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sabato 23 marzo 2013

La Grande Truffa Del Debito Sovrano


Ci dicono che lo Stato è indebitato, che c'è la crisi, che devono essere tagliati i servizi e che bisogna risparmiare. In questo video viene spiegato in modo chiaro e semplice che cos'é il debito sovrano, perché è nato e qual é il suo reale scopo.

La crisi che sta attanagliando l'Europa a partire dal 2009-2010 è comunemente definita "crisi del debito sovrano" e riguarda il debito che gli Stati hanno assunto verso le Banche centrali emissarie di moneta.

In generale, la nostra logica ci porta a pensare che lo Stato sia proprietario della carta moneta che emette.
Non è così, infatti lo Stato compra la moneta in circolazione da un altro ente, che nel caso dell'Italia e di tutti i paesi europei, si chiama BCE (Banca Centrale Europea).

Di fatto, i singoli stati possono battere cartamoneta solo dopo averla acquistata dalla BCE, cui dovranno pagare dei tassi di interesse elevati per il servizio offerto. Più l'economia di un Paese va male, meno moneta circolerà e più alto sarà il fabbisogno di cartamoneta per pagare i dipendenti pubblici e i servizi.

Lo Stato per restituire l'importo di moneta stampato e i relativi interessi e per mantenere le funzioni dell'apparato pubblico, emette titoli di credito.
Questo comporterà un ulteriore indebitamento con i finanziatori privati, in quanto anche i titoli di credito statali portano al pagamento di interessi.

Questo fenomeno, non fa altro che impoverire costantemente lo Stato portandolo in tempi brevissimi a quel fenomeno critico chiamato "default".

Perché questo fenomeno è stato accelerato con la venuta dell'Euro?
Prima della moneta comune, la situazione era diversa, perchè i singoli stati potevano autonomamente stampare cartamoneta, che comportava peró un aumento continuo di inflazione.

Anche se questa situazione era negativa per l'andamento dell'economia, perché comportava un forte svalutamento monetario facendo perdere potere d'acquisto, favoriva enormemente le esportazioni. In generale, in paesi come l'Italia, la Spagna, il Portogallo e altre economie più deboli, il tenore di vita della popolazione era mediamente migliore rispetto all'attuale situazione, così come il livello di povertà relativo, era meglio sostenibile.

Uno stato indebitato per restituire gli interessi, è costretto ad attuare manovre restrittive per rastrellare liquidità. La popolazione tartassata è a sua volta costretta a lavorare di più e ad accettare un lavoro precario e mal pagato, quello che vogliono i responsabili della Troika europea che ha creato il sistema di indebitamento.

Una popolazione a basso costo, costretta a lavorare per poche centinaia di euro al mese, puó dunque fare concorrenza alle economie del sud est asiatico che lavorano sfruttando centinaia di milioni di persone.
Purtroppo per noi, cittadini europei, questa situazione è insostenibile a causa degli alti costi della nostra economia.
I cittadini, non solo non possono più permettersi nessun agio, ma ormai, caduti nell'abisso della disoccupazione e stentano persino alla sussistenza minima.

Nel video, vengono riassunti tutti questi concetti, sperando che la grande truffa del debito sovrano sia compresa e possa spingere tutti noi al cambiamento con l'unico mezzo attualmente pacifico: la democrazia diretta.

A cura di Arthur McPaul


Fonte:
http://www.media.inaf.it/2013/03/22/laltro-lato-di-mercurio
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martedì 19 marzo 2013

Nessun Prelievo Forzato Per Cipro, Ma Ormai E' Panico


Per il momento l'assurda decisione di tassazione forzata dei conti correnti ciprioti è stata bloccata. Ma l'atteggiamento repressivo dell'Europa contro i suoi paesi più deboli sta ormai travasando ogni limite.

Il parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio proposto ieri dall'Eurogruppo e avallato dal Presidente Nicos Anastasiades.

36 deputati si sono opposti, mentre 19 del partito Disy del Presidente. Tutti gli altri contrari.

Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco è rimasto deluso per questa occasione a suo dire di rilancio persa.

L'Europa, non si è persa d'animo è ha proposto una variazione sulla proposta (prelievi coatti di 6,75% per quelli inferiori a 100mila euro e 9,9% per quelli superiori), se Nicosia riuscirà a raccogliere 5,8 miliardi di euro. Altrimenti il prestito da 10 miliardi non verrà sbloccato.
La Bce, dispiaciuta, ha solo potuto ribadire che fornirà liquidità solo "all'interno delle regole esistenti", cioè pagare con tassi debitori da strozzinaggio le banconote dell'Euro che elargisce ai Paesi membri.

La Gran Bretagna intanto ha congelato i pagamenti dei pensionati britannici che vivono a Cipro in modo da evitare loro il prelievo forzoso, poi ha deciso di inviare un aereo militare con a bordo un milione di euro in contanti da destinare ai soldati britannici e alle loro famiglie sull'isola.

Il Presidente Nicosia per poter raggiungere quota 5,8 miliardi sarebbe costretto comunque a manovre e prelievi fiscali assurde e coercitive, di cui però, almeno finora, la Commissione europea si è detta all'oscuro.

Anastasiades ha avuto contatti telefonici con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con il presidente russo, Vladimir Putin, che aveva aspramente criticato il provvedimento. Nella capitale russa è arrivato il ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris per proporre, secondo alcune indiscrezioni, una tassa compresa tra il 20 e il 30% sui depositi russi nelle banche cipriote.

Note di sdegno sono giunte anche dalla celebre agenzia di rating Moody's per voce del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha escluso un'imposta una tantum in altri Paesi europei in crisi.

Il panico si sta diffondendo nelle borse, tutte in calo e tra la popolazione europea.
C'è giá chi sta prevedendo un futuro trasferimento dei propri risparmi in Svizzera, almeno finché sarà possibile farlo.

Questa situazione sembra anticipare una crisi sempre più profonda dell'Europa Unita, al minimo storico di consensi tra la popolazione.
L'incubo continua...

A Cura Di Arthur McPaul

Fonte:


martedì 5 marzo 2013

La Germania Offre la Soluzione...


Il primo effetto della paura tedesca provocato dal voto italiano è l’annuncio che ad aprile nascerà un nuovo partito con il programma di uscire dall’Euro.

Per noi è una buona notizia. L’Euro ” abbandonato” dalla Germania e da un paio di paesi satelliti, ma tenuto dagli altri paesi, subirebbe una svalutazione che si risolverebbe un un turbo per le esportazioni degli altri paesi ( Francia, Italia, Spagna, ecc). Sarebbe la fine di una costruzione finanziaria sbagliata, a mio giudizio, l’inizio della crisi delle esportazioni tedesche ( per la forte rivalutazione dell’Euro del nord e la contrapposizione internazionale con dollaro e rembimbi) e la salvezza dello stile di vita mediterraneo che è consustanziale alla nostra civiltà.

La frattura tra protestanti e cattolici si riprodurrebbe a livello economico e la Germania verrebbe risucchiata culturalmente dai paesi scandinavi e dai deliri di Merkel.

“Propongo l’uscita congiunta dall’Euro di alcuni paesi del Nord come Germania, Paesi Bassi e Austria e la contestuale creazione di un Nordeuro”. A parlare e a farsi forte portavoce di un gruppo crescente di ultracritici agli aiuti finanziari per Grecia, Irlanda e Portogallo, è l’ex presidente del BDI – Bundesverband der Deutschen Industrie, la confindustria tedesca Hans-Olaf Henkel.
Henkel ha appena dato alle stampe un libro dal titolo emblematico: “Salviamo i nostri soldi! La Germania viene svenduta. L’inganno dell’euro insidia il nostro benessere”.

