sabato 27 febbraio 2010

Terremoto in Cile: oltre 700 morti

Cile, centinaia di scosse. Si cercano i dispersi 
Oltre 700 le vittime. Il ministro dell'Interno: il numero dei morti continuerà ad aumentare

Il numero dei morti causati in Cile dal sisma che ha colpito due giorni fa il Paese "continuerà ad aumentare", ha detto il ministro dell'Interno cileno Edmundo Perez Yoma. Lo riferisce il canale 'all news' della tv pubblica cilena, Tvn 24h, su Twitter.

"Ogni ora che passa abbiamo notizie peggiori di prima", aveva già dichiarato nel corso della notte il ministro, sottolineando che la situazione, nel porto di Constitucion investito dallo tsunami, "è tragica" e che l'onda anomala "ha colpito molte località della costa". Il bilancio ufficiale dei morti è salito a 711. Solo a Constitucion, come riferito dai soccorritori, i cadaveri finora recuperati sono circa 350. "Indeterminato" il numero di dispersi.

Il governo cileno ha deciso di inviare 10.000 soldati nelle zone maggiormente colpite dal sisma.
E intanto sono salite a 140 le scosse di assestamento rilevate dall'istituto geofisico statunitense (Usgs) in Cile dal sisma di 8.8 che ha colpito il Paese due giorni fa. L'ultima, registrata alle 07.16 ora italiana, ha avuto una magnitudo 5.1, l'epicentro è stato localizzato in mare aperto, a 155 km da Concepcion. Le 140 scosse hanno avuto tutte una magnitudo Richter superiore a 4.5, e si sono verificate in una fascia estesa su 500 km.
 
ONU, HA CHIESTO AIUTI INTERNAZIONALI - Il Cile ha chiesto ufficialmente aiuto alla comunita' internazionale per affrontare le conseguenze del forte sisma che ha provocato oltre 700 morti. Lo ha annunciato oggi l'Onu. ''Il governo ha chiesto l'assistenza internazionale'', ha detto la portavoce dell'Ufficio di coordinamento per gli affari umanitari dell'Onu (Ocha), Elisabeth Byrs, precisando che le autorita' cilene hanno ''fornito una lista che indica le priorita'''.

FRENETICA RICERCA DISPERSI
(dall'inviato Martino Rigacci).

SANTIAGO  - Case di legno che galleggiano nelle acque del Pacifico: non e' un'immagine surreale evocata da Garcia Marquez ma la realta' del Cile dopo il terremoto di sabato nel quale sono morte piu' di 700 persone e che, scossa dopo scossa, sta lasciando nel centro-sud del paese una lunga scia di paura e distruzione. Nelle aree centro-meridionali nel paese sudamericano - in regioni quali Santiago, Talca Concepcion, Talcahuano, Constitucion - ieri e' stata una domenica di dolore e di lutto, contrassegnata anche da veri e propri atti di eroismo dei soccorritori accorsi a dare aiuto ai sinistrati e da episodi banditismo di cui si sono resi protagonisti i saccheggiatori entrati in azione in varie localita'. Per far fronte agli atti di sciacallaggio, il governo ha deciso di imporre il coprifuoco nella regione di Maule e nella città di Concepcion, una delle piu' devastate dal sisma, dove, mentre i vigili del fuoco cercavano di estrarre dalle macerie decine di persone intrappolate polizia e esercito intervenivano per arrestare l'assalto a supermercati e negozi danneggiati. Si teme che il bilancio definitivo del sisma possa essere molto piu' pesante di quello finora annunciato.

A fornire gli ultimi dati e' stata la presidente Michelle Bachelet: ''I morti accertati sono 708'', ha detto ieri al termine di una riunione del comitato d'emergenza alla Moneda, aggiungendo che il numero delle persone disperse e' ''indeterminato''. Solo a Constitucion, secondo quanto detto in tv dai soccorritori, i cadaveri finora recuperati sono circa 350. Le notizie negative non finiscono qui. La protezione civile ha gia' detto che un terremoto violento come quello di sabato apre la strada ad una lunga coda di scosse di assestamento. Ed anche molto forti: come per esempio quella avvertita in piu' punti della gia' martoriata area ieri alle 08:26 (ora locale) di magnitudo 6,1 sulla scala Richter.

