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lunedì 29 aprile 2013

Oggetti Fuori Dal Tempo in Israele


Israele torna alla ribalta della notizie archeologiche per un nuovo enigmatico ritrovamento.

Quattro strane piastre circolari di rame, portate alla luce dal gruppo di archeologi che sta conducendo una campagna di scavi nei pressi di una antica necropoli proprio appena ad est del Mare di Galilea, in Israele, continuano a suscitare perplessità negli studiosi.Qual era il vero scopo di questi dischi di rame? A quale epoca risalgono? Scoperte due anni or sono nella zona di Hippos-Sussita, le lastre risultano tanto indecifrabili che gli archeologi hanno diffuso un appello internazionale per chiedere un aiuto per scoprire il segreto di questi enigmatici ritrovamenti.

I DISCHI SONO STATI SCOPERTI NELLA NECROPOLI DI HIPPOS-SUSSITA
nel corso di diverse indagini", spiega l'archeologo israeliano Michael Eisenberg dell'Istituo Archeologico Zinman presso l'Università di Haifa l'Università di Haifa e che dirige gli scavi di questo antico sito greco-romano che si affaccia sul Mar di Galilea."Nessuno dei reperti è stato trovato durante gli scavi, ma tutti sono stati rinvenuti molto vicino ai sepolcri razziati dai cercatori di tesori. Il primo a trovare i reperti è stato il dottor Alexander Iermolin, conservatore presso l'Istituto di Haifa, grazie all'ausilio di un metal detector. Fino ad allora, i dischi sono stati ignorati anche da noi dato che, a prima vista, sembrano oggetti piuttosto moderni".Come riporta popular-archaeology.com, le quattro piastre circolari misurano un diametro di circa venti centimetri e presentano incisioni di un motivo decorativo su quelli che sono stati interpretati come i lati interni, con evidenti graffi di chiodi e un foro al centro di ciascun disco.
DATO CHE BUONA PARTE DELLA NECROPOLI NON E' STATA ANCORA PORTATA ALLA LUCE
al momento risulta impossibile determinare il contesto e l'età delle piastre. Secondo il dottor Eisenberg, la metropoli potrebbe risalire al vasto intervallo di tempo ellenistico-bizantino.Ma il problema è che le piastre sono state trovate al di fuori delle tombe, quindi risulta difficile stabilirne la provenienza, dato che non possono essere associate ai manufatti circostanti e ai resti umani trovati nei sepolcri.Eisenberg sospetta che gli oggetti siano stati buttati fuori dai sepolcri dagli antichi tombaroli. "I dischi trovati in Galilea non sono gli unici esemplari esistenti. Attualmente, ne esiste uno conservato presso il Dipartimento del Tesoro israeliano, anch'esso senza contesto", spiega Eisenberg.Il mistero rimane dunque aperto. Per svelarne i segreti, è lo stesso Eisenberg a lanciare un appello alla comunità archeologica internazionale: "Qualcun altro ha riscontrato delle lastre simili e, se sì, sono state trovate nelle bare dei sepolcri?". Auguriamo buona fortuna al ricercatore.

Fonte
http://www.antikitera.net/news.asp?id=12448&T=5

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martedì 24 agosto 2010

Misteriosa città sommersa ritrovata in Cina


Circa sei mesi fa, il Centro di ricerche sottomarine "Prodiving.CN" e l'ONG "Laboratorio K" rivolsero una richiesta agli esperti cinesi nel campo dell'archeologia subacquea. Secondo i loro strumenti di misura, eholokatorov, sonar e risultati topometrici, sul fondo del lago Fuxian (24°34'N,102°54'E) potrebbe presumibilmente trovarsi un’antica città sommersa.

Tuttavia, date l'elevata altitudine (1700 m s.m.) e la bassa temperatura delle acque del lago, immergersi a gran profondità era piuttosto difficile. Pertanto, la missione è stata organizzata solo dopo aver reperito le necessarie attrezzature, e si è conclusa a metà dello scorso maggio.


Il lago Fuxian si estende attraverso le contee di Chengjiang, Jiangchuan e Huaning nella provincia dello Yunnan, a circa 60 chilometri dalla città di Kunming, ed è classificato per la sua estensione al terzo posto nello Yunnan, subito dopo il Lago Dianchi e il lago Erhai. E' anche il lago più profondo in Yunnan, con 157 metri di profondità massima.
Una leggenda sul lago Fuxian dice che due fate, che scendevano verso il mondo, fossero passate di qui. Erano così riluttanti a lasciare il bellissimo paesaggio che si trasformarono in statue in pietra. Perciò il lago è stato chiamato Fuxian (letteralmente significa: Lago dal profilo di fata).
Il 24 ottobre 1991, un uomo di nome Zhang Yuxiang stava pescando sul lago tranquillo. Improvvisamente, lui ed altri sostennero che un disco luminoso saltò fuori del lago, come una nebbia. Il disco svanì nell'aria e la barca fu sballottata da onde improvvise. Questo strano fenomeno scioccò Zhang e le altre persone che erano con lui.

Altre leggende come questa si sono diffuse da tempo.
Secondo "Cheng Fu Jang Zhi", un libro sulla regione dell'Imperatore Daoguang, un animale simile a un cavallo viveva nel lago. Il suo corpo era bianco puro con macchie rosse sulla schiena. A volte volava rapidamente fuori dall'acqua. Le persone che l'hanno visto sono state fortunate. Pensate che il Pegaso esista realmente nel lago Fuxian?
Un giorno, Geng Wei, un subacqueo specializzato, scoprì uno strano fenomeno sotto il lago. Vide materiali lapidei, tra cui lastre di pietra coperte da uno strato di muschio.
Geng Wei credeva che le pietre potessero essere di un tempo remoto. Tuttavia, perché erano sott'acqua? Da dove provenivano? Con queste domande, Geng si ricordò di una leggenda mistica del lago. La gente del posto dice che spesso si può vedere la sagoma della città, sotto il lago, dalle montagne vicine, in una giornata tranquilla.
Era l'antica città di cui parlava la leggenda? Per esplorare questo enigma, Geng s'immerse nelle acque circa 38 volte per portare avanti le indagini. Alla fine scrisse una relazione di notifica ufficiale ai servizi e agli esperti della provincia dello Yunnan, raccontando delle sue scoperte.
Per svelare il mistero, un team cinese di archeologia sottomarina di stanza al lago Fuxian Lago fu coinvolto. Essi scoprirono molti blocchi sparsi sul fondo del lago. Con l'uso di rivelatori avanzati, videro che le pietre formavano un muro, visibile su uno schermo sonar. Lastre di pietra ricoperte di muschio sembravano rivelare una antica città sommersa.
Il lago Fuxian è molto grande, e le tracce di costruzione erano dappertutto. Dopo diversi giorni di osservazione e di analisi, gli esperti hanno stimato che il campo di applicazione della zona fosse tra 2,4 chilometri quadrati a 2,7 chilometri quadrati.
Alcuni esperti speculare il sito potrebbe essere l'antica città di Yuyuan, che scomparve misteriosamente molte centinaia di anni fa.
I risultati cui è pervenuta la spedizione degli archeologi cino–russi nella ricerca sul lago Fuxian sono così riferiti da Leonid Gav e Yevgeny Spiridonov, gli organizzatori del progetto:



