domenica 14 febbraio 2010

Il primo contatto extraterrestre



Batteri, primordiali esseri cellulari o predatori intelligenti come l'uomo? Quale sarà per la scienza il primo contatto con una forma di vita extraterrestre?...

Da tempo, la scienza si chiede con insistenza, dove quando e come incontreremo la vita extraterrestre.
E.T. esiste? Dove vive? Quando lo vedremo e saremo in grado di comunicare con lui?
Mentre il programma del SETI sembra riprendere vigore con l'iniziativa di portare nelle nostre case la decodificazione dei segnali radio extraterrestri, alla Royal Academy, i più famosi esobiologi del pianeta, giorni fa, invece si sono posti in modo chiaro e diretto gli interrogativi poc'anzi accennati.

Dopo la generazione di Sagan, anche molti nuovi luminari scienziati, astronomi, chimici, astrofisici ed esobiologi, si chiedono senza più chiusure, dove e come poter incontrare gli extraterrestri.

La vita si basa principalmente su pochi elementi, tra cui il carbonio e l'acqua, che a sua volta è composta da idrogeno e ossigeno. Si pensa quindi, al di là delle dimensioni, della forma e dell'intelligenza, che le forme di vita aliene dovrebbero in ogni caso essere costituite da tali elementi.

L'esobiologo Dirk Schulze-Makuch della Washington State University, è molto fiducioso di trovare forme di vita su Europa, la grande luna di Giove. Secondo le sue conoscenze, se venisse confermata la presenza di un oceano sotterraneo sotto lo strato di ghiaccio della superficie, grazie alla presenza degli elementi considerati come mattoni della vita (idrogeno, ossigeno, carbonio, azoto, silicio, zolfo, potassio e qualche percentuale di metalli), potrebbero esistere una vasta biodiversità, con una catena alimentare che comprenderebbe, prede e predatori della grandezza anche di un grammo di peso.

Ma ci sono studiosi ancor più possibilisti. Il biochimico Steven Benner della Foundation for Applied Molecular Evolution in Gainesville, Florida, conscio del fatto che, ci sono posti nel Sistema Solare, dove non esiste l'acqua, perchè troppo fa caldo o troppo freddo, ipotizza la presenza di forme di vita basate su altri elementi. Venere per esempio, con le sue temperature che arrivano anche a 450 gradi C, con un'atmosfera di acido solforico, potrebbe aver ospitato in un remoto passato forme di vita capaci di diventare progressivamente acido-resistenti. Egli ipotizza delle presenze biologiche dalla struttura vetrosa, o esseri con la configurazione chimica simile a sostanze che sulla Terra conosciamo bene, come il silicone o il tephlon, capaci di resistere alle proibitive condizioni climatiche venusiane:
"Esistono flessibili polimeri che sono resistenti agli acidi, come il Teflon, il Polietilene e il Silicone" ha detto.
Cosa vieta a queste sostanze di fornire la base biologica acido-resistente a molecole biologiche?

Ma esistono posti dove immensi oceani come sulla Terra, si agitano ai venti e bagnano le coste, come per esempio l'emisfero nord di Titano. I suoi oceani però sono composti da una miscela di idrocarburi, come l'etano e il metano allo stato liquido. Secondo il parere di Schulze-Makuch, che ha recentemente pubblicato il libro sull'argomento intitolato "Voids of Eternity", la vita su Titano potrebbe assumere forme a noi sorprendendi. Sulla terra, la tensione dell'acqua essendo molto alta impedisce la formazione cellulare macroscopica, ma su Titano, se fosse davvero basata sugli idrocarburi, consentirebbe, invece la nascita di essere cellulari enormi, giganteschi. Forme di vita dall'aspetto scurissimo, che potrebbero essere già sorte migliaia di anni fa e capaci di vivere bene ai 93 gradi K dei suoi oceani.
Per Lynn Rothschild del NASA Ames Research Center in Moffett Field, California, la vita extraterrestre con cui potremmo comunicare dovrebbe essere simile a noi almeno in molti degli aspetti biologici principali. Di sicuro, le forme aliene più intelligenti, dovranno essere predatori come noi. Sulla Terra, infatti, in ogni condizione ambiente, le specie biologiche più evolute sono i predatori, che grazie al loro adattamento e alla loro alimentazione, hanno sviluppato un cervello più reattivo e funzionale.

