lunedì 8 marzo 2021

COVID FREE SOCIETY

https://drive.google.com/uc?export=view&id=1i9lX6XR0EdS6HGH35llAzXoAouBibTBL

La Regione Sardegna zona bianca, sarà un grande esperimento per il turismo d’élite.  Il Governatore dell’isola Christian Solinas intende riportare l’isola al periodo in cui era stata dichiarata Covid free attraverso l’introduzione di un passaporto sanitario. Si va verso le ZONE BIANCHE COVID FREE in cui l’accesso sarà limitato unicamente ai possessori di attestato di vaccino. 

Prima di salpare via nave o di imbarcarsi su un aereo, chiunque vorrà accedere all’isola, dovrà registrarsi sul sito “Sardegna Sicura” e dotarsi dell’attestato. Stessa identica cosa per la linea ferroviaria Trenitalia “Milano-Roma”. Chi non avrà fatto il vaccino non potrà più utilizzare il suddetto sevizio e non si tratta di una notizia complottista, ma ad annunciarlo è stato l'amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti.

Andiamo in contro ad una serie di limitazioni della libertà, chiaramente anticostituzionali, dittatoriali, coercitive e soprattutto simulate. 

In realtà non esiste alcun motivo per imporre queste restrizioni, nessun motivo reale. Siamo nel pieno di una simulazione sociale in cui sono testate le dinamiche sociali della nuova società “post-pandemica” che diventerà la norma a breve. 

Le motivazioni che stanno spingendo politici di ogni fazione ad imporre questo regime coercitivo sono ignote. Interessi economici per la vendita di vaccini? Ordini ricevuti dall’alto o semplice occasione per imporre nuovi modelli fai-da-te che sfruttano il caos istituzionale in cui siamo finiti? 

Nessuno può al momento rispondere a queste incresciose domande. Possiamo semplicemente dire che l’esperimento andrà avanti ad oltranza, almeno fino a quando avranno raggiunto il loro scopo, che non è certamente fermare un’influenza, o quando le masse scenderanno in piazza con fervore. Non si prospetta nulla di buono.

LA GENIALITÀ DI ACHILLE LAURO

https://drive.google.com/uc?export=view&id=1YQQeRVlBkWBtTN7rotquMbwIRjG-ozU1

Quando il genio creativo e la poesia si mescolano al teatro, al dramma, alla passione, grazie alla potenza mediatica della televisione, nascono opere d’arte uniche, come i quadri di questo giovane e trasgressivo artista, che potrebbe essere definito cantante, poeta, avanguardista scenico. 
“C’est la vie”, trasmesso sabato sera all’Ariston, è una canzone d’amore dalle liriche intense e struggenti, accompagnato dai passi di danza classica di Giacomo Castellana,  reinterpretato come un dramma novecentesco, diventando un capolavoro della musica italiana e mondiale. Qualcuno lo ha definito ridicolo, “frocio”, pagliaccio, inutile, blasfemo. Achille Lauro è semplicemente sincero, giovane, bravo, audace, trasgressivo e sa ancora parlare d’amore seppur con quel velo di tristezza e rassegnazione che lascia un sapore amaro. 
Achille Lauro era invece Oscar Wilde o meglio Dorian Gray, o forse Rimbaud o Baudelaire o Rodolfo Valentino, mentre cantava, mentre recitava.
Non riconoscere la grandezza della sua musica, la genialità delle sue interpretazioni, l’intelligenza della RAI che ha dato finalmente voce a chi non la pensa come la massa e urla al mondo il suo disappunto, è assurdo, apprezzare il suo genio creativo è una liberazione meravigliosa. 

