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martedì 5 ottobre 2010

Il volto vecchio e polveroso di Lutetia



Un’enorme roccia avvolta in una coltre di detriti spessa oltre 600 metri. È il ritratto di Lutetia che sta emergendo dai dati raccolti lo scorso luglio da Rosetta, durante l’incontro ultra-ravvicinato—appena 3162 chilometri—fra la sonda dell’Esa e il remoto asteroide. Un tête-à-tête che ha avuto luogo a quasi mezzo miliardo di chilometri dalla Terra, e i cui risultati sono al centro del convegno che si sta tenendo, proprio in questi giorni, a Pasadena, fra i membri della Division for Planetary Sciences della American Astronomical Society.

Ma di che detriti si tratta? E cosa ci stanno a fare, attorno a Lutetia? «Si tratta di residui dovuti al susseguirsi di frequenti impatti meteoritici», spiega Fabrizio Capaccioni, ricercatore all’INAF-IASF di Roma e vice-responsabile dello strumento VIRTIS (Visible InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer), lo spettrometro a immagini a bordo di Rosetta. «Gli strati più superficiali, i primissimi centimetri, sono formati da grani estremamente piccoli: decine o centinaia di micron, dunque una polvere simile al talco. Un materiale analogo al regolite lunare, la polvere che si vede sollevare dagli astronauti nelle immagini delle missioni Apollo. Più si va in profondità, più il materiale si compatta, e i frammenti diventano sempre più grandi. Ciò significa che su Lutetia non vediamo, normalmente, rocce esposte. Le rocce stanno al di sotto dello strato di regolite».
Una conformazione, questa individuata da Rosetta, che può dirci molto della storia del grande asteroide. Le precedenti osservazioni da Terra hanno infatti lasciato aperte due possibilità: che Lutetia possa far parte  della classe di asteroidi detti di “tipo C”, quelli più primitivi, oppure essere fra quelli metallici, detti di “tipo M”. «Alla luce dei dati raccolti da Rosetta, secondo me l’ago della bilancia pende ora decisamente più a favore delle condriti carbonacee», dice Capaccioni, sottolineando quanto sia però ancora prematuro trarre conclusioni. «Dunque, Lutetia come asteroide di “tipo C”. Corpi molto primitivi, che hanno subito pochissime variazioni dalla loro origine, che è legata alle prime fasi di formazione del Sistema solare, risalenti a 4.5 miliardi di anni fa».

Pur essendo solo uno fra gli obiettivi scientifici secondari della missione Rosetta, il cui scopo principale è lo studio della cometa Churyumov-Gerasimenko, il flyby attorno a Lutetia è stato anche un’ottima occasione per verificare il funzionamento degli strumenti di bordo, fra i quali VIRTIS, il cui canale a immagini è stato realizzato proprio negli istituti INAF di Roma. «Si tratta di uno spettrometro a immagine che lavora dal vicino ultravioletto fino all’infrarosso. Questo ci permette di ricavare informazioni sui primi strati superficiali degli oggetti osservati. E in occasione di questo flyby, VIRTIS si è comportato benissimo», afferma soddisfatto Capaccioni.

Quello con Lutetia era l’ultimo incontro in programma prima dal raggiungimento del traguardo finale, la cometa Churyumov-Gerasimenko, previsto per il 2014. Fino ad allora, la sonda Rosetta verrà posta in stato d’ibernazione, condizione necessaria a ridurre al minimo i consumi energetici. Ma per il team di scienziati che la segue l’attesa sarà tutt’altro che riposante. «Dobbiamo sfruttare al massimo questo periodo per mettere a punto, in ogni dettaglio, l’incontro con la cometa. Dunque, la sonda va sì in stand-by, ma per noi niente vacanza», assicura Capaccioni.


lunedì 13 settembre 2010

Dagli archivi di Hubble 14 nuovi oggetti transnettuniati (TNO)


Oltre l'orbita di Nettuno risiedono innumerevoli rocce ghiacciate note come oggetti trans-nettuniani (TNO).

Una delle più grandi, Plutone, è classificato come un pianeta nano. La regione possiede anche altri oggetti come la famosa cometa di Halley. La maggior parte di essi oggetti sono poco illuminati e difficilmente scopribili e osservabili.

Ora, gli astronomi utilizzando a nuove tecniche osservative che sfruttano gli archivi dell'Hubble Space Telescope, hanno scoperto nuovi 14 TNO.
Il nuovo metodo promette di rilevare diverse centinaia di questi importatissimi oggetti redidui
dalla formazione del Sistema Solare, secondo il parere di Cesar Fuentes della Northern Arizona University.

Mentre i TNO lentamente orbitano attorno al Sole, sullo sfondo stellato, lasciano delle striature di luce nelle fotografie con lunghe esposizioni.
Il team ha sviluppato un software per analizzare centinaia di immagini di Hubble a caccia di tali strisce.
Dopo la segnalazione di vari promettenti candidati, sono state esaminate le prime immagini per confermare o smentire ogni scoperta.