"Abbiamo trovato in laghi d'acqua dolce una piramide alta oltre 40 metri – ed è veramente sorprendente. Questa nuova meraviglia del mondo è stata preservata e nascosta dall'acqua.


Il lago Fuxian, nella provincia dello Yunnan, contiene le più antiche piramidi inesplorate. L'area di studio relativa a questi antichi manufatti supera le dimensioni della capitale d’epoca Han. La città non è menzionata in nessuno dei manoscritti famosi degli storici cinesi, né negli antichi archivi. La città cinese di Yalunvan, citata in quei documenti e andata perduta, poteva essere fatta di legno e argilla, secondo le stesse modalità classico delle altre strutture megalitiche locali, ben diverse dalla complessità dei megaliti e dei templi egizi.


Queste piramidi sono sopravvissute quasi intatte, fuori del tempo e lontane dall'attività dell'uomo. La parte superiore di una delle tre piramidi esaminate si trova ad una profondità di circa 54 metri, e la più bassa a 97 m. Le immagini mostrano blocchi di pietra con figure visibili, simili ad orecchie umane. Secondo il sonar, sono stati ripetutamente riconosciuti in scansione tridimensionale gli ecogrammi di blocchi variabili nel formato da 3 a 5 metri.
Come ci aspettavamo, l'origine del lago di Fuxian è tettonica. L'età molto approssimativa delle costruzioni può essere al periodo 5000–12000 a.C. E' stato studiato solo l'uno per cento della superficie del lago, che è largo sino a 7 chilometri e lungo oltre 50 km.
Sulla base della nostra ricerca sottomarina, dei materiali di studio, abbiamo effettuato un confronto etnografico e videoissledovaniya con i dati eholokatorov, side–scan sonar, per gentile concessione degli esperti cinesi, e si possono trarre le seguenti conclusioni:


* Le piramidi presentano caratteri architettonici simili a quelle della cultura Maya, i blocchi sono delle stesse dimensioni di quelli delle piramidi egizie della piana di Giza – questi dati sono confermati dai nostri colleghi cinesi.
* Si tratta di edifici situati a notevoli altitudini. Intorno a questo antico complesso c'era un lago, la cui profondità non superava i 30 metri. Eventi come terremoti, o altro, hanno provocato che il livello enorme raggiunto dalla pioggia causasse cambiamenti irreversibili e movimenti della crosta terrestre. La città, costruita in una situazione naturale geologica instabile, presso il lago d’origine tettonica, fu condannata.
* Il terremoto non ha distrutto l'antica città. Il primo terremoto danneggiò tutte le strutture deboli, e altri processi (piogge anomale, tremori e il cambiamento di temperatura) molto probabilmente spinsero le persone a lasciare questo posto. Eventi successivi, come alluvioni e il movimento delle placche tettoniche, completarono il miracoloso processo di conservazione, con un inabissamento di cinque centimetri all'anno, secondo le dinamiche di sprofondamento del lago al momento valutate dai geologi cinesi. La profondità massima del lago, a questo punto, è di 180 metri. Il fondo del lago è costituito da pietra, per lo più calcare, e la trasparenza delle acque in buone condizioni raggiunge i 15 metri.
* I risultati preliminari degli studi etnografici supplementari suggeriscono l'ipotesi della presenza del cuore di una cultura unica, intorno al lago Fuxian.
* Ulteriori indagini del lago sono possibili soltanto in un approccio integrato. A nostro parere, il lago è molto sicuro da esplorare con i mezzi di tecnica subacquea. Le condizioni di immersioni in altitudine, la temperatura e la visibilità rendono piuttosto arduo il lavoro, e agire in sicurezza è difficile, ma possibile.
L'immersione in altitudine è stata più ardua del previsto – tutti i membri della spedizione, anche la squadra locale di subacquei, hanno patito vertigini, nausea e formicolio alle dita. Un medico della spedizione era deciso a spostare il campo base a quote più basse, nella città di Kunmin.
Tuttavia, né la vita né la salute dei membri della spedizione sono stati in alcun pericolo. Il 12 aprile, dopo 10 giorni, la spedizione di ricerca subacquea è stata completata con successo.
* I colleghi cinesi per ulteriori ricerche farebbero bene a passare attraverso un laboratorio subacqueo sull'esempio del Blue Lake russo, o un centro di ricerca come ad esempio un sottomarino midi–Class "Sadko" SPC "Ruby".
* I luoghi del lago di Fuxian appaiono unici. Gli archeologi cinesi hanno assolutamente ragione non correlare queste strutture con le necropoli cinesi e l’altra architettura storica della Cina. Questo è un approccio assolutamente onesto. La maggior parte degli archeologi cinesi data l'impianto a 5000–13000 anni prima di Cristo. Alcuni si riferiscono al periodo degli Han – ma questo non è chiaramente un approccio oggettivo. La risposta esatta e il verdetto finale dipendono dallo studio dei geologi russi sulla base dei campioni.


Insistiamo sull’attenzione eccezionale dell’UNESCO e di altre organizzazioni per questo sito archeologico. Questa è una parte dell’eredità della nostra storia comune della Terra. E’ sopravvissuta grazie all’acqua, alla profondità e al tempo. La nostra responsabilità è di preservarla e studiarla il più obiettivamente possibile. Dobbiamo conoscere la nostra storia comune terrena, per comprendere la complessità e l'unicità della nostra vita moderna – ancora fortemente dipendente dalle condizioni atmosferiche dello spazio.
Tali eventi catastrofici, che sostengono la vita di un'intera civiltà planetaria, dovrebbero farci pensare che l'unico modo possibile per la vita e l'immortalità dell'uomo, come specie, sia quello di accelerare i progetti in comune di colonizzazione dello spazio vicino”.

