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domenica 24 febbraio 2013

Gravità Anomala Per Giovane Ammasso Stellare


I ricercatori del Kavli Institute per astronomia e astrofisica dell'Università di Pechino si sono imbattuti in un giovane ammasso stellare che sembrava non rispondere alle leggi della gravità, così come la conosciamo: le stelle binarie si concentrano all'esterno più che al centro, dove ci si aspetterebbe di trovarle. La spiegazione è che c'è binaria e binaria.


Che la legge di gravità così come l’ha pensata Newton non spiegasse tutti i meccanismi della fisica cosmica è cosa assodata. La legge di gravità rimane però la forza dominante sulla grande scala astronomica. Eppure quanto accade alle stelle che fanno parte affollato giovane ammasso stellare non può essere semplicemente spiegato con la forza di gravità.

È la conclusione a cui è giunto un gruppo di astronomi analizzando i dati dell’osservatorio spaziale Hubble sull’ammasso stellare NGC 1818, sito nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della nostra Via Lattea. I ricercatori del Kavli Institute per l'astronomia e l'astrofisica dell’Università di Pechino, hanno infatti notato più sistemi binari orbitanti alla periferia dell’ammasso piuttosto che al centro, il contrario di quanto si aspettassero.
Il lavoro sarà pubblicato il prossimo 1 marzo sull'Astrophysical Journal e appare oggi on line.
In un ambiente dinamico come quello di un ammasso stellare, le stelle più massicce si ritiene debbano gravitare attorno al centro dell’ammasso, quando “spingono via” quelle di minore massa, perdendo così energia, spiega il primo autore dello studio Richard de Grijs. Questo spinge le stelle più massicce ad essere “risucchiate” verso il centro dell’ammasso, mentre le stelle di minore massa acquistano energia e si collocano su un’orbita a maggiore distanza dal centro dell’ammasso. Gli astronomi chiamano questo processo “segregazione di massa”.
Detto questo, quando i ricercatori del Kavli Institute hanno studiato meglio i sistemi binari all’interno di NGC 1818, si sono trovati di fronte ad una struttura assai più complessa.

La maggior parte delle stelle negli ammassi va a formare sistemi binari che inizialmente sono così vicini l’uno a l’altro che la loro interazione porta alla distruzione di alcuni di essi. In altri casi si scambiano le stelle compagne. Gli astronomi si aspettavano che lo stesso criterio che porta le stelle più massicce di un ammasso a gravitare intorno al nucleo dell’ammasso stesso, si sarebbe dovuto applicare anche ai sistemi binari, visto che hanno mediamente una massa maggiore di una singola stella.
Quando invece hanno scoperto che erano più numerose le stelle binarie in “periferia” che al centro, superato lo sconcerto iniziale, sono arrivati alla conclusione che quelli chiamati sistemi binari “soft”, nei quali le due stelle orbitano una intorno all’altra a grande distanza, finiscono per essere distrutti dagli incontri con altre stelle nell’affollata zona centrale dell’ammasso.

Al contrario sistemi binari con orbite molto più vicine sopravvivono meglio all’incontro con altre stelle in ogni parte dell’ammasso stellare. E questo giustificherebbe la presenza di maggiori sistemi binari lontani dal centro.
Una mappa della distribuzione radiale dei sistemi binari non era mai stata fatta per un ammasso così giovane con NGC 1818, che ha un’età tra i 15 e i 30 milioni di anni. Sarebbe comunque difficile perché non ci sono giovani ammassi nelle vicinanze della nostra Via Lattea. Questo nuovo risultato fornisce nuove conoscenze utili a teorizzare meglio i processi che regolano l’evoluzione degli ammassi stellari.
“Le interazioni estremamente dinamiche tra le stelle in un ammasso complicano la nostra comprensione della gravità”, aggiunge Chengyuan Li, “è necessario studiare l’intera fisica di quell’ambiente per comprendere che cosa vi accada. e le cose sono di solito più complesse di quello che appaiono”.

A cura di Redazione MediaINAF

Fonte
http://www.media.inaf.it/2013/02/21/la-strana-gravita-dei-giovani-ammassi/

mercoledì 23 gennaio 2013

Tesori Nascosti Nella Grande Nube Di Magellano


A quasi 200.000 anni luce dalla Terra, la Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, fluttua nello spazio, in una danza lunga e lenta. Vaste nubi di gas all'interno di essa lentamente collassano per formare nuove stelle. A loro volta illuminano le nubi di gas in un tripudio di colori, visibili in questa immagine dell'Hubble Space Telescope.

La Grande Nube di Magellano (LMC) è in fiamme con le regioni di formazione stellare. Dalla Nebulosa Tarantola, la più luminosa nursery stellare nel nostro vicinato cosmico, a LHA 120-N 11, di cui una parte è anche in questa immagine di Hubble, la galassia piccola e irregolare è disseminata di nebulose incandescente, il segno più evidente che nuove stelle nascono.

LMC è in una posizione ideale per gli astronomi per studiare i fenomeni circostanti di formazione stellare. Si trova in una posizione casuale nel cielo, abbastanza lontana dal piano della Via Lattea che non è né eclissato da stelle vicine, né oscurato dalla polvere al centro della Via Lattea. E' anche abbastanza vicina per essere studiata in dettaglio (meno di un decimo della distanza della Galassia di Andromeda, la galassia a spirale più vicina) e si trova quasi di fronte alla Terra, dandoci una vista a volo d'uccello.

LHA 120-N 11 (nota come N11 in breve) è una regione particolarmente brillante di LMC, composta da diverse tasche adiacenti di gas e di formazione stellare. NGC 1769 (al centro di questa immagine) e NGC 1763 (a destra, vedere heic1011) sono tra le parti più brillanti.
Nel centro di questa immagine, vi è un dito di polvere scuro di macchie su gran parte della luce. Mentre le nebulose sono per lo più fatte di idrogeno, l'elemento più semplice e abbondante nell'Universo, le nubi di polvere sono la patria di elementi più pesanti e più complessi, che vanno a formare i pianeti rocciosi come la Terra. Molto più fine della polvere comune delle nostre case (un pó come come il fumo), questa polvere interstellare è costituita da materiale espulso dalle generazioni precedenti di stelle come sono morte.

I dati contenuti in questa immagine sono stati identificati da Josh Lake, un insegnante di astronomia della scuola Pomfret nel Connecticut, USA, all'Hubble Hidden Treasures.

Il concorso ha invitato i membri del pubblico a scovare dati scientifici inediti dati nel vasto archivio di Hubble e di trasformarli in immagini mozzafiato.
Josh Lake ha vinto il primo premio al concorso con un'immagine a contrasto della luce dell'idrogeno incandescente e dell'azoto in N11. L'immagine qui sopra combina i dati identificati con delle esposizioni supplementari nel blu, nel verde e nel vicino infrarosso.

Foto In Alto:
(Credit: NASA, ESA. Acknowledgement: Josh Lake)

A cura di Arthur McPaul

Fonte:
http://www.sciencedaily.com/releases/2013/01/130117105841.htm