente la Merkel con la sua uscita? Che i cittadini del sud Europa sono pigri e che non lavorano abbastanza? Poco importa. In Germania sta venendo meno la pazienza di cittadini ed elettori non più disposti a pompare miliardi di euro in economie sgangherate e in Paesi forse non più salvabili come la Grecia. Enorme è il timore che la Grecia non sia in grado di pagare i debiti né domani né negli anni a venire e che alla bancarotta della Grecia segua quella di Portogallo, Spagna, Italia e Francia.

Non bastano i richiami alla moderazione fatti dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e quelli di Jean-Claude Junker. L’euro è una moneta forte e chi attacca l’euro mette in pericolo l’Unione europea, sostengono entrambi. Con conseguenze imprevedibili. Come uscire dal dilemma? Con l’euro del nord e quello del sud? Continuando a pompare miliardi di euro nelle economie di paesi disastrati? Oppure, come sostiene l’economista e presidente dell’Ifo (un istituto di ricerca economica, nda) Hans-Werner Sinn, tagliando il flusso di soldi verso la Grecia e chiedendo alla Grecia una riduzione di stipendi e pensioni del 20-30%?

Misure che potrebbero avere effetti sociali incalcolabili mettendo addirittura a rischio la pace sociale e le democrazie dei paesi coinvolti. Si avvicina la fine dell’euro?
Sì secondo il Prof. Wilhelm Hankel, economista ed eurocritico della prima ora nonché autore di una querela dinanzi alla Corte costituzionale federale contro il piano di salvataggio dell’Eurozona. Il verdetto della Corte costituzionale è atteso per la fine dell’anno.
Hankel ritiene che i prossimi candidati a ricevere aiuti nell’Eurozona avranno bisogno di 500 miliardi di euro e di questi la Germania dovrà sborsarne 150.

A cura di AntonioCheDice

Fonte:
http://corrieredellacollera.com/2013/03/03/la-germania-ci-offre-una-via-di-uscita-nasce-un-partito-per-abbandonare-leuro-capitanato-dal-presidente-degli-industriali-sarebbe-la-salvezza-per-tutti-di-carlo-massimo-de-montis/

giovedì 14 febbraio 2013

Obama elogia Monti: Lo avevamo previsto!


Alla vigilia dell'incontro, a Washington, tra Obama e Napolitano, dalla Casa Bianca arriva una grande sviolinata per il presidente del Consiglio Mario Monti: "Il governo italiano sta facendo passi importanti per affrontare le sfide economiche - dice la portavoce Caitlin Hayden in una nota inviata all'Ansa - .

Gli elogi di Obama potevano lasciare indifferente Monti? Ovviamente no. E subito commenta così la sviolinata di Washington: la considerazione della Casa Bianca "non mi imbarazza per niente, mi incoraggia e mi fa piacere". E il premier, durante la registrazione di Telecamere, sottolinea che per Washington è importante che l'Italia non sia più nella "lista dei potenziali infiammatori dell'Eurozona".

Tratto da:
http://www.ilgiornale.it/news/interni/obama-elogia-napolitano-e-fa-tifo-monti-885898.html


Ecco quello che scrissi in calce all'articolo di gennaio sul programma Monti:
"... e non mancheranno parole di stima all'Italia persino da Obama. Sarà un febbraio di fiducia, ottimismo e ritrovato benessere, tutto creato ad hoc per la rielettura di Monti."

Rileggete qui:
http://nemsisprojectresearch.blogspot.it/2013/01/l-monti-per-vincere-le-elezioni.html

Obama, ha appunto elogiato Monti e si è auspicato che egli continui a governare l'Italia con questi termini positivi per il bene del paese.

Allora le cose sono due: o io sono un veggente oppure le dinamiche degli Illuminati sono state pienamente previste dal sottoscritto e il metodo di indagine è esatto. Questo, cari amici, dimostra, non essendo l'unica previsione esatta, che viviamo in una matrice già creata per condurre il nostro futuro verso la schiavitù.
A coloro che credono che siano solo complotti, auspico metaforicamente di iniziare ad azionare il cervello, ad aprire i paraocchi e a guardare la realtà con gli ultravioletti e i raggi x, perché trovereste cose che nella luce comune non sono visibili!