La maggior parte dei TNO si trovano vicino l'eclittica, una linea nel cielo che segna il piano del Sistema Solare (in quanto il sistema solare è costituito da un disco di materiale). Pertanto, il team di ricerca entro i 5 gradi dell'eclittica potrebbe aumentare la possibilità di successo.
Fino ad ora sono stati scoperti ben 14 nuovi oggetti, tra cui uno binario (due TNO orbitanti tra loro come un sistema Plutone-Caronte in miniatura). Tutti possedevano una luminosità molto debole.

Misurando il loro movimento attraverso il cielo, gli astronomi hanno calcolato l'orbita e la distanza per ciascun oggetto. Combinando la distanza e la luminosità, hanno poi stimato le dimensioni. La gamma dei TNO ritrovata varia dai 25-60 miglia (4-10 km).

A differenza dei pianeti, che tendono ad avere orbite molto piatte (note come a bassa inclinazione), alcuni TNO hanno orbite inclinate in modo significativo dall'eclittica (inclinazione alta). Il team ha esaminato la distribuzione delle dimensioni di TNO a bassa inclinazione con orbite ad alta inclinazione per ottenere indizi su come la popolazione si è evoluta nel corso degli ultimi 4,5 miliardi anni.

In genere, gli oggetti trans-nettuniani più piccoli sono i resti in frantumi dei più grandi. Nel corso di miliardi di anni, questi oggetti si sono scontrati l'un l'altro. Il team ha scoperto che la distribuzione delle dimensioni di TNO con orbite a bassa inclinazione e ad alta inclinazione è circa identica, suggerendo che entrambe le popolazioni hanno avuto simili storie collisionali.

Questo primo studio ha esaminato soltanto un terzo di un grado quadrato di cielo, il che significa che c'è molto ancora da analizzare e scoprire.
Centinaia di TNO supplementari potrebbero annidarsi negli archivi Hubble a latitudini più elevate dell'eclittica.
Fuentes e i suoi colleghi intendono proseguire la loro ricerca.

"Abbiamo dimostrato la nostra capacità di rilevare e caratterizzare i TNO anche con i dati destinati a scopi completamente diversi", ha detto Fuentes.

Questa ricerca è stato accettata per la pubblicazione sulla rivista "Astrophysical Journal" ed è disponibile online.
Il telescopio spaziale Hubble è un progetto di cooperazione internazionale tra la NASA e l'Agenzia spaziale europea.


A cura di Arthur McPaul

Link:
"http://www.sciencedaily.com/releases/2010/09/100913111129.htm"






sabato 1 agosto 2009

Asteroidi e comete

L'acqua fu portata sulla Luna dalle comete
Larry Taylor, un insigne professore del Dipartimento di Scienze della Terra e planetarie, era impegnato lo scorso anno per scoprire tracce di acqua sulla Luna. L'avvenuta scoperta ha sfatato le credenze storiche che fosse asciutta e ha confermato una abbondante presenza di acqua, tanto da rendere verosimile la possibilità di un insediamento umano. (Foto in alto - Apollo 16, sample nr. 60095, ricco di tracce di acqua)


2000 comete scoperte da SOHO
Fortuna che due millenni fa il telescopio spaziale SOHO era ancora ben lungi dall’entrare in funzione. Se fosse stato già operativo, i tre Magi in rotta verso Betlemme avrebbero avuto il loro bel da fare per scegliere quale cometa seguire: il Solar and Heliospheric Observatory di Esa e Nasa ha infatti appena individuato la sua duemillesima cometa.



Anno Domini 536: i cieli si oscurarono e... scese il gelo
Nel 536 d.C. un evento misterioso ha oscurato il cielo portando il mondo un lungo periodo di gelo.



Nuovi dati sulla cometa Hartley 2 da EPOXI
Nella ricerca astronomica sulle comete questa è la prima volta che si possono osservare le immagini dei getti di polvere e gas con le caratteristiche della superficie. Le analisi delle tracce spettrali dei materiali provenienti dai getti mostra principalmente la presenza di CO2 (anidride carbonica) e particelle di polvere e ghiaccio.




La missione EPOXI ci mostra Harley 2
Dopo una lunga attesa la missione EPOXI della NASA ha raggiunto con successo la cometa Hartley 2 alle 7:00 am PDT (10:00 CET) ha iniziato ad inviare queste splendide immagini ravvicinate. Hartley 2 è il nucleo della quinta cometa visitata dalla sonda.


Risolto il mistero di Tunguska
102 anni dopo la caduta del famoso corpo celeste a Tunguska, gli scienziati sono riusciti infine a identificare il sito dell'impatto di uno dei suoi frammenti e ad esaminare l'insolita composizione della sostanza di questa creatura spaziale.


Confermata collisione tra asteroidi
Lo scorso gennaio lo sguardo del telescopio spaziale Hubble si è soffermato su uno strano oggetto: una specie di X, seguita da una lunga scia di polvere. Qualcosa che assomiglia a a una cometa, ma con la testa formata da due bracci incrociati. Secondo gli astronomi,


Una nuova ricerca da parte di uno studente dell''università di PhD Victoria approfondisce uno dei temi più dibattuti e impegnativi della moderna astronomia, come si è formato parte del nostro Sistema Solare.