Fonte: http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=332

La metropoli di 200.000 anni fa


Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti - o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell'umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l'interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? - dal 160000 al 200000 a.C.!


L'immagine è una vista ravvicinata di poche centinaia di metri del paesaggio, presa da Google-earth. La regione è un po' remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.
La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato.
"Quando Johan per primo mi ha fatto conoscere le antiche rovine di pietra dell'Africa australe, non avevo idea delle incredibili scoperte che ne sarebbero seguite, in breve tempo. Le fotografie, i manufatti e le prove che abbiamo accumulato puntano senza dubbio ad una civiltà perduta e sconosciuta, visto che precede tutte le altre - non di poche centinaia d’anni, o di qualche migliaio d’anni... ma di molte migliaia d’anni. Queste scoperte sono così impressionanti che non saranno facilmente digerite dall’opinione ufficiale, dagli storici e dagli archeologi, come abbiamo già sperimentato. E' necessario un completo mutamento di paradigmi nel nostro modo di vedere la nostra storia umana". – Tellinger

Dove è stata compiuta la scoperta
L'area è importante per una cosa che colpisce subito – l’oro. "Le migliaia di antiche miniere d'oro scoperte nel corso degli ultimi 500 anni, indicano una civiltà scomparsa che ha vissuto e scavato per l'oro in questa parte del mondo per migliaia d’anni", dice Tellinger. "E se questa è in realtà la culla del genere umano, possiamo star guardando le attività della più antica civiltà sulla Terra".

Per visualizzare il numero e la portata di queste rovine, vi suggerisco di utilizzare Google-earth e iniziare con le seguenti coordinate:
Carolina - 25 55'53,28"S / 30 16' 13,13" E
Badplaas - 25 47'33,45"S / 30 40' 38,76" E
Waterval - 25 38'07,82"S / 30 21' 18,79" E
Machadodorp - 25 39'22,42"S / 30 17' 03.25" E
Quindi eseguite una ricerca a volo radente all'interno dell'area formata da questo rettangolo. Semplicemente stupefacente!

L'oro ha giocato un certo ruolo sulla densità di popolazione che un tempo viveva qui? Il sito si trova a circa 150 miglia da un ottimo porto, il cui commercio marittimo potrebbe avere contribuito a sostenere una popolazione così importante. Ma ricordate che stiamo parlando di quasi 200000 anni fa!
Le singole rovine sono in gran parte costituite da cerchi di pietre. La maggior parte sono stati sepolti sotto la sabbia e sono visibili soltanto dal satellite o dall’aereo. Alcuni sono stati esposti, quando il cambiamento climatico ha soffiato via la sabbia, rivelando le mura e le fondamenta.


"Mi vedo come una persona di mente aperta, ma devo ammettere che mi ci è voluto oltre un anno per digerire la scoperta e per capire che abbiamo realmente a che fare con le strutture più antiche mai costruite dall'uomo sulla Terra.
Il motivo principale di ciò è che ci hanno insegnato che nulla di significativo è mai venuto dal Sud Africa. Che le civiltà più potenti sono apparse in Sumeria e in Egitto e in altri luoghi. Ci viene detto che fino all'insediamento del popolo BANTU, proveniente da nord, che dovrebbe avere avuto inizio nel secolo XII d.C., questa parte del mondo era piena di cacciatori-raccoglitori, e che i cosiddetti Boscimani non hanno fornito alcun contributo importante alla tecnologia o alla civiltà". – Tellinger


Quando i primi esploratori incontrarono queste rovine, davano per scontato che fossero recinti per il bestiame realizzati da tribù nomadi, come il popolo bantu, che si spostò verso sud e si stabilì in questa terra intorno al sec. XIII. Non si conoscevano le testimonianze storiche di nessuna civiltà precedente, più antica, in grado di costituire una comunità così densamente popolata. Poco sforzo fu stato fatto per indagare il sito perché la collocazione storica delle rovine non era per nulla nota.
Negli ultimi 20 anni, persone come Cyril Hromnik, Richard Wade, Johan Heine e una manciata d’altri hanno scoperto che queste strutture in pietra non sono ciò che sembrano essere. In realtà questi sono ora ritenuti i resti di antichi templi e osservatori astronomici di antiche civiltà perdute, che risalgono a molte migliaia di anni fa.


Queste rovine circolari sono distribuite su una vasta area. Possono solo essere veramente apprezzate dal cielo o attraverso immagini satellitari. Molte di loro sono quasi completamente erose o sono state coperte dai movimenti del suolo fatti per l’agricoltura lungo il tempo. Alcune sono sopravvissute abbastanza bene da rivelare le loro grandi dimensioni, con alcuni muri originali in piedi, sino a quasi 2 metri d’altezza e oltre un metro di larghezza, in alcuni luoghi. Guardando la metropoli intera, diventa evidente che si trattava d’una comunità ben progettata, sviluppata da una civiltà evoluta. Il numero di antiche miniere d’oro suggerisce la ragione per cui la comunità si trovava in questa posizione. Troviamo le strade - alcune si estendono per un centinaio di miglia - che collegavano la comunità e l'agricoltura a terrazzamenti, molto simili a quelli trovati negli insediamenti Inca in Perù.
Ma una domanda necessita una risposta - come potrebbe tutto questo essere stato realizzato dagli esseri umani 200.000 anni fa?

La datazione del sito
Trovare i resti di una grande comunità, con ben 200000 persone che vivevano e lavoravano insieme, è stata una scoperta importante in sé. Ma la datazione del sito ha costituito un problema. La patina pesante sulle pareti di roccia suggeriva che le strutture dovessero essere molto vecchie, ma la scienza della datazione tramite la patina è solo in fase di sviluppo ed è ancora controversa. La datazione col carbonio 14 di sostanze organiche, come il legno bruciato, è alterata dalla possibilità che gli esemplari possano aver subito incendi recenti dell’erba circostante, che sono comuni nella zona.





