Visualizzazione post con etichetta newton. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta newton. Mostra tutti i post

mercoledì 21 agosto 2013

Buchi Neri Affamati E Super Veloci





Un gruppo di ricercatori inglesi è riuscito a calcolare la velocità di rotazione di una galassia, a 500 milioni di anni luce dalla Terra, mentre stava inglobando grandi quantità di materiale proveniente dal disco di accrescimento della galassia circostante. Future osservazioni renderanno i dati più precisi.

Un gruppo di astronomi è stato in grado di misurare la rotazione di buchi neri supermassicci usando un nuovo metodo, tale da permettere di studiare in modo ancora più approfondito il fenomeno che porta alla crescita delle galassie.

Gli scienziati della Durham University, nel Regno Unito, hanno osservato un buco nero, con una massa 10 milioni di volte quella del Sole, al centro di una galassia a spirale 500 milioni di anni luce dalla Terra, mentre si stava alimentando con il materiale presente nel disco circostante.

La distanza è stata calcolata osservando i raggi X e ultra violetti emessi durante “il pasto” del buco nero. Usando la distanza tra questo e il disco della galassia, i ricercatori sono stati in grado di calcolare lo “spin”, cioè il momento angolare del buco nero.

I buchi neri si trovano al centro di quasi tutte le galassie e possono produrre particelle incredibilmente calde, tanto da impedire ai gas intergalattici di raffreddarsi, e che sono alla base della formazione stellare. Gli scienziati non capiscono ancora perché i getti vengono espulsi nello spazio, ma gli esperti della Durham credono che il loro immenso potere e calore potrebbe essere legato alla rotazione del buco nero, molto difficile da misurare.

La rotazione del buco nero porta verso il centro il materiale presente nel disco di accrescimento e, ovviamente, più materiale viene inglobato più il buco nero gira veloce. È proprio la distanza con il disco che determina, quindi, la velocità di rotazione.

Gli scienziati, che hanno pubblicato la ricerca su , hanno utilizzato immagini a raggi x ottenute dal satellite XMM-Newton dell’ESA.

Foto:
Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech

A cura di Eleonora Ferroni

Fonte:
http://www.media.inaf.it/2013/07/30/buchi-neri-affamati-e-super-veloci/

Sponsor:
Il tuo sito web...? (clicca sulla foto)

Sito WORDPRESS o ECOMMERCE? Tutto quello che ti serve, incluso template grafico, solo 7,5 Euro al mese su MISTERHOSTING.it

La Tisana Buddista

Ho perso oltre 21 kg in modo naturale con questa tisana naturale! Grazie!!!

domenica 24 febbraio 2013

Gravità Anomala Per Giovane Ammasso Stellare


I ricercatori del Kavli Institute per astronomia e astrofisica dell'Università di Pechino si sono imbattuti in un giovane ammasso stellare che sembrava non rispondere alle leggi della gravità, così come la conosciamo: le stelle binarie si concentrano all'esterno più che al centro, dove ci si aspetterebbe di trovarle. La spiegazione è che c'è binaria e binaria.


Che la legge di gravità così come l’ha pensata Newton non spiegasse tutti i meccanismi della fisica cosmica è cosa assodata. La legge di gravità rimane però la forza dominante sulla grande scala astronomica. Eppure quanto accade alle stelle che fanno parte affollato giovane ammasso stellare non può essere semplicemente spiegato con la forza di gravità.

È la conclusione a cui è giunto un gruppo di astronomi analizzando i dati dell’osservatorio spaziale Hubble sull’ammasso stellare NGC 1818, sito nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della nostra Via Lattea. I ricercatori del Kavli Institute per l'astronomia e l'astrofisica dell’Università di Pechino, hanno infatti notato più sistemi binari orbitanti alla periferia dell’ammasso piuttosto che al centro, il contrario di quanto si aspettassero.
Il lavoro sarà pubblicato il prossimo 1 marzo sull'Astrophysical Journal e appare oggi on line.
In un ambiente dinamico come quello di un ammasso stellare, le stelle più massicce si ritiene debbano gravitare attorno al centro dell’ammasso, quando “spingono via” quelle di minore massa, perdendo così energia, spiega il primo autore dello studio Richard de Grijs. Questo spinge le stelle più massicce ad essere “risucchiate” verso il centro dell’ammasso, mentre le stelle di minore massa acquistano energia e si collocano su un’orbita a maggiore distanza dal centro dell’ammasso. Gli astronomi chiamano questo processo “segregazione di massa”.
Detto questo, quando i ricercatori del Kavli Institute hanno studiato meglio i sistemi binari all’interno di NGC 1818, si sono trovati di fronte ad una struttura assai più complessa.

La maggior parte delle stelle negli ammassi va a formare sistemi binari che inizialmente sono così vicini l’uno a l’altro che la loro interazione porta alla distruzione di alcuni di essi. In altri casi si scambiano le stelle compagne. Gli astronomi si aspettavano che lo stesso criterio che porta le stelle più massicce di un ammasso a gravitare intorno al nucleo dell’ammasso stesso, si sarebbe dovuto applicare anche ai sistemi binari, visto che hanno mediamente una massa maggiore di una singola stella.
Quando invece hanno scoperto che erano più numerose le stelle binarie in “periferia” che al centro, superato lo sconcerto iniziale, sono arrivati alla conclusione che quelli chiamati sistemi binari “soft”, nei quali le due stelle orbitano una intorno all’altra a grande distanza, finiscono per essere distrutti dagli incontri con altre stelle nell’affollata zona centrale dell’ammasso.

Al contrario sistemi binari con orbite molto più vicine sopravvivono meglio all’incontro con altre stelle in ogni parte dell’ammasso stellare. E questo giustificherebbe la presenza di maggiori sistemi binari lontani dal centro.
Una mappa della distribuzione radiale dei sistemi binari non era mai stata fatta per un ammasso così giovane con NGC 1818, che ha un’età tra i 15 e i 30 milioni di anni. Sarebbe comunque difficile perché non ci sono giovani ammassi nelle vicinanze della nostra Via Lattea. Questo nuovo risultato fornisce nuove conoscenze utili a teorizzare meglio i processi che regolano l’evoluzione degli ammassi stellari.
“Le interazioni estremamente dinamiche tra le stelle in un ammasso complicano la nostra comprensione della gravità”, aggiunge Chengyuan Li, “è necessario studiare l’intera fisica di quell’ambiente per comprendere che cosa vi accada. e le cose sono di solito più complesse di quello che appaiono”.

A cura di Redazione MediaINAF

Fonte
http://www.media.inaf.it/2013/02/21/la-strana-gravita-dei-giovani-ammassi/