Arthur McPaul

martedì 12 febbraio 2013

Sta Crollando l'Euro in Grecia!


La Grecia è crollata, definitivamente, sotto il peso dei debiti contratti con la BCE. Ma in Italia nessuno ne parla perche' siamo in campagna elettorale, l'attenzione dei media e' stata spostata sulle dimissioni del Papa, mentre l'Europa brucia!

Stanno assaltando i supermercati. Ma non si tratta di banditi armati. Si tratta di gente inviperita e affamata, che non impugna neanche una pistola, con la complicità dei commessi che dicono loro “prendete quello che volete, noi facciamo finta di niente”. Si tratta della rivolta di 150 imprenditori agricoli, produttori di agrumi, che si sono rfiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dall’Unione Europea. Hanno preso la frutta, l’hanno caricata sui camion e sono andati nelle piazze della città con il megafono, regalandola alla gente, raccontando come stanno le cose.

Si tratta di 200 produttori agricoli, ex proprietari di caseifici, che da padroni della propria azienda sono diventati impiegati della multinazionale bavarese Muller che si è appropriata delle loro aziende indebitate, acquistandole per pochi euro sorretta dal credito agevolato bancario,quelli hanno preso i loro prodotti della settimana, circa 40.000 vasetti di yogurt (l’eccellenza del made in Greece, il più buon yogurt del mondo da sempre) li hanno caricati sui camion e invece di portarli al Pireo per imbarcarli verso il mercato continentale della grande distribuzione, li hanno regalati alla popolazione andandoli a distribuire davanti alle scuole e agli ospedali

Si tratta anche di due movimenti anarchici locali, che si sono organizzati e sono passati alle vie di fatto: basta cortei e proteste, si va a rapinare le banche: nelle ultime cinque settimane le rapine sono aumentate del 600% rispetto a un anno fa. Rubano ciò che possono e poi lo dividono con la gente che va a fare la spesa. La polizia è riuscita ad arrestarne quattro, rei confessi, ma una volta in cella li hanno massacrati di botte senza consentire loro di farsi rappresentare dai legali. Lo si è saputo perché c’è stata la confessione del poliziotto scrivano addetto alla mansione di ritoccare con il Photoshop le fotografie dei quattro arrestati, due dei quali ricoverati in ospedale con gravi lesioni.

E così, è piombata la sezione europea di Amnesty International, con i loro bravi ispettori svedesi, olandesi e tedeschi, che hanno realizzato una inchiesta, raccolto documentazione e hanno denunciato ufficialmente la polizia locale, il ministero degli interni greco e l’intero governo alla commissione diritti e giustizia dell’Unione Europea a Bruxelles, chiedendo l’immediato intervento dell’intera comunità continentale per intervenire subito ed evitare che la situazione peggiori.

Siamo venuti così a sapere che il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, (consigliere personale di Frau Angela Merkel) sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell’appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo, Sir Moorald Choudry (il vice-presidente della Royal Bank of Sctoland, la quarta banca al mondo) hanno presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d’Europa che alla presidenza della BCE che all’ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell’Unione Europea, sostenendo che “la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall’euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell’economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come “tragedia umanitaria” e quindi cominciare anche a ventilare l’ipotesi di chiedere l’intervento dell’Onu”.

Fonte:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11461

venerdì 18 gennaio 2013

Germania Fuori Dall'Euro: Scenario


Se fosse la Germania a uscire dall'Euro invece dei Pigs, chi ci guadagnerebbe? La prima risposta è la Germania, ma è la risposta sbagliata.

Nell'articolo di Zeit on line (tradotto dal sito Voci dalla Germania - Un blog per raccontare il dibattito tedesco sull'Eurozona) si spiega il perché.