Il telescopio spaziale Hubble ha catturato le immagini del grande asteroide Vesta, che consentono di perfezionare i piani per il veicolo spaziale Dawn il cui appuntamento con esso è fissato nel mese di luglio del 2011.




Due gruppi di ricercatori che hanno fatto grande scalpore nel mese di aprile per aver mostrato la prima prova della presenza di ghiaccio d'acqua e di molecole organiche su un asteroide, hanno scoperto che l'asteroide 64 Cibele contiene lo stesso materiale.


Il volto vecchio e polveroso di Lutetia 
Un’enorme roccia avvolta in una coltre di detriti spessa oltre 600 metri. È il ritratto di Lutetia che sta emergendo dai dati raccolti lo scorso luglio da Rosetta, durante l’incontro ultra-ravvicinato—appena 3162 chilometri —fra la sonda dell’Esa e il remoto asteroide. Un tête-à-tête che ha avuto luogo a quasi mezzo miliardo di chilometri dalla Terra...


Asteroide pericoloso scoperto dal PAN-STARR Telescope
Il telescopio Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System (Pan-Starrs) -PS1-, ha scoperto un asteroide che arriverà entro 4 milioni di chilometri dalla Terra a metà ottobre. L'oggetto è di circa 150 metri di diametro ed è stato scoperto in immagini acquisite il 16 settembre, quando era a circa 20 milioni di miglia di distanz



Oltre l'orbita di Nettuno risiedono innumerevoli rocce ghiacciate note come oggetti trans-nettuniani (TNO). Una delle più grandi, Plutone, è classificato come un pianeta nano. La regione possiede anche altri oggetti come la famosa cometa di Halley. La maggior parte di essi oggetti sono poco illuminati e difficilmente scopribili e osservabili.




Quella che sembrava la solita, tranquilla domenica allo stadio si è trasformata in una giornata dalle emozioni forti a Uxbridge, vicino Londra. Durante una partita di cricket del Sussex contro il Middlesex, qualcosa ha sorvolato il campo e ha scatenato attimi di panico. No, non era una pallina colpita dal battitore. Ma un pezzetto di meteroite.


L'asteroide potenzialmente pericoloso (101.955) 1999 RQ36 ha una possibilità su mille di impattare sulla Terra, e più della metà di questa probabilità indica che questo potrebbe accadere nel corso dell'anno 2182.
Ciò potrebbe contribuire a progettare in anticipo meccanismi volti a deviare il percorso dell'asteroide.



Un giorno negli ultimi 5.000 anni, forse addirittura qualche secolo fa, un corpo cosmico è arrivato come una vera e propria bomba dal cielo e si è schiantato in una zona disabitata dell’Egitto meridionale, nel deserto roccioso a pochi chilometri dal Sudan e a circa 50 km dal confine libico.


Astreroidi: sorvegliati speciali
Negli ultimi sei mesi il telescopio WISE della NASA ha scoperto 25 mila nuovi asteroidi nel cielo. Circa un centinaio di questi sono Near Earth Objects (NEO), oggetti vicini alla Terra. Ovvero, a una distanza minima dal Sole, lungo la loro orbita ellittica, di 1,3 unità astronomiche, circa 200 milioni di chilometri.


Incontro riuscito. Lutetia adesso non è più un mistero per la scienza. Sabato 10 luglio la sonda europea Rosetta ha volato a meno di 3'200 chilometri dall'asteroide Lutetia. Si tratta di un'occasione bonus aggiunta alla raccolta scientifica di questa sonda durante il suo viaggio per incontrare una cometa nel 2014.


L’appuntamento, come da tradizione, è per sabato sera. Da mesi Rosetta aspetta questo momento. Dopo settimane di manovre ed un’avvincente campagna di navigazione ottica, la sonda dell’ESA è pronta per incontrare 21 Lutetia.


Il 7 gennaio scorso un singolare oggetto celeste è finito nel campo visivo dei telescopi del programma LINEAR della NASA, che tengono gli occhi aperti sugli asteroidi e controllano che non entrino in rotta di collisione con la Terra.


Se un asteroide massiccio stesse dirigendosi verso la Terra, minacciando di impattare rovinosamente sulla superficie, potrebbe essere neutralizzato con le bombe nucleari come in alcuni recenti film di Hollywood. Questa soluzione, secondo recenti ipotesi potrebbe essere una soluzione valida.


Acqua anche sugli asteroidi
Gli scienziati della NASA hanno scoperto composti di ghiaccio d'acqua e composti organici a base di carbonio sulla superficie di un asteroide, uno dei più grandi della Fascia Principale degli Asteroidi, facendo ipotizzare ancora una volta che alcuni asteroidi e comete, possano aver portato l'acqua sulla Terra primordiale. La ricerca è stata pubblicata nel numero odierno della rivista Nature.


17P/Holmes, o Cometa Holmes, è una cometa periodica del Sistema Solare, appartenente alla famiglia cometaria di Giove. È stata scoperta dall'astrofilo Edwin Holmes il 6 novembre 1892.


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