Il testo di questa canzone “C’est là vie”  è pura poesia e vi invito a rileggerlo mentre la sua voce delicata e forse ancora acerba, piange quasi, nel recitarne i versi:

Tu sei Lucifero vestita, sì, con orli e perle
Tu ti incateni in mezzo al fuoco e dici: "Viemmi a prende'"
Il nostro amore delicato è uno zucchero amaro
Che ci vogliamo solo quando poi più non possiamo
E sto cadendo nel burrone di proposito
Mi sto gettando dentro al fuoco, dimmi: "Amore no"
Finiranno anche le fiamme ma il dolore no
E non puoi uccidere l'amore ma l'amore può
Capisci
So che puoi farlo, finiscimi
Aspetto la fine, tradiscimi
Poi dimmi: "È finita", zittiscimi
C'est la vie, è la vie
No, no, no, no, no
C'est la vie, è la vie
C'est la vie, è la vie
No, no, no, no, no
C'est la vie, è la vie
E questa strana fiaba poi che fine ha
È la più grande storia raccontata mai
Siamo soli in cento personalità
Mentiamo promettendo a noi non finirà
E sono sempre i miei pensieri rigirati e basta
La nostra storia che continua su pezzi di carta
La nostra storia mai finita che non ha una fine
Perché torno come il diavolo a rubare vite
Capisci
So che puoi farlo, finiscimi
Aspetto la fine, tradiscimi
Poi dimmi: "È finita", zittiscimi
C'est la vie, è la vie
No, no, no, no, no
C'est la vie, è la vie
C'est la vie, è la vie
No, no, no, no, no
C'est la vie, è la vie
Amore mio lo so
Come sapessi già
Profondi vuoti e poi
So come finirà
Capisci
So che puoi farlo, finiscimi
Aspetto la fine, tradiscimi
Poi dimmi: "È finita", zittiscimi
C'est la vie, è la vie
No, no, no, no, no
C'est la vie, è la vie
C'est la vie, è la vie
No, no, no, no, no
C'est la vie, è la vie

Tutte le accuse tornano indietro, lui è avanti voi indietro. Lui è un grande artista, voi dei pessimi politici. Lui è libero, voi siete schiavi. 

https://www.raiplay.it/video/2021/03/Sanremo-2021-quinta-Serata-Achille-Lauro-canta-Cest-la-vie--715b34dc-b9e4-4841-a369-79b6196b64ce.html


NATURE DISTRUGGE IL CTS CHE HA GESTITO LA PANDEMIA



https://drive.google.com/uc?export=view&id=1Lr0PR6l-fGAPGwl0ArE87K4euDs6kYay

Più volte avrete letto critiche all’inadeguatezza e incompetenza del Comitato Tecnico Scientifico nominato da PD e M5S per la gestione della Pandemia. Più volte avrete riso e sbeffeggiato il mio personale giudizio o quello di moti altri, magari liquidando la cosa come “negazionista”. 
Se il mio ed altrui parere vale ben poco, credo che lor signori debbano tapparsi la bocca di fronte al giudizio impietoso della prima rivista scientifica al mondo: “Nature”. 
Leggendo in basso noterete come, mentre in Italia la gente era chiusa in casa a cantare su balconi o a morire di polmonite, loro perdevano tempo a decidere come gestire i cori della Chiesa. 
Buona lettura.

“Esame del ruolo del comitato scientifico italiano COVID-19” traduzione tratta da Nature del 17-02-2021

Nel marzo 2020, un gruppo di 292 scienziati italiani ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Tra loro c'erano i responsabili dei migliori centri di ricerca clinica e biotecnologica in Italia, ed esperti in test molecolari, virologia e microbiologia. Hanno proposto un piano per aumentare la capacità diagnostica italiana del COVID-19  sfruttando il potenziale dei centri di ricerca accademici e hanno offerto i loro laboratori e il personale senza costi aggiuntivi.

All'epoca, il tasso di mortalità in Italia era alle stelle e gli ospedali travolti, nonostante un rigoroso Lockdown nazionale. I pazienti con sintomi hanno dovuto attendere diversi giorni per ottenere un tampone. 

Tuttavia, il loro appello è rimasto senza risposta. “Abbiamo ricevuto notizie informali da funzionari governativi che affermavano che la proposta non era fattibile”, ricorda Andrea Graziani, professore presso il Dipartimento di Biotecnologie Molecolari dell'Università di Torino, che era tra i firmatari.