Si infiamma il dibattito sul futuro dell’Unione europea e della sua moneta unica. Le posizioni estreme di Henkel sono in parte anche lo specchio della grande paura che si sta diffondendo tra i cittadini tedeschi e nordeuropei. Paura dell’inflazione che cresce, paura di dover sborsare soldi pubblici per quei Paesi del sud Europa che "hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità", che non riescono a gestire i propri bilanci, che non riescono a modernizzare e ad essere competitivi e che, come ha detto ieri il cancelliere Merkel, con una caduta di stile finora sconosciuta, “dovrebbero andare in pensione più tardi e fare meno vacanze”.

Le infelici dichiarazioni della Merkel hanno sollevato un vespaio e le reazioni non si sono fatte attendere e sono state durissime. A cominciare da casa propria. Il segretario generale della SPD Sigmar Gabriel le attribuisce “risentimenti antieuropei” e il leader dei Gruenen Cem Oezdemir parla di “battute da mercato” (Spiegel online). C’è ora chi, come Martin Schulz, capogruppo socialdemocratico al Parlamento europeo, teme “danni per la Germania e per l’Unione europea” (Spiegel online). In Grecia, Spagna e Portogallo le esternazioni della Merkel sono state accolte con insulti dai lettori dei più grandi quotidiani nazionali, mentre il presidente del sindacato CGTP Manuel Carvalho da Silva ha parlato di “puro colonialismo, privo di qualsiasi solidarietà”.

Cosa voleva dire esattamente la Merkel con la sua uscita? Che i cittadini del sud Europa sono pigri e che non lavorano abbastanza? Poco importa. In Germania sta venendo meno la pazienza di cittadini ed elettori non più disposti a pompare miliardi di euro in economie sgangherate e in Paesi forse non più salvabili come la Grecia. Enorme è il timore che la Grecia non sia in grado di pagare i debiti né domani né negli anni a venire e che alla bancarotta della Grecia segua quella di Portogallo, Spagna, Italia e Francia.

Non bastano i richiami alla moderazione fatti dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e quelli di Jean-Claude Junker. L’euro è una moneta forte e chi attacca l’euro mette in pericolo l’Unione europea, sostengono entrambi. Con conseguenze imprevedibili. Come uscire dal dilemma? Con l’euro del nord e quello del sud? Continuando a pompare miliardi di euro nelle economie di paesi disastrati? Oppure, come sostiene l’economista e presidente dell’Ifo (un istituto di ricerca economica, nda) Hans-Werner Sinn, tagliando il flusso di soldi verso la Grecia e chiedendo alla Grecia una riduzione di stipendi e pensioni del 20-30%?

Misure che potrebbero avere effetti sociali incalcolabili mettendo addirittura a rischio la pace sociale e le democrazie dei paesi coinvolti. Si avvicina la fine dell’euro?
Sì secondo il Prof. Wilhelm Hankel, economista ed eurocritico della prima ora nonché autore di una querela dinanzi alla Corte costituzionale federale contro il piano di salvataggio dell’Eurozona. Il verdetto della Corte costituzionale è atteso per la fine dell’anno.
Hankel ritiene che i prossimi candidati a ricevere aiuti nell’Eurozona avranno bisogno di 500 miliardi di euro e di questi la Germania dovrà sborsarne 150.

A cura di AntonioCheDice

Fonte:
http://corrieredellacollera.com/2013/03/03/la-germania-ci-offre-una-via-di-uscita-nasce-un-partito-per-abbandonare-leuro-capitanato-dal-presidente-degli-industriali-sarebbe-la-salvezza-per-tutti-di-carlo-massimo-de-montis/

mercoledì 16 gennaio 2013

Tutto è Stato Già Scritto?


Come largamente previsto, inizia ad entrare nel vivo la campagna di propaganda a favore di Monti da parte dei poteri oscuri della massoneria Illuminata.


La strategia scelta dagli emissari del Nuovo Ordine, come già largamente annunciato nei giorni scorsi in un nostro articolo, prevede:

- un progressivo abbassamento dello spread fino ai 200-220 punti, con un'ulteriore possibile stima al ribasso fino a 150 punti.

- Elogio in campo internazionale dell'anno trascorso di governo italiano di Monti, con la diffusione di dati economici a suo favore che teoricamente avrebbero contruibuito anche ad allentare la crisi in ambito europeo.