La svolta arrivò inaspettatamente. Ecco come Tellinger la descrive:
"Johan Heine scoprì il Calendario Adam nel 2003, quasi per caso. Andava a cercare uno dei suoi piloti che si era schiantato con l'aereo sul bordo dell’altopiano. Accanto al luogo dello schianto Johan notò un gruppo molto strano di grosse pietre, sporgenti dal terreno. Mentre portava in salvo il pilota ferito da circa 20 metri sotto il bordo della rupe, Johan si avvicinò ai monoliti e subito si rese conto che erano allineati ai punti cardinali della Terra - nord, sud, est e ovest. C’erano almeno tre monoliti allineati verso il sorgere del sole, ma sul lato ovest dei monoliti allineati c'era un misterioso buco nella terra - mancava qualcosa.
Dopo settimane e mesi di misurazioni e di osservazioni, Johan concluse che le rocce erano perfettamente allineate con il sorgere e il tramonto del sole. Determinava i solstizi e gli equinozi. Ma il misterioso buco nel terreno era rimasto come un grande puzzle. Un giorno, mentre pensava alla ragione di quel foro, l'esperto locale di piste a cavallo, Christo, arrivò a cavallo e spiegò rapidamente a Johan che c'era una pietra dalla strana forma, che era stata rimossa dal luogo qualche tempo prima. Apparentemente era da qualche parte vicino all'ingresso della riserva naturale.
Dopo una lunga ricerca, Johan trovò la pietra antropomorfica (di forma umanoide). Era intatta e con orgoglio recava una targa, attaccata ad essa. Era stata utilizzata dalla Fondazione Blue Swallow per commemorare l'apertura della riserva Blue Swallow nel 1994. L'ironia è che era stata rimossa dal sito antico più importante trovato fino ad oggi, e misteriosamente era ritornata alla riserva - per motivi leggermente diversi.


La posizione esatta del calendario è indicata nel sito www.makomati.com. I primi calcoli dell’età del calendario sono stati effettuati in base al sorgere di Orione, una costellazione conosciuta per le sue tre stelle luminose che formano la "cintura" del mitico cacciatore.
La Terra oscilla sul suo asse e quindi le stelle e le costellazioni cambiano il loro angolo di presentazione nel cielo notturno, in base alla congiuntura. Questa rotazione, denominata precessione, completa un ciclo ogni 26000 anni ca.
Se possiamo stabilire quando le tre stelle della cintura di Orione erano posizionati in orizzontale contro l'orizzonte, possiamo stimare il momento in cui le tre pietre del calendario erano in linea con queste stelle visibili.


Il primo calcolo approssimativo fu di almeno 25000 anni fa. Ma le misure nuove e più precise tendevano ad aumentare l'età. Il calcolo successivo è stato compiuto da un maestro archeo-astronomo, che vuole rimanere anonimo, per paura del ridicolo dalla Fraternità accademica. Il suo calcolo si è basato sul sorgere di Orione e ha suggerito un’età di almeno 75000 anni. Il calcolo più recente e più preciso, fatto nel giugno del 2009, suggerisce un’età di almeno 160000 anni, sulla base del sorgere apparente di Orione all'orizzonte - ma anche dell'erosione delle pietre di dolerite trovare sul sito.
Alcuni pezzi dei marcatori di pietra sono rotti e giacciono per terra, esposti all'erosione naturale. Quando i pezzi sono stati rimessi insieme, circa 3 cm di pietra era già stato portati via. Questi calcoli hanno aiutato a valutare l'età del sito dal calcolo del tasso d’erosione della dolerite.


Chi ha costruito la metropoli? Perché?
Sembrerebbe che gli esseri umani abbiano sempre apprezzato l'oro. È anche menzionato nella Bibbia, che descrive i fiumi del Giardino dell’Eden:
Genesi 2:11 - Il nome del primo [fiume] è Pishon; scorre intorno a tutto il paese di Havilah, dove c'è l'oro.
Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l'antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato "Egoli", che significa la città d'oro.
Sembra molto probabile che l'antica metropoli sorgesse a causa della sua vicinanza con l'offerta d’oro più grande del pianeta. Ma perché gli antichi lavoravano così alacremente nelle miniere d'oro? Non si può mangiare. E' troppo tenero da utilizzare per la produzione di utensili. Non è molto utile per qualsiasi cosa, tranne gli ornamenti e la sua bellezza fisica è pari con altri metalli come il rame o l’argento. Perché mai l'oro divenne così importante per i primi Homo sapiens?
Per cercare la risposta, abbiamo bisogno di guardare al periodo storico in questione - 160000 a 200000 anni a.C. - e scoprire ciò che stava accadendo sul pianeta Terra.

Com’erano gli esseri umani 160000 anni fa?
Possiamo rintracciare l’'uomo moderno, l'Homo sapiens, ossia i nostri antenati, indietro nel tempo, verso un punto in cui la nostra specie si è evoluta da altri, più primitivi, ominidi. Gli scienziati non capiscono perché questo nuovo tipo umano improvvisamente apparve, o come il cambiamento avvenne, ma siamo in grado di rintracciare i nostri geni sino ad una sola donna, che è nota come "Eva mitocondriale".


Eva mitocondriale (mt-MRCA) è il nome dato dai ricercatori alla donna che è definita come l’antenato comune matrilineare più recente (MRCA) per tutti gli esseri umani attualmente viventi. Tramandato da madre a figlio, tutto il DNA mitocondriale (mtDNA) in ogni persona vivente è derivato da questo individuo di sesso femminile. Eva mitocondriale è la controparte femminile di Adamo Y-cromosomico, l’antenato comune patrilineare più recente, pur vivendo in tempi diversi.
Si crede che Eva mitocondriale sia vissuta tra 150000 a 250000 anni a.C., probabilmente in Africa orientale, nella regione della Tanzania e delle zone immediatamente a sud e ad ovest. Gli scienziati ipotizzano che vivesse in una popolazione di forse 4000-5000 femmine, in grado di produrre prole in un dato momento. Se altre femmine avevano prole con cambiamenti evolutivi del loro DNA, non abbiamo alcuna registrazione della loro sopravvivenza. Sembra che siamo tutti discendenti di questa femmina umana.
Eva mitocondriale sarebbe stata pressoché contemporanea deli esseri umani i cui fossili sono stati rinvenuti in Etiopia, nei pressi del fiume Omo e di Hertho. Eva mitocondriale visse molto prima dell’emigrazione dall’Africa, che potrebbe essersi verificata tra 60000 e 95000 anni fa.