La proposta è stata discussa il 30 marzo presso il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), un comitato di 24 esperti che consigliano il governo italiano sulla pandemia, guidato dalla Protezione civile nazionale. I verbali della riunione, declassificati diversi mesi dopo, mostrano che il CTS ha respinto la proposta e raccomandato che gli esami fossero effettuati solo dai laboratori diagnostici certificati e gestiti da ciascuna regione (l'assistenza sanitaria in Italia è somministrata a livello regionale). Il comitato ha sostenuto che i laboratori diagnostici erano più adatti di quelli di ricerca per un tale compito e che presto avrebbero aumentato la loro capacità di test.

Ma quella rete era insufficiente e ci sarebbero voluti mesi prima che i test potesse tenere il passo. A marzo, l'Italia stava effettuando solo circa 15.000 test COVID-19 al giorno. Oggi ne sta sta facendo circa 230.000. La scarsità di questi test ha ostacolato gli sforzi per rintracciare e rallentare la diffusione del virus, soprattutto in Lombardia e Piemonte.

È stata la prima di una serie di decisioni prese da CTS, che, nell'ultimo anno, hanno lasciato perplessi gli esperti italiani che considerano il test e la tracciabilità come un fattore chiave. Anche la CTS ha esitato prima di dare consigli chiari sul test di persone asintomatiche. Il CTS avrebbe dovuto fornire una guida più forte sulla strategia di test, afferma Graziani.

Con l'entrata in carica di un nuovo governo, diversi scienziati esprimono la speranza che il comitato possa rafforzare la propria esperienza in settori come i test, la biotecnologia e la biologia molecolare, che si riveleranno fondamentali per aumentare i test e monitorare la diffusione di nuove varianti.

UNA RISTRETTA GAMMA DI COMPENZE.

Pochi mesi dopo la lettera di Graziani e colleghi, arriva una nuova proposta sul tavolo del CTS a forma di Andrea Crisanti, professore all'Università di Padova e autore di uno dei primi studi sul ruolo dei soggetti sintomatici nella diffusione del virus. Il suo laboratorio era alla base della strategia di analisi e analisi che ha contribuito a sopprimere la prima ondata di focolai in Veneto. A differenza del Piemonte e della Lombardia, il Veneto ha arruolato un centro universitario per fornire una capacità ad alto rendimento per i test.

Ad agosto, Crisanti ha inviato al Ministero della Salute una bozza di piano per elaborare fino a 400.000 test molecolari al giorno, un aumento di sette volte rispetto alla capacità nazionale. Il piano, sostenuto da 150 accademici di diversa estrazione, si basava su un'automazione pesante e gestori di liquidi ad alto rendimento per ridurre i costi e il tempo per campione.

Nemmeno Crisanti ha ricevuto risposta dal governo. I verbali delle riunioni del CTS non menzionano alcuna discussione sulla sua proposta. "Un tale piano valeva almeno la pena di essere rivisto e discusso", afferma Francesco Lescai, professore di Bioinformatica presso l'Università di Pavia con esperienza nello sviluppo di condutture per l'analisi genetica e il sequenziamento.

Per quale motivo? Forse di natura politica? Forse perché bisognava allungare al massimo i tempi della pandemia?

Secondo Nature, la causa primaria è stata la ristretta gamma di competenze presente nel CTS. Il team ha figure di livello mondiale in pneumologia, malattie infettive, gerontologia ed epidemiologia, ma mancano scienziati in aree critiche di competenza come la diagnostica molecolare, la virologia molecolare e lo screening ad alto rendimento.

Meno della metà dei suoi attuali membri sono nominati a titolo personale, mentre gli altri sono responsabili di istituzioni sanitarie nominati ex officio al CTS. Soltanto due membri hanno una chiara esperienza nel campo della biotecnologia, ma in campi estranei alle malattie infettive.

Al contrario, lo Scientific Advisory Group for Emergencies (SAGE) del Regno Unito e i suoi sottocomitati hanno una vasta gamma di competenze e includono specialisti in diagnostica molecolare, screening ad alto rendimento, sequenziamento, modellazione, logistica, scienze comportamentali e istruzione. Il comitato consultivo del governo francese comprende uno specialista in tecnologia digitale, antropologi e sociologi insieme alle competenze di base in virologia, epidemiologia e biologia molecolare. L' Accademia Leopoldina , uno dei principali consiglieri del governo tedesco, ha diversi gruppi di lavoro che possono attingere da un elenco di oltre 1.600 membri internazionali in qualsiasi disciplina.