- Elogi e congratulazioni al suo operato da parte anche delle istituzioni, dai critici della finanza e dalla politica italiana di stampo cattolico e moderato.

- Diffusione di dati falsi sul buon andamento industriale dell'Italia dell'ultimo trimestre.

- Falsi dati sull'aumento dell'occupazione su base periodica.

- Premi, onorificenze e ringraziamenti di ogni genere e sorta per aver "salvato" l'economia italiana dallo sfacelo.

- Dati fasulli sull'incremento delle stime sugli indici di gradimento del suo movimento.

- Aumento delle diffamazioni in campo politico, economico e personale al suo nemico numero uno, il Cavalier Silvio Berlusconi, leader del Partito Delle Libertà.

Questo scenario dunque sta lentamente prendendo forma, esattamente come previsto. Vediamo i dettagli del subdolo piano creato dall'alta finanza dei Massoni Illuminati.

Lo spread è vorticosamente sceso negli ultimi giorni, passando dagli oltre 320 punti di fine dicembre agli attuali 260-270. Il disavanzo dei titoli pubblici tra i BTP italiani e i Bond tedeschi mostra una chiara curva in discesa, ma questo non è dovuto al buon andamento delle vendite, ma ad un gioco di alta finanza e controllo mediatico da parte dei broker mossi dalla Goldman Sachs tramite le agenzie di rating, per far credere all'opinione pubblica che Monti ha "salvato l'Italia" dal disastro.

"Mario Monti ha contribuito enormemente a riportare la fiducia internazionale in Italia. Era indispensabile e nemmeno troppo difficile, dopo quello che aveva lasciato il suo predecessore", ha detto Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo.
Monti ha fatto in realtà gli interessi dell'Europa, della BCE e quindi delle agenzie finanziarie che con essa lavorano e ci speculano, guidate dalla Goldman Sachs, ovviamente a discapito della popilazione ridotta quasi alla fame.

Spende inoltre due parole sul voto del 24-25 febbraio: [...] Ora sono gli italiani che, attraverso il voto, dovranno decidere in quale direzione vogliono che il loro paese vada, se a destra o a sinistra", ma egli spera che sia il PD a vincere, come alternativa a Monti, perché la sinistra italiana è poco coesa, di scarsa durata al governo e facilmente manipolabile. L'importante è che non emergano partiti minori come M5S di Grillo che potrebbero spaccare tutto il loro malefico progetto, o l'ormai odiato discepolo traditore di Berlusconi.

Ecco poi quanto ha affermato Marco Valli, capo economista dell'area euro di Unicredit, intervistato da affari italiani.it:
"La parte peggiore della crisi è alle spalle. Prevediamo per l'Italia un'uscita dalla recessione già verso la metà dell'anno e un ulteriore restringimento dello spread. Gradualmente, le condizioni del funding delle banche stanno migliorando e questo, col tempo, dovrebbe generare un minimo di pressione ribassista sui tassi applicati ai prestiti verso famiglie e imprese. Poi, sarà tutto nelle mani del nuovo governo che dovrà accellerare sulle riforme".

Improvvisamente, la recessione e la crisi sembrano ormai svanire ed affievolirsi, ma è nient'altro che parte del progetto di propaganda delle lobby bancarie per mantenere il regime di Monti al Governo.

Ecco anche rispuntare Ruby: "L’udienza di lunedì 14 gennaio ha visto anche la presenza in tribunale di Ruby, la giovane marocchina finita al centro dell’inchiesta. Ruby era sparita ma sembra che sia ritornata dal nulla proprio prima delle elezioni, giusto in tempo per ricordare all'opinione pubblica dei guai personali del Cavaliere. Coincidenza? No.
Ruby è probabilmente manovrata a distanza dalla stessa lobby che sta cercando di incastrare Berlusconi.