 La regione, in Africa, dove si può trovare il massimo livello di diversità mitocondriale (verde) e la regione in cui gli antropologi ipotizzano che la divisione più antica della popolazione umana abbia iniziato a verificarsi (marrone chiaro). L'antica metropoli si trova in quest'ultima regione (marrone), che corrisponde anche al periodo stimato in cui le mutazioni genetiche improvvisamente accaddero.
Potrebbe essere questa una coincidenza?

La storia antica sumera descrive l'antica metropoli e i suoi abitanti!
Sarò onesto con voi. Questa parte successiva della storia è difficile da scrivere. È così sconvolgente che la persona media non ci vuole credere. Se siete come me, vi consiglio di fare la ricerca voi stessi, e prendervi del tempo per permettere ai fatti di stabilirsi nella vostra mente.
Ci hanno spesso fatto credere che la nostra storia conosciuta comincia con gli egiziani - i Faraoni e le piramidi. Le dinastie più antiche risalgono a circa 3200 anni a.C. Si tratta di tanto tempo fa. Ma la civiltà sumera, in quello che oggi è l'Iraq, è molto più antica. Inoltre, abbiamo tradotto molte delle loro tavolette di storia, scritte in caratteri cuneiformi e in scritture precedenti, in modo da sapere molto sulla loro storia e leggende.


L'immagine del sigillo raffigura la leggenda del "Grande Diluvio", che consuma l'umanità. Molte leggende sumere sono sorprendentemente simili alla Genesi. Come la Genesi, la leggenda sumera Atrahasis racconta la storia della creazione degli esseri umani moderni, non da un Dio d'amore, ma da esseri provenienti da un altro pianeta, che avevano bisogno di "lavoratori schiavi", per aiutarli a lavorare nelle miniere d'oro per la loro spedizione extra-planetario!

Ho avvertito che questo è difficile da credere, ma per favore continuate a leggere.


Questa storia, la Atrahasis, proviene da un’antica versione babilonese che risale circa al 1700 a.C., ma deriva certamente da più antichi testi dei Sumeri. Essa combina i motivi familiari sumeri della creazione del genere umano e del conseguente diluvio - proprio come la Genesi.
La storia inizia con gli “dèi" - esseri provenienti da un pianeta chiamato Nibiru – che scavano fossati e miniere per l'oro, come parte di una squadra di spedizione. I moderni esseri umani (homo sapiens) non esistevano ancora; solo ominidi primitivi vivevano sulla Terra. C'erano due gruppi di "divinità", la classe dei lavoratori e la classe dirigente (cioè gli ufficiali). Gli dèi lavoratori avevano costruito le infrastrutture come pure lavoravano nelle miniere d'oro e, dopo migliaia d’anni, il lavoro era apparentemente troppo per loro.

Gli dèi dovevano scavare i canali
Dovevano tenere puliti i canali,
le arterie vitali della terra,
Gli dèi scavarono il letto del fiume Tigri
E poi hanno quello dell'Eufrate. - (Dalley 9, Atrahasis)

Dopo 3600 anni di questo lavoro, gli dèi finalmente cominciarono a lamentarsi. Decisero di scendere in sciopero, bruciando i loro strumenti e circondando la “dimora” del dio principale Enlil (il suo tempio). Il ministro di Enlil, Nusku, scosse Enlil dal letto e l’avvisò che la folla inferocita stava fuori. Enlil rimase spaventato. (Il suo volto è descritto: "olivastro come un tamerice"). Il ministrò Nusku consigliò Enlil di chiamare gli altri grandi dèi, soprattutto Anu (Dio del cielo) e Enki (il dio intelligente delle acque dolci). Anu consigliò ad Enlil di scoprire chi fosse il capo della ribellione. Mandarono Nusku fuori per chiedere alla folla delle divinità chi fosse il loro leader. La folla rispose: "Ciascuno di noi dèi vi ha dichiarato guerra!" (Dalley 12, Atrahasis).
Poiché la classe superiore degli dèi ora vedeva che il lavoro degli dèi di classe inferiore "era troppo difficile", decisero di sacrificare uno dei ribelli per il bene di tutti. Essi avrebbero preso un solo Dio, l’avrebbero ucciso e ne avrebbero fatto il genere umano, mescolando la carne e il sangue del dio con l'argilla:

Belit-ili, la dea del grembo materno, è presente,
Lasciate che la dea del grembo materno crei la sua prole,
E lasciate che l'uomo sopporti il carico degli dei! (Dalley 14-15, Atrahasis)

Dopo che Enki li istruì sui rituali di purificazione per il primo, settimo e quindicesimo giorno d’ogni mese, gli dèi uccisero Geshtu-e, "un dio che aveva l'intelligenza" (il suo nome significa "orecchio" o "saggezza") e formarono l'umanità dal suo sangue e dalla creta. Dopo che la dea della nascita mescolò l'argilla, tutti gli dèi si raccolsero intorno e sputarono su di esso. Poi Enki e la dea dell'utero presero l'argilla e la portarono nella "stanza del destino", dove si riunirono tutte le dee del grembo materno.

Egli [Enki] calpestò l'argilla in presenza di lei;
Lei continuava a recitare un incantesimo,
Perché Enki, soggiornando in sua presenza, l’aveva obbligata a recitarlo.
Quando ebbe finito il suo incantesimo,
Estrasse quattordici pezzi d'argilla,
E mise sette pezzi a destra,
Sette a sinistra.
Tra di essi depose un mattone di fango. (Dalley 16, Atrahasis)

La creazione dell'uomo sembra essere descritta come una specie di clonazione o di quella che noi oggi chiamiamo fecondazione in vitro.
Il risultato fu un ibrido o "umano evoluto", con maggiore intelligenza, che potesse svolgere le funzioni fisiche degli dèi lavoratori e anche prendersi cura delle esigenze di tutti gli dèi.
Ci viene detto, in altri testi, che la spedizione è venuta per l'oro, e che grandi quantità sono state estratte e spedite fuori del pianeta. La comunità in Sud Africa era chiamata "Abzu" ed era la posizione privilegiata delle operazioni minerarie.
Poiché questi eventi sembrano coincidere con le date di "Eva mitocondriale" (vale a dire dal 150000 al 250000 a.C.) e sembrano essere situati nella regione delle più ricche miniere d'oro del pianeta (Abzu), alcuni ricercatori pensano che le leggende sumere possano, infatti, essere basate su avvenimenti storici.