Mentre in quei paesi i team sono per lo più chiamati a fornire input strategici e linee guida, il CTS è impantanato in dettagli minuti che potrebbero essere gestiti da sottocomitati o altre agenzie.

Leggete qui in cosa perdevano tempo i “nostri scienziati”:

I verbali delle riunioni del CTS (tutti classificati fino a settembre 2020, e attualmente pubblicati soltanto 45 giorni dopo ogni riunione) riportano molte discussioni sulle procedure di sicurezza per:

Eventi sportivi o sulla scelta di guanti e maschere specifici (per piazzare le ditte più vicine chi affidare gli appalti?)

Durante una riunione ad agosto, la giuria ha dovuto chiarire il concetto di "monoporzione" nelle mense scolastiche prima di discutere un protocollo dettagliato per la sicurezza dei cori delle chiese, vi rendete conto?.

D'altra parte, il CTS a volte ha fornito indicazioni su argomenti in cui i suoi membri hanno poca o nessuna esperienza. 

A gennaio, hanno affermato che mantenere gli studenti sull'apprendimento a distanza avrebbe causato "un grave impatto sul [loro] apprendimento, psicologia e personalità". La dichiarazione ha avuto conseguenze sulle politiche nazionali, ma nessun membro del CTS ha esperienza nel campo dell'istruzione, della psicologia infantile o della neuropsichiatria. Perché allora hanno deciso una cosa del genere? 

Il team italiano era anche privo di diversità di genere: solo sei dei suoi membri sono donne. Il coordinatore del CTS, Agostino Miozzo, non ha voluto rilasciare commenti in merito.

Anche Pierpaolo Sileri, chirurgo e viceministro della salute nel precedente governo, ha criticato il CTS nelle interviste citando un "eccesso di burocrazia" e una mancanza di diversità e suggerendo che la sua composizione dovrebbe essere riconsiderata per includere una più ampia gamma di competenze.

LE VARIANTI...

Secondo Davide Ederle, presidente dell'Associazione italiana dei biotecnologi, fornire una solida guida sulle biotecnologie per i test e la tracciabilità è ora più necessario che mai. Cita i pochi dati che l'Italia sta producendo sulle varianti circolanti di SARS-CoV-2, che si ottengono sequenziando il genoma del virus e sono fondamentali per monitorare le epidemie.

L'Italia sta attualmente sequenziando 1,3 su 1.000 campioni di virus con un tempo medio di due mesi per caricare i dati su archivi pubblici come Gisaid , una delle PERFORMANCE PIÙ BASSE AL MONDO. In confronto, il Regno Unito sta sequenziando quasi 40 volte più campioni, con un tempo mediano alla deposizione di 21 giorni. "Stiamo vedendo solo la punta dell'iceberg" dice Lescai. "Senza una maggiore copertura delle varianti, siamo ciechi". Includere nel CTS persone con esperienza nel campo delle biotecnologie aiuterebbe a mettere questo problema in cima all'agenda” ha affermato Ederle.

UNA VERGOGNA!

A questo punto, il mio personale giudizio è sempre lo stesso, corrotti, e incompetenti. 

👉 https://www.nature.com/articles/d43978-021-00015-8?fbclid=IwAR2KS0kLv0mxwRUA5o59_2UgmPfdztQhWsw2jw9i0XKX-yRT6VwMtDajyWY


domenica 7 marzo 2021

GLOBAL PANDEMIC SIMULATION


https://drive.google.com/uc?export=view&id=1-WpV6xUQqDjULEC4IrtJY4wr5j38Bb7A

Strade vuote la sera, coprifuoco, limitazioni alla libertà personale, misure di protezione individuali e il pericolo derivante da un terribile virus. In TV ogni giorno vengono diramati i bollettini di guerra dall’Italia e dal mondo, siamo continuamente bombardati da messsggi mediatici allarmistici e minacciati continuamente dal poter subire un nuovo Lockdown globale.

Ovviamente è tutto simulato.