E questo quanto ha dichiarato la difesa dello stesso Berlusconi:
"Con questa decisione il Tribunale è intervenuto pesantemente nella campagna elettorale", dice Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi, che aggiunge: "Una cosa del genere va a incidere sulla serenità della campagna elettorale".
Quanto all'ascolto di Ruby, spiega Ghedini, "avremmo preferito sentirla in dibattimento ma era impensabile farlo nel pieno della campagna elettorale. La nostra è una rinuncia per opportunità politica perché avrebbe turbato la serenità della campagna elettorale.
Sembra assurdo ma è così. La ragazza è usata da presenze oscure per diffamare Berlusconi proprio in procinto delle elezioni, come avevamo già largamente previsto.

Con questo spero di aver dimostrato in parte che viviamo nel "Matrix" degli Illuminati, che stanno cercando di manipolare la realtà in cui viviamo per i loro fini e interessi.

Eventuali scenari che si stanno preannunciando, potrebbero costringere la Goldman Sachs a far scendere addirittura in campo il "leader maximo" del prestanomismo illuminato al potere in Europa, se ovviamente Monti dovesse fallire.
Il suo nome già inizia ad aleggiare e lo conosciamo bene, Mario Draghi, Presidente della BCE.
Ma questo scenario lo affronteremo in uno dei prossimi articoli, perché forse... tutto è stato già scritto...

A cura di Arthur McPaul





sabato 31 dicembre 2011

Merkel Ordina A Napolitano La Fine Del Governo Berlusconi




Da quanto si è appreso in un articolo recente apparso sul NY Times, a favorire la nomina di Monti come nuovo Presidente Del Consiglio italiano, sarebbe stato un colloquio tra la Merkel (capo di stato tedesco) e il nostro Presidente Della Repubblica Giorgio Napolitano.

In particolare, nell'articolo dell'autorevole quotidiano statunitense si legge:
"Con la sua telefonata al palazzo del Quirinale, una volta residenza papale, oggi casa dell’ottuagenario capo dello Stato italiano, il presidente Giorgio Napolitano, Angela Merkel si mise su un terreno delicato. I leader europei hanno un patto non scritto: non intervenire nella politica interna l’uno dell’altro. Ma Angela Merkel stava gentilmente sollecitando l’Italia a cambiare il suo primo ministro, se l’attuale primo ministro – Silvio Berlusconi – non fosse riuscito a cambiare l’Italia.

Dietro la mossa [la telefonata] c’era la crescente impressione a Berlino che i paesi dell’eurozona non potessero fare tutto quello che volessero. Il premier italiano, Silvio Berlusconi, impantanato in scandali giudiziari e sessuali, imperturbabile nella sua fama di libertino, ha temperamento opposto a quello della sobria Angela Merkel, figlia di un pastore luterano.

Il fallimento di Berlusconi nel rianimare l’economia italiana stava mettendo in pericolo l’Europa. Così Merkel telefonò a Napolitano, l’uomo il cui incarico gli avrebbe conferito il potere di nominare un nuovo primo ministro, qualora Berlusconi avesse perso il suo sostegno parlamentare.

Merkel disse a Napolitano che gli sforzi dell’Italia per tagliare il deficit erano stati “apprezzati”, ma che l’Europa avrebbe davvero voluto vedere riforme più aggressive per far ripartire la crescita. Disse che era preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte da riuscirci.

Napolitano disse che il fatto che Berlusconi fosse recentemente sopravvissuto a un voto di fiducia per un solo voto “non era rassicurante”.

Merkel ringraziò il presidente in anticipo per il suo fare “quanto nei suoi poteri” per promuovere le riforme.

L'Italia e' "un Paese a sovranita' limitata", secondo il quotidiano "La Padania" della Lega Nord che commenta la vicenda della telefonata tra Angela Merkel e Giorgio Napolitano.