Secondo gli stessi testi, una volta conclusa la spedizione mineraria, fu deciso che la popolazione umana dovrebbe essere lasciata perire in un diluvio che era stato previsto dal astronomi degli “dèi". A quanto pare, il passaggio ciclico del pianeta natale degli dèi, Nibiru, stava per portarlo abbastanza vicino all'orbita della Terra e la sua gravità avrebbe provocato una risalita (marea) degli oceani a inondare la terra, mettendo fine alla specie ibrida - homo sapiens.
Secondo la storia, uno degli “dèi" aveva simpatia per un essere umano particolare, Zuisudra, e lo avvertì di costruire una barca per cavalcare l’onda del diluvio. Questo divenne la base per la storia di Noè nel libro della Genesi. Fu un fatto veramente accaduto? L'unica altra spiegazione è immaginare che le leggende sumere, che parlano della vita su altri pianeti e della clonazione umana, fossero straordinarie creazioni di fantascienza. Questo sarebbe di per sé sorprendente. Ma ora abbiamo la prova che la città mineraria, Abzu, è reale e che esisteva nella stessa epoca dell’improvvisa evoluzione degli ominidi a homo sapiens.
Abbastanza da darci da pensare per un po'.



Fonte: http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=282

mercoledì 3 marzo 2010

La catastrofe che sconvolse il genere umano


Come fece l'uomo a raggiungere il Nord America?
Questa è una domanda secondo la quale la scienza ufficiale narra che durante l'ultima Era Glaciale lo Stretto di Bering sorgeva dalle acque come un lembo di terra che collegava i due continenti quello asiatico con quello nord americano e tramite esso, i primi esseri umani giunsero in Nord America diffondendosi verso sud.[1]
Questa non solo è una vera e propria contraddizione per il fatto che durante l'ultima Era Glaciale il Nord America si trovava sotto un enorme coltre di neve e ghiaccio. Allora per dimostrare ulteriormente tale visione fu suggerito che esistesse un largo corridoio privo di ghiaccio, passando tra 2 mura di ghiaccio. Una sorta di Mosè delle nevi.

Facendo così furono in grado di attraversare l'intero continente americano giungendo fino alla Terra del Fuoco,a Tihaunaco ecc. Un impresa a dir poco sorprendente. Tuttavia anziche sostenere una storia che forzatamente stà in piedi ci sono spiegazioni molto più semplici ma che per quanto lo possano essere necessitano di prove e conferme pet essere sostenute. Gli Aztechi non hanno mai narrato di aver attraversato mura di ghiaccio o qualcosa che sostenesse anche solo lontanamente lo Stretto di Bering,ma bensì di provenire da un isola scomparsa immezzo all'oceano di nome Aztlan(o Azlan).

"Il prefisso atl in lingua messicana significa acqua e lo ritroviamo in molti nomi: Quetzalcoatl, Chichèn Iztlan (che in lingua maya significa salvati dalle acque). I toltechi del Messico sostengono a loro volta di venire da Aztlan.", Inoltre "sul fondo del mar dei Caraibi, davanti alla penisola Cubana di Guanahacabibes, nei pressi di un vulcano spento, in un'area di venti chilometri quadrati del pavimento oceanico, immense strutture formano un reticolato urbano, che spicca sulla spianata di sabbia bianca, con i suoi muri ad angolo retto. Le strutture si snodano in un regolare e ordinato groviglio di strade, vicoli, incroci."[2]
Proprio a Cobà,fra le rovine Maya,si trova un lastrone sul quale è rappresentata la fuga da una catastrofe provocata da un terremoto e un maremoto.


In alto si nota un vulcano in eruzione e il crollo di un tempio a forma di piramide,a destra un Maya dal naso forato che fugge su fi una canoa.[3]
Se poi ci soffermiamo sulla descrizione di Aztlan fatta da Platone troviamo una stranezza,tale terra viene descritta come con una serie di anelli concentrici ebbene sembra che ci sia un ulteriore strana analogia con un simbolo a forma di labirinto.


Questo simbolo rappresenta un vero e proprio mistero: compare infatti in luoghi e tempi diversissimi tra di loro. Il suo significato è un mistero. Alcuni studiosi ritengono che si tratti di un "percorso rituale", confinandolo così al campo religioso-mistico. Altri vedono in esso la rappresentazione di un cervello umano. Ma nessuno di essi sa fornire una spiegazione accettabile sulla sua così grande diffusione nel mondo e in tempi così distanti tra loro. Vediamo ora una breve lista dei luoghi in cui il labirinto è stato ritrovato:

Tracciato di pietre sull'isola di Gotland (Svezia) 

Incisione rupestre nella Rocky Valley, a nord di Tintagel in Cornovaglia (Inghilterra)

Incisione su una moneta di Cnosso (Isola di Creta)

 Simbolo presente nel tempio di Kom Ombo (Egitto)

Simbolo presente nella "Domus de Jana" di Luzzanas in Sardegna (Italia); è datato 6000 anni circa.
Incisione ritrovata a Padugula, in India 

Incisione su una roccia a Machu Picchu - Perù 



Guardando meglio il labirinto ed avendo presente la descrizione della città di Atlantide fornita da Platone nel Crizia, si può pensare che esso rappresenti nientemeno che la MAPPA della suddetta città! Vediamo come si può giungere alla seguente conclusione. Ricordiamo innanzitutto le parole di Platone in questo brano, estratto dal Crizia: "...Su questa montagna aveva la sua dimora uno degli uomini primordiali di quella terra, nato dal suolo; si chiamava Evenor e aveva una moglie chiamata Leucippe, ed essi avevano un'unica figlia, Cleito. La fanciulla era già donna quando il padre e la madre morirono; Poseidone si innamorò di lei ed ebbe rapporti con lei e, spezzando la terra, circondò la collina, sulla quale ella viveva, creando zone alternate di mare e di terra, le une concentriche alle altre; ve ne erano due di terra e tre d'acqua, circolari come se lavorate al tornio, avendo ciascuna la circonferenza equidistante in ogni punto dal centro, di modo che nessuno potesse giungere all'isola, dato che ancora non esistevano navi e navigazione..."