"E se la Germania desse ascolto agli euroscettici ed uscisse dall'Euro? Che cosa accadrebbe se la Germania abbandonasse l'Euro?"
Il parlamento tedesco approva con una maggioranza di due terzi l'uscita dall'Euro e la reintroduzione del D-Mark. Solo i Verdi votano contro. Il tasso di cambio è uno a uno. Il presidente della Bundesbank lascia il consiglio BCE con effetto immediato.
I mercati finanziari e dei cambi reagiscono immediatamente all'uscita della Germania. Dal resto dell'unione monetaria arriva in Germania un fiume di liquidità. La nuova valuta si apprezza del 50 % nei confronti dell'Euro. Un marco costa ora 1.5 . Allo stesso tempo crolla il valore delle garanzie statali offerte per i fondi di salvataggio. La stessa cosa accade per i debiti e i crediti nati dal sistema Target della BCE: la Bundesbank chiede che siano saldati immediatamente. I rischi per il bilancio pubblico, almeno all'inizio sembrano scendere. Circa 200 economisti celebrano la ritrovata libertà della Germania. Thilo Sarrazin dichiara in tv: "La Germania non ha bisogno dell'Euro".
Nel resto dell'Eurozona i mercati finanziari sono in difficoltà. La BCE dopo l'uscita della Germania ha immediatamente spostato la sua sede da Francoforte a Parigi. Nel frattempo annuncia acquisti illimitati di obbligazioni. In questo modo i banchieri centrali riescono a governare le quotazioni dei titoli.

La Nuova Banca Centrale Europea rimborsa tutti i crediti Target della Bundesbank con denaro fresco di stampa. Calcolati in marchi, hanno perso un terzo del loro valore. La Bundesbank è costretta a contabilizzare una grossa perdita. Lo stesso accade con il rimborso dei fondi tedeschi conferiti all'ESM. L'indebitamento pubblico tedesco cresce di un valore corrispondente. Dopo alcune settimane di sollievo dovute all'uscita dall'Euro, numerosi produttori di auto dichiarano che il loro fatturato nel resto d'Europa è crollato. Le auto tedesche per il resto d'Europa sono troppo costose. I costruttori chiedono la cassa integrazione e iniziano a licenziare.

Poco dopo, l'associazione degli industriali dichiara che l'economia tedesca a causa dell'apprezzamento del Marco non è piu' competitiva ed esorta i sindacati tedeschi ad accettare una riduzione dei salari. Dopo appena un trimestre, l'Ufficio Federale di Statistica comunica che gli avanzi delle partite correnti si sono dimezzati e che l'export verso il resto d'Europa è crollato. Thilo Sarrazin dichiara in un altro talk show che anche senza l'Euro si sente molto bene. Il suo reddito non si è affatto ridotto. Nel resto d'Europa, gli altri paesi avranno più tempo per raggiungere gli obiettivi di risparmio e decidono di aumentare i loro depositi nel fondo ESM, per compensare l'uscita della Germania.
La Germania entra in recessione.
Il Fiskalpakt viene sospeso e sostituito con un patto di stabilità. I paesi europei si impegnano a rispettare gli obiettivi di inflazione e a evitare che si formino degli squilibri nelle partite correnti. L'ESM diventa un Fondo Monetario Europeo (FME), con il compito di controllare il rispetto dei trattati da parte dei membri. I paesi che registrano un avanzo o un deficit delle partite correnti eccessivo, dovranno cedere una parte delle proprie entrate fiscali al FME.

La nuova BCE comunica che il suo obiettivo di inflazione resta invariato al 2%. La Bundesbank dichiara subito dopo che l'obiettivo di inflazione per la Germania è dell'1%, e aumenta i tassi. Il Marco continua ad apprezzarsi. L'Ufficio Federale di Statistica comunica che la bilancia commerciale della Germania, a causa del crollo delle esportazioni, ha raggiunto il pareggio. La congiuntura in Germania si indebolisce ulteriormente. L'industria dell'export è in recessione e taglia in maniera massiccia posti di lavoro. Anche l'economia interna inizia a perdere slancio per i tassi troppo alti. Nel resto d'Europa la situazione economica a poco a poco si stabilizza. Thilo Sarrazin dichiara in tv: "Questo non ha nulla a che fare con l'Euro". VW sposta le sue fabbriche Martin Winterkon, amministratore delegato di VW, fa sapere che l'azienda sposterà una grossa parte della sua produzione nel resto dell'Eurozona. "Il mercato tedesco è troppo piccolo per la nostra produzione, e abbiamo bisogno di tassi di cambio più sicuri", dice Winterkorn. Il valore delle azioni VW cresce vertiginosamente. BMW e Daimler confermano piani analoghi.