Avremo quindi di fronte, dei predatori come noi, quando avverrà il primo contatto. E' ovvio che, solo una specie vincente sulle altre, capace di evolversi in gruppo, ha la possibiltà di sviluppare un linguaggio e una tecnologia che gli permetta di sopravvivere ai cambiamenti ambientali. Negli oceani, per esempio, i delfini sono creature estremamente intelligenti, capaci di articolare un linguaggio primitivo con l'uomo, se addomesticate e istruite. Tuttavia, il loro ambiente è estremamente legato all'acqua e questo fattore ha impedito di conquistare il pianeta e diffondersi come ha fatto l'uomo. Quindi, le forme di vita extraterrestri con cui stabiliremo un contatto, dovranno per forza di cose, essere adattate ad un ambiente terrestre e gassoso, altrimenti resteranno perennemente relegate nella superfice liquida e non potranno mai viaggiare nello spazio.
Sulla Terra, ogni specie ha sviluppato determinate caratteristiche fisiche per recepire e contrallare il suo habitat. D'aldronde, gli extraterrestri dovranno anche avere molte capacità che ha anche l'uomo. Un apparato visivo, adattato alle emissioni di luce della stella di appartenenza, con occhi o sensori radar capaci di guidarlo negli spostamenti. Tuttavia, benchè esistano esseri intelligenti ciechi, come i pipistrelli o alcuni pesci ad esempio, la vista è fondamentale per poter consentire uno sviluppo tecnologico. Solo esseri capaci di vedere bene nel loro spettro stellare, possibilmente quello di una stella luminosa come il sole, di classe M, avrebbero la possibilitá di viaggiare dopo aver costruito la tecnologia adatta. Potremo incontrare esseri dotati magari di antenne piuttosto che padiglioni auricolari come gli insetti, capaci di sentire addirittura le basse frequenze, o vedere agli infrarossi con degli occhi adattatisi a stelle poco luminose, come le nane rosse o giovani nane brune. Le varietà di predatori intelligenti sono svariate, ma tutti dovranno assomigliare biologicamente all'uomo.
Probabilmente, esseri capaci di viaggiare nello spazio, potrebbero anche in essere in grado di aver sviluppato una biotecnologia tale da poter modificare il loro aspetto. In ogni caso, si spera che siano esseri pacifici, esploratori e non conquistatori.

L'uomo, sicuramente, non porterebbe mai di primo acchito, la guerra nello spazio, dopo aver patito le drammatiche conseguenze di due conflitti mondiali e il costante pericolo del terrorismo. Tuttavia, conosciamo bene la smania di potere della nostra specie e la rabbia o la tenacia con cui è capace di agire, se fosse posto in futuro prossimo in grave pericolo biologico o in ristrettezza di cibo e risorse.
Questo presupposto può verificarsi anche per i nostri visitatori extraterrestri, esseri fuggiti dal loro pianeta, in cerca di un nuovo mondo da depredare per poi ricominciare una nuova era.

Il primo contatto, avverrà forse con elementari forme di vita cellulari, ma esseri capaci di padroneggiare mezzi iper tecnologici, potrebbero visitarci in ogni momento, con buone o cattive intenzioni, anche se la maggior parte degli scienziati della vecchia generazione non sono d'accordo con questa ipotesi, basandosi sul paradosso di Fermi, il quale afferma che le distanze sono tali da non permettere il contatto tra le civiltà in un tempo utile.
Purtroppo, il tempo è relativo e non assuto in tali questioni. Una civiltà, spinta a viaggiare per un preciso motivo, può essere già partita verso la Terra "x" anni or sono e in ogni istante potrebbe incontrare la Terra.
Da tempo la nostra società sembra essersi abituata all'idea che gli extraterrestri esistono. Da alcune statistiche, una buona percentuale degli americani crede che esistano gli "UFO" e che presto ci visiteranno. Buona colpa di ciò è forse rappresentata da internet e dal cinema di Hollywood che ha sempre affrontato l'argomento. Ma la realtá statistica dei fatti, ci pone certamente di fronte a questa reale possibiltà.
Quando e come avverrà non possiamo dirlo, ma sicuramente sappiamo biologicamente con chi o con che cosa sarà il primo contatto.

A cura di Arthur McPaul

Link di riferimento: http://www.newscientist.com/article/mg20527441.400-the-face-of-first-contact-what-aliens-look-like.html






5 commenti:

  1. Con questo articolo mi sbra di capire da che parte è schierato questo sito... contro la presenza di UFO nei nostri cieli...
    Pero mi pare che lasciate aperta la possibilita che gli extraterrestri esistano...
    Io penso che ci stanno osservando e studiando da centinaia di anni e che a breve ci mostreranno...
    Come giustuficate i casi di UFO in tutto il mondo?
    La NASA ci mente su molte cose...

    Venexiano 77

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  2. Questo articolo oltre a riassumere alcune teorie basate su fatti scientifici, effettivamente riporta mie considerazioni sulla possibilità che esseri alieni possano giungere in ogni momento, se in possesso della tecnologia adatta.
    Il NPR, crede fermamente nella vita extraterrestre, ma non in tutti i fenomeni ufologici, tra cui il contattismo e l'Adbuction, che probabilmente sono il surrogato di pensatori New-Age style (vedi Adamski, Bongiovanni ecc...) o filosifie pseudo religiose.
    L'Universo pullula di vita, non è una frase nostra, ma è scritto nell'equazione di Drake. Questo può bastare per riassumere ogni tipo di concetto in materia.
    A domani per un altro interessante articolo del NPR sulla questione.

    Arthur

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  3. Questa storia che i governi ci nascondano una montagna di cose è diventata veramente noiosa. Possibile che si debba sempre essere così paranoici?
    Ma ragioniamo al contrario: ma per quale stupido motivo dovrebbero nasconderci qualcosa o tramare a livello mondiale contro la popolazione?
    Non c'è buon senso in questo!
    Non c'è buon senso in dischetti volanti che sorvolano da centinaia di anni i nostri cieli, si fanno un giretto e poi se ne vanno!
    A pro di che?
    Voi fareste lo stesso?
    Mi faccio un bel viaggio interstellare, e poi resto un minuto a vedere un mondo sconosciuto... mah.

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  4. Hai pienamente ragione...

    Silvia

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