Ed ancora:
"...(i sovrani di Atlantide) innanzitutto gettarono ponti sugli anelli di mare che circondavano l'antica metropoli, e fecero una strada che permetteva di entrare ed uscire dal palazzo reale. E fin da principio eressero il palazzo nella dimora del dio e dei loro antenati, e seguitarono ad abbellirlo di generazione in generazione, dato che ciascun re superava, all'apice della gloria, colui che l'aveva preceduto, sino a fare dell'edificio una meraviglia a vedersi, sia in ampiezza che in bellezza. E, partendo dal mare, scavarono un canale largo trecento piedi, profondo cento, lungo cinquanta stadi, che arrivava alla zona più esterna creando un varco dal mare fino a essa che divenne un porto; e il varco era abbastanza ampio da permettere l'entrata alle navi più grandi. Inoltre, a livello dei ponti aprirono gli anelli di terra che separavano gli anelli di mare, creando uno spazio sufficiente al passaggio di una trireme per volta da un anello all'altro e ricoprirono questi canali facendone una via sotterranea per le navi; infatti le rive furono innalzate di parecchio sopra il livello dell'acqua. Ora la più grande delle zone, cui si poteva accedere dal mare tramite questo passaggio, aveva una larghezza di tre stadi e la zona di terra che veniva dopo era altrettanto larga; ma le due zone successive, l'una d'acqua, l'altra di terra, erano larghe due stadi e quella che circondava l'isola centrale era di uno stadio soltanto. L'isola su cui sorgeva il palazzo aveva un diametro di cinque stadi..."


Ed ora proviamo ad elaborare l'immagine del labirinto. Coloriamo alternativamente le linee del labirinto di azzurro (acqua) e di marrone (terra), operando una piccola modifica al centro:


Ed ora coloriamo di marrone tutta la figura (espandiamo le striscie di terra), aggiungendo il grande canale citato da Platone che congiungeva gli anelli al mare:

 

Coloriamo infine le varie parti, in modo da evidenziare le zone della città, descritte in maniera accurata da Platone nel Crizia:


A - Anello di terra principale E - Secondo porto
B - Anello di terra minore F - Grande porto
C - Cittadella G - Canale per il mare
D - Porto interno H - Quartiere mercantile

Se invece ora guardiamo dal punto di vista archeologico troviamo ulteriori prove che in passato possa esser esistita un evoluta civiltà che in seguito venne sommersa dalle acque.
A largo di Bimini,vicino la Florida, nel Golfo del Messico troviamo semi sepolte sul fondale troviamo un allineamento di pietre dalla forma rettangolare e che si allunga per centinaia di metri sul fondo dell'oceano "e ricorda una grande strada lastricata, oppure la cima di una muraglia sommersa (da non confondere con alcune rocce naturali della zona che non centrano con queste). Alla fine di questa strada sommersa inizia un'altra strada formata da massi più piccoli, che vanno a formare una strada che curva ad angolo retto verso la costa, e al termine di quest'altra strada sommersa ci sono resti di strutture dalla forma regolare. Proseguendo verso la costa si incontra indica un'altra strada sommersa formata da insiemi di pietre regolarmente distanziate, che si estende in linea retta per oltre 2,4 km, tagliando in diagonale antiche linee costiere. "(...)
" Un'altra struttura individuata nei pressi delle Bahamas è una grande struttura sottomarina a pianta rettangolare (un edificio o un tempio), che è situata in prossimità dell'isola di Andros, nelle Bahamas. Altre strutture sono state avvistate un po' dovunque nell'arcipelago delle Bahamas, e anche altrove nei Caraibi. Molte di queste strutture sono disegni di forma regolare sul fondo del mare e la struttura di questi disegni è costituita da vegetazione marina e sabbia, come a segnalare la presenza di strutture artificiali sepolte dalla sabbia e dai sedimenti."
E' curioso notare che tali ritrovamenti vanno a colloccarsi proprio parallelamente" al di là delle colonne d'Ercole", un'area che Platone indicava per la collocazione di questa misteriosa terra o isola che fosse.


La storia di questo sorprendente ritrovamento ha inizio nel luglio del 2000 quando i canadesi Paulina Zelitsky, ingegnere russa assegnata allo spionaggio sottomarino durante la guerra fredda, e suo marito Paul Weinzweig, ricercatori della “Advanced Digital Communications” (ADC) che ha sedi in Canada ed a Cuba, a bordo del loro vascello di ricerca “Ulises”, stavano esplorando i fondali al largo di Capo Sant’Antonio a nord ovest di Cuba in cerca di relitti da recuperare, attività che li aveva già resi famosi (e discretamente ricchi). Muniti, come è logico, di sofisticatissimi sistemi di rilevamento e monitoraggio del fondale, incontrarono una strana ed ampia area pressoché piana (pendenza massima = 6 gradi) di circa 20 chilometri di lato, ricoperta da una spessa coltre di pura sabbia bianca, dal centro della quale però qualcosa faceva “impazzire” il sonar; l’esperienza di Zelitsky e Weinzweig sull’analisi di questi tracciati suggerì una conclusione veramente incredibile, soprattutto ad una tale profondità: avevano localizzato strutture megalitiche, apparentemente di pietra, dalle chiare forme geometriche di piramidi o rettangoli, alcune organizzate simmetricamente e perfettamente allineate. E poi strade, muri e costruzioni sviluppate come un centro urbano.[4]

Alcune delle immagini sonar che hanno rivelato la presenza delle strutture regolari.

Tornando all'argomento di partenza sull'origine delle civiltà nord americane che secondo la scienza ufficiale attraversarono lo Stretto di Bering ma nella quale la testimonianza archeologica e delle stesse civiltà invece mostra l'esatto contrario. A ulteriore prova di tutto ciò gli Hopi,che ora vivono a sud-est degli Stati Uniti, provenivano da Muia (Mu?)un isola nell'Oceano Pacifico. Molte altre tribù delle coste occidentali dell'Oceano Pacifico,compresi gli Haida delle isole Queen Charlotte,del British Columbia,attraversarono l'Oceano Pacifico a bordo di canoe e imbarcazioni.

La tradizione orale di un isola perduta immezzo all'Oceano Pacifico è molto comune nelle foreste pluviali del Centro America e nelle coste occidentali del Sud America. (Watermark,Joseph Cristy)
Ovviamente e giustamente non tutti si accontentano di semplici tradizioni orali,quindi la possibile allocazione di tali isola/e potrebbe trovarsi in 2 luoghi. Il primo di cui ho già parlato si chiama Yonaguni e si tratta di un isola al largo del Giappone (immagine in basso)



Proprio a Sud di quest'isola troviamo sommerse sotto il livello del mare delle tracce architettoniche megalitiche risalenti a 12.000 anni fa.