E quella di 6 gradi registrata alle 16:48 (le 20:48 in Italia). I racconti drammatici e le storie di dolore si sono moltiplicati: ''Era come un Titanic che affondava'', ha raccontato un abitante di Curico', una delle localita' balneari investita da quello che ufficialmente Santiago chiama 'maremoto' e che invece stampa e esperti definiscono ''tsunami''. Nelle ultime ore, a rubare la scena tra la gente e i media sono stati soprattutto i saccheggi. Il problema e' controverso e da piu' parti e' stata chiesta prudenza: proprio a Concepcion un alto ufficiale dei 'carabineros' ha chiesto di non utilizzare il termine 'sciacallo'. La citta' e' di fatto ancora isolata e molti entrano nei supermercati abbandonati a causa della disperazione e della fame. Il sindaco Jacqueline Van Rysselberghe, tuttavia, ha chiesto senza mezzi termini ''al governo centrale l'invio dei militari''. La questione e' stata poi tra i temi al centro della riunione presieduta dalla Balechet, incontro nel quale erano presenti i rappresentanti dei supermercati. Al termine della riunione, tra le varie dichiarazioni della presidente, anche l'annuncio che ai sinistrati saranno distribuiti gratuitamente cibo e acqua.

A circa 200 km da Concepcion c'e' Constitucion, un altro centro dove oggi son giunte notizie drammatiche: proprio in questa cittadina costiera sono morte 350 persone, vittime dello tsunami che ha trascinato barche e pescherecci sulla terraferma, facendole arenare fra auto rovesciate e detriti di ogni genere. Lo tsunami d'altro canto non ha provocato grandi danni nelle altre aree dell'Oceano Pacifico dove era stata lanciata l'allerta, revocata dovunque nel corso della giornata: le onde anomale sono arrivate ma la popolazione, avvertita in tempo, aveva potuto abbandonare le zone costiere a rischio. Santiago pare intanto lontana da tali devastazioni: ieri sono state a poco a poco riattivate diversi servizi - in primo luogo la fornitura della luce e la metropolitana. E nel pomeriggio all'aereoporto sono atterrati i primi aerei, anche se le autorita' sottolineano che la ripresa sara' graduale. Sulla fortissima scossa di magnitudo di 8,8 di sabato, i 'santiaguenos' sottolineano in queste ore in particolare due aspetti: ''E' stato molto piu' forte di quello di Haiti.

E' stato lunghissimo, non finiva mai''. Intensita' e durata, il mix che spiega la psicosi serpeggiante in citta', accompagnata pero' da nervi saldi, in un paese ad alta intensita' tellurica abituato a convivere con i sussulti della terra. Forse anche per questo, il ministro della difesa Francisco Vidal ha ammesso che il governo non ha previsto il rischio tsunami con sufficiente anticipo chiamando in causa la marina militare. ''E' stato commesso in errore'', ha detto

4 commenti:

  1. Dalle ultime notizie, pare che si sia alzato uno tsunami con onde alte dai 30 ai 40 metri, che avrebbero gia fatto le prime vittime nell'arcipelago di Juan Fernandez. Per le ore 22 italiane circa, si attende l'onda anche alle Hawaii, si suppone che saranno arrecati ulteriori danni.
    Intanto alle ore 15:00 italiane, una nuova scossa di assestamento di magnitudo 6.1 in Cile...

    Pare che siamo di fronte ad una devastante catastrofe!!!

    Arthur

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  2. Putroppo il bilancio provvisorio del sisma in Cile è di 122 morti.

    Paola

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  3. Ore 17:00 altra scossa di 6,3 Richter in Argentina, nella località storica di Salta.
    Tutto il Sud America sembra tremare!
    Stato di paura ovunque in Cile e zone limitrofe!

    Andrea B

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  4. I morti saliti a 188...

    Andrea B

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