Nei rinnovi contrattuali dei metalmeccanici, per la difficile situazione nell'industria, viene concordato un aumento dell'1%. Nel settore pubblico, una riduzione delle entrate costringe a tagliare il numero dei dipendenti pubblici. I rinnovi contrattuali portano ad un aumento di mezzo punto percentuale. Un anno dopo l'uscita dall'Euro, la Germania si trova in piena recessione con una crescente disoccupazione. Nel frattempo anche la domanda interna è crollata: i bassi aumenti salariali e i licenziamenti stanno affossando i consumi. Sempre più aziende trasferiscono posti di lavoro nell'Eurozona, in Asia o negli Stati Uniti. La Borsa di Francoforte ha perso molta della sua importanza; quella di Parigi al contrario ha accresciuto la sua influenza. I capitali continuano ad uscire dalla Germania mentre i tassi di interesse tornano a crescere. La rivalutazione del Marco si è fermata. La zona Euro nel frattempo si è stabilizzata e mostra una debole crescita economica. Sta crescendo l'export dai paesi in crisi - soprattutto verso la Germania. VW pianifica l'allargamento dei suoi impianti in Spagna e prende in considerazione la costruzione di uno stabilimento aggiuntivo in Grecia.

Dopo due anni, la crescita nel resto dell'area Euro torna oltre il 2%. L'economia in Germania invece ristagna, la disoccupazione resta alta. Circa 200 economisti pubblicano un drammatico appello per aumentare la competitività della Germania. Il mercato del lavoro è poco flessibile, i salari troppo alti e le prestazioni sociali troppo generose per poter affrontare le sfide della globalizzazione. Grecia e Spagna sono in pieno boom, mentre l'economia tedesca è in difficoltà, scrivono due anni dopo l'uscita dall'Euro. Thilo Sarrazin dichiara in un programma televisivo: "Non ho mai suggerito l'uscita dall'Euro, al massimo mi sono permesso di dire che non abbiamo bisogno dell'Euro".

Tratto da http://www.beppegrillo.it/2013/01/il_giorno_in_cu.html

A cura di Arthur McPaul





venerdì 11 gennaio 2013

Berlusconi da Santoro: Imprenditrice Smaschera Monti e La GoldMan Sachs


Credo che quello che è accaduto nello show televisivo da Santoro ieri sera "Servizio Pubblico" con Berlusconi ospite, abbia tolto ogni dubbio anche agli scettici, sul ruolo della Massoneria Illuminata in questa finta crisi del debito.

La trasmissione di Santoro, seguita da oltre 8 milioni di spettatori, ha dato come si preannunciava, spettacolo.
Battute provocatorie da parte di entrambi, che toccano tutti i temi caldi del momento, dall'Imu alla recessione, per finire quasi sempre a sbraitare a mó di battibbecco da bar su "comunismo e anticomunismo".

Le accuse di Santoro sul "ventennale" fallimento del governo Berlusconi, sono finite per essere sovrastate dai soliti numeri statistici sul buon andamento dei suoi precedenti governi e ancora dalla caciara fino al teatrino televisivo.

I dialoghi accusatori tra il presentatore comunista e l'imprenditore milanese liberista, sono proseguiti nel deja-vu televisivo fino a quando, a sorpresa, un'anonima imprenditrice veneta, ha preso la parola, ponendo all'ex Premier una serie di quesiti che mai in tv hanno sfiorato così da vicino il vero nocciolo del problema: la presenza degli Illuminati dietro alla crisi attuale e il signoraggio monetario e bancario che esiste dietro la tanto blasonata "Europa Unita".