Ecco cosa ha risposto Berlusconi al TG5 in merito alla questione:
"Ho lasciato il governo senza mai essere sfiduciato in parlamento: l'ho fatto per evitare che la speculazione finanziaria si accanisse contro l'Italia e contro il risparmio delle famiglie. L'ho fatto per senso di responsabilita', per senso dello Stato. E' stato un sacrificio ma sapevo bene che la causa della crisi non era il nostro governo. La causa era ed e' ancora l'Euro". E poi: "Nonostante la manovra del governo dei professori lo spread rimane a livelli elevati e la crisi economica continua a mordere", ha aggiunto l'ex premier, "risulta sempre piu' evidente la vergogna di chi ha indicato il mio governo come l'unica causa di questa situazione". Quindi il leader del Pdl fa un appello all'ottimismo: "Anche questa volta ce la faremo, siamo un grande Paese e un grande popolo", ma sottolinea anche come l'Europa sia "divisa e incapace di decidere" e come "i mercati lo hanno capito..."

La Merkel, ha quindi chiesto, in nome e per conto del bene comune dell'Europa, di favorire il cambio di Presidente.
La salvaguardia dell'Euro e dell'economia europea è ovviamente imputabile come causa primaria e irrevocabile per giustificare una ingerenza nella politica italiana. La stessa Merkel, conscia di quello che stava per fare, non ha nient'altro che chiesto una elezione indiretta di un nuovo prestanome, per poter attuare delle riforme pesantissime, come quelle presenti nella manovra Monti di dicembre.

Monti è stato una pedina necessaria per questo subdolo gioco degli Illuminati, in quanto non potevano chiedere a Berlusconi di attuare una manovra così lesiva e impopolare, che sarebbe andata contro i suoi stessi elettori. Pertanto, la scusante di eleggere un team di tecnici, non è altro che un sistema di attuazione e di modifica di norme che nessun politico avrebbe il coraggio di varare in tempi di crisi.

Il gioco degli Illuminati viene quindi meschinamente attuato e basta una semplice lettura degli avvenimenti nei giusti termini per smascherarlo:

1) I bancheri Illuminati hanno ordinato nel corso del 2011 di scatenare una nuova crisi del debito sovrano, che ha colpito in particolare gli anelli deboli dell'Europa, come la Grecia, la Spagna e la stessa Italia.

La minaccia dei singoli paesi di non poter pagare i rendimenti sui titoli di stato, di non poter più pagare gli stipendi agli statali con la conseguente paralisi dello Stato, ha obbligato i governi di attuare una serie di manovre pesantissime che avrebbero poi piegato la liquidità e rosicato i risparmi dei cittadini.

Oltre a queste riforme, gli emissari degli Illuminati, hanno ordinato l'inserimento di insensate leggi restrittive sulla libertà di circolazione della moneta contante. In Italia, ad esempio, con la Manovra Monti, è stato vietato di pagare beni in contanti per un valore superiore a 1000 euro. Il vero scopo, oltre a quello di aumentare vertiginosamente le commissioni bancarie, è quello di procedere velocemente all'eliminazione della moneta contante, che nel giro di qualche anno sarà soltanto elettronica.

Cambiare il Prestanome
Quando il burattino non obbedisce più agli ordini impartiti dall'alto, o non è più efficace ad eseguirli, la parola d'ordine degli Illuminati è "sostituzione", sinonimo di "eliminazione",
Berlusconi andava in parte eliminato politicamente. A nulla sono serviti gli scandali a luci rosse o le tante mozioni di sfiducia. Il suo potere è stato in questo "quasi ventennio" molto solido nonostante gli alti e bassi. La sua figura faceva comodo a tutti, Illuminati compresi.
Ma di fronte ad un problema gravissimo, il prestanome diventa pedina di scambio per una pronta reazione: mettere un uomo nuovo, capace di fare meglio del suo predecessore e di essere "digeribile" al fine di proporre la soluzione al problema stesso. Berlusconi probabilmente non è stato propriamente eliminato, ma soltanto messo da parte. Farà ancora comodo per altri importanti ruoli nello scenario politico dell'imminente futuro.

L'equazione PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE di Icke, resta dunque la più coerente e longeva teoria per spiegare i misteriosi fenomeni economico-politici che subiamo da anni, apparentemente senza nessuna logica.

Articolo a cura di Arthur McPaul