Le strade sono vuote non per volontà dei cittadini o a causa di milioni di decessi come dovrebbe essere in caso di vera pandemia, ma per legge, ovvero per un divieto formale. La gente in realtà è viva e vegeta. 
I decessi sono pressoché gli stessi degli anni passati, in una grande nazione come l’Italia è normale che ogni giorno muoiano centinaia di persone al giorno perché altrettante ne nascono mantenendo il numero globale pressoché costante, nonostante facciano credere che stiano morendo.
Il virus fa parte di una famiglia ben nota che esiste dall’alba dei tempi dell’umanità e che notoriamente causa il ben noto e banale raffreddore, anche se in alcuni rari casi può recare danni fino alla morte, come è sempre stato, come sempre sarà.  
Abbiamo la creazione di una situazione sociale surreale, in cui è simulata una pandemia globale, dove la popolazione è stata decimata e i sopravvissuti sono costretti a limitare la propria libertà per essere protetti per sopravvivere. 
Uno scenario impossibile persino per infezioni di gran lunga più pericolose come la peste o l’ebola. L’altissima mortalità non darebbe il tempo a questi patogeni di diffondersi capillarmente e in poche settimane l’epidemia cesserebbe da sola, come accade in alcune zone dell’Africa o dell’India quasi ogni anno. 
Simulata è anche l’informazione dei mass media, che hanno il compito di creare quel contesto psicologico di terrore nella mente nel cittadino. 
Simulata è la necessità di avere al più presto un vaccino. 
Come avrete notato se la stanno prendendo con comodo e da quel che si apprende milioni di dosi di vaccino giacerebbero inutilizzate nelle celle frigorifero degli hangar governativi. Questo perché non c’è un reale bisogno di utilizzarle, ma per creare un oggetto del desiderio che lo faccia aumentare di valore e che crei quel clima di attesa e di frenetica richiesta, come per ogni bene di consumo tipico del sistema capitalistico.
Irreale il pericolo delle presunte varianti, i virus sviluppano ne sviluppano una differente per ogni soggetto che infettano, ma la presenza delle stesse contribuisce a mantenere alto il clima di terrore per un problema che deve essere continuamente percepito come grave, difficile da debellare e quasi irrisolvibile per cui è necessario  convivere. 
Se ci fosse soltanto un “CoVid19”, i milioni di italiani che lo hanno contratto e lo hanno agevolmente superato dopo aver avuto poco più che un banale raffreddore, si ribellerebbero o quantomeno smetterebbero di credere a quello che i media riportano in nome e per conto del Governo. Ecco il perché dell’invenzione delle varianti inglesi, brasiliane, sudafricane ecc. 

Riassumendo, stiamo vivendo:

- Leggi restrittive alla persona;
- Informazione allarmistica;
- Scarsità di vaccini; 
- Proclami di vaccinazione di massa che mai avverrà;
- Necessità di protezione individuale;
- Clima di tensione collettiva;
- Discriminazione e odio per coloro che non credono al virus;
- Minaccia costante di nuovi Lockdown totali;
- Necessità di un Governo d’emergenza.

Questi gli ingredienti del Corona Virus 19 e delle varianti, un immenso esperimento globale per testare i livelli di tolleranza della popolazione mondiale di fronte ad eventuali attacchi batteriologici/virali o nucleari, ma anche di guerra mondiale convenzionale, disastri naturali come l’impatto di un asteroide/cometa o un drastico cambiamento climatico come un Global Warming o un Global Cooling. 
I Governi potranno utilizzare questi dati anche per valutare come le singole popolazioni tollerino le limitazioni di libertà e le nuove leggi restrittive o la derivante crisi economica. 

L’esperimento avrà fine soltanto quando sarà raggiunto il limite di sopportazione globale, ovvero quando le popolazioni inizieranno a mostrare segni di ribellione incontrollabile o quando saranno raccolti tutti i dati sufficienti.

L’esperimento di gestione di una pandemia globale è già stato condotto nel 2018 dalla NASPAA la Network of Schools of Public Policy, Affairs, and Administration is the global standard in public service education negli USA, che ha utilizzato 500 studenti provenienti da tutti il mondo e da altre organizzazioni non governative. 

https://www.naspaa.org/events/student-simulation-competition/past-competitions/2018-global-pandemic