La donna, dopo un fine ragionamento sulla situazione attuale che sta mettendo a rischio le piccole e medie imprese, sommerse da una pressione fiscale che va oltre il 60% del loro reddito, ha iniziato ad incalzare sul Governo Monti appoggiato dallo stesso Berlusconi, reo di aver lavorato fin dal principio a favore delle banche private e nomina proprio la Goldaman Sachs di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli, ma cita anche come Monti sia Presidente della Trilateral Commission, l'organizzazione non governativa dei Rockfeller, rea di manipolare le economie dei Paesi del mondo intero a fini speculativi.

“Lei sapeva che Monti è uomo della Goldman Sachs, ma gli ha dato la fiducia!”, gli sputa irata in faccia. Gli era stato imposto da Bruxelles, come ammetterà poco dopo!

La preparata imprenditrice ha avuto il coraggio, addirittura di dare la colpa all'Euro, creato ad hoc per distruggere ed annientare le economie dei paesi facenti parte, tra cui l'Italia e ha auspicato una possibile uscita dall'Euro, che non sarebbe disastrosa come gli economisti sostengono, ma salutare.




Berlusconi sbianca e dice: “Purtroppo, cedendo il diritto di stampare moneta non abbiamo avuto la possibilità di far garantire alla Banca d’Italia i nostri titoli di debito pubblico. Così, gli investitori chiedono l’aumento dell’interesse. Contemporaneamente, il debito pubblico tedesco ha potuto abbassare gli interessi. Come si può mettere fine a tutto ciò? Con la Bce che garantisce il debito pubblico”.

Berlusconi ammette dunque che la nostra economia è stata compromessa dall'aver tolto ai popoli il potere di battere moneta, di aver perso la loro autonomia finanziaria e di non poter essere indipendenti dalla BCE, che è serva delle banche private governate dagli Illuminati stessi, ma lo fa a modo suo, sviando la questione e ribadenti che sarebbe idoneo rimanere nell'Euro e istituzionalizzare la BCE come vero garante del debito pubblico comune dei Paesi della UE.

Inutile dire che il Cavaliere ha ammesso a denti stretti e con un forzato finto rammarico ognuna delle critiche mosse dalla giovane e audace imprenditrice trevigiana.

C'è stato poi il colpo di grazia di Santoro, con un'intervista dell'ex Ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, in cui accusava il Governo Berlusconi di cui faceva egli stesso parte, di aver venduto il debito pubblico italiano alla BCE e inscenare la crisi di governo e
commissariava l'Italia indicando provvedimenti pesanti da adottare immediatamente. Egli ritiene che tale lettera fosse stata scritta a Roma, cioè chiesta dal Governo Berlusconi per far fuori il ministro dell'Economia. "Teoria infondata" ha rispoato, "nessuno nel mio governo avrebbe potuto prestarsi ad una cosa così fantasiosa", ribatte Berlusconi. E Santoro: "Allora Tremonti vive di allucinazioni?".

Di questa lettera, sotto la pressione di Santoro, contrariamente a quanto sosteneva Tremonti, Berlusconi ha ammesso invece che era giunta da Bruxelles e ordinava al Governo le direttive su come inscenare quello che poi sarebbe accaduto nei mesi successivi. Berlusconi ha ribadito che Tremonti ha mal interpretato la provenienza di questa direttiva e che non vi era stata nessuna talpa in seno al Governo, nemmeno il Brunetta, suggerito da Santoro.

Stà di fatto che Berlusconi ha dovuto subire le direttive degli emissari della Goldman Sachs, proprio come abbiamo sostenuto e ha dovuto cedere il posto a Monti per farle attuare.
Tutto preparato a tavolino, dunque, tranne che, lo stesso Berlusconi doveva sparire per sempre dalla scena, anziché resuscitare e fare lo sgambetto allo stesso Monti.

La nostra visione della politica, comandata dagli Illuminati è esatta, lo abbiamo visto assieme ad altri otto milioni di italiani e alla denuncia di una coraggiosa imprenditrice trevigiana.

E adesso cari italiani e fedeli lettori, che si aprano le danze!

A cura di Arthur McPaul