Proprio un particolare di tali strutture sembra ricollegarle alle dell'Isola di Pasqua nella quale si nota una fortissima assomiglianza:




E' possibile che i costruttori che hanno edificato le statue dell'isola di Pasqua siano in qualche modo collegati con la stessa civiltà che edificò quella sorta di costruzione sottomarina che ora giace a fare compagnia dei pesci sul fondo del mare. Sicuramente chiunque disegnò,progettò,e fece edificare o scolpire tali monumenti doveva possedere un elevata conoscenza architettonica,una conoscenza che può essere stata raggiunta solo da una civiltà molto avanzata ma che per quanto sorgano in continuazione nuove prove la scienza ufficiale continua erroneamente a non credere,o ad ammettere,tale possibiltà.
Ma cosa causò la scomparsa di tali civiltà 12.000 anni fa?
La risposta starebbe nei ritrovamenti fossili,e nei miti comuni di molte culture nella quale si parla di un immane inondazione o un diluvio che sommerge le terre emerse. Oppure nella morte improvvisa di milioni di animali nella tundra siberiani,assiderati in un periodo così breve che tracce di cibo indigerito sono state trovate nel loro stomaco e alcune tracce anche nei loro denti. Il mito del Diluvio è ricordato in moltissimi miti e culture in tutto il mondo,circa 600 miti in tutto il globo.

Molti lo hanno imputato ad una delle comuni e periodiche inondazioni del fiume Nilo,e in seguito alle migrazioni tale particolare si sarebbe diffuso tramite il contatto con altre culture. Il problema è che tale mito non è solo comune a culture che apparentemente sono entrate in contatto tra loro,ad esempio quello di Noè altri non è che uno di quelli presi in prestito dal mito Sumerico di Utnapishtim, ma anche in civiltà che non hanno mai avuto contatti con altre o sono rimaste isolate per migliaia di anni.

Alcuni miti:

Il MITO GRECO Deucalione e Pirra
Gli uomini si comportavano male, Zeus arrabbiato li punì,  Essi si odiarono.  Zeus scatenò una tempesta con grandi venti a causa del comportamento degli esseri umani.  Gli uomini consapevoli cominciarono a fare riti e preghiere, ma il dio non li ascoltò.  A Ftia Deucalione e Pirra, esseri onesti e benvoluti dagli dei, si salvarono riparandosi in un'arca e salvarono coppie di animali.  L'alluvione durò 9 giorni e 9 notti, quando si accorsero che la pioggia era cessata i due si affacciarono per vedere il mondo, ma non videro che un'immensa distesa d'acqua.
L'arca toccò terra ed Eucalione e Pirra scesero e si accorsero di essere capitati sul monte Parnaso.
Ermes arrivò e portò loro un messaggio che parlava delle decisioni di Zeus. Loro avrebbero avuto la possibilità di essere sereni.  I due decisero che questa benedizione doveva ricadere sull'intero genere umano e chiesero consiglio ad Ermes.  Questo rispose loro di gettarsi alle spalle le ossa della grande madre. I due subito non capirono, poi intuirono la soluzione, presero delle pietre e se le scagliarono alle spalle e queste presero l'aspetto di uomini e donne.  Da queste persone nacque tutto il genere umano.

MITO INDIANO  
Manù, figlio del dio Sole, stava facendo il bagno in riva al fiume.
Si trovò nel palmo della mano un pesciolino di nome Matsya.
Egli provò compassione per lui perché poteva essere mangiato dai più grandi; lo mise in un' anfora di terracotta piena d'acqua.  Poi crebbe e gli scavò un fossato.  In seguito crebbe maggiormente e lo portò nell'oceano.  Matsya disse a Manù che tra qualche anno sarebbe venuto un diluvio.
Suggerì di costruirsi una nave per mettersi in salvo e Matsya promise che sarebbe andato a salvarlo.
Il giorno arrivò e Matsya venne a prendere Manù e lo portò in cima ad una montagna.

MITO AFRICANO  
La donna che vive di pioggia (Leo Frobenius)
Kapinga non aveva moglie. Un giorno incontrò una donna e la portò a casa. La donna non voleva mangiare, perché il marito non sapeva il suo nome. Kapinga girando incontrò Kakulutu Kamunto che gli disse il nome della moglie cioè Tumba. Kapinga e Tumba andarono al villaggio del padre della donna. Arrivati, restarono a lungo. Dopo un po' Kapinga volle tornare a casa e il capo del villaggio (il padre di Tumba) gli disse di ritornare a prendere sua moglie in un giorno di pioggia. Kapinga acconsentì e dopo tornò a casa.

Dopo qualche tempo di siccità il marito si diresse al villaggio di sua moglie. Arrivato non trovò nessuno, ma vide dei sassi; ne prese uno e affilò il suo coltello e poi tornò a casa. Quando cominciò a piovere Kapinga tornò al villaggio di Tumba e incontrando gli abitanti chiese di riavere sua moglie, ma il padre gli negò il permesso perché quando era andato al villaggio durante la siccità, affilando il suo coltello su quel sasso aveva fatto una grossa ferita al capo villaggio perché quel sasso era lui. Kapinga tornò a casa senza moglie.

IL DILUVIO DI TAHITI  
TAHITI fu una volta sommersa dal mare, nell'isola sopravvissero solamente due persone e gli animali che essi salvarono; il disastro iniziò con grandi piogge e una tempesta furiosa che fini per travolgere l'intera isola. Per salvarsi assieme agli animali i due esseri umani si rifugiarono sul monte più alto PITO-HITI.  Finalmente dopo 10 notti cessò di piovere e il mare calò, cosi' la vita, grazie alla coppia, tornò a fiorire nell'isola. Il secondo mito narra il DILUVIO BIBLICO: si dice che il Signore, per la crudeltà degli uomini inondò la terra con un forte temporale che durò 100 giorni. Solamente una famiglia d'animo gentile si salvò, costruendo un'arca spaziosa per rifugiare ogni specie animale. Quando smise di piovere cominciarono ad avvistarsi le prime cime dei monti, fu cosi che la terra ebbe di nuovo la VITA


IL DILUVIO NEL MITO BRASILIANO  
Mito Brasiliano (Curt Nimuendajè)
Il serpente Kane-roti fece il rio Tocantins e il rio Araguaia.  Piovve per molti giorni, i corsi d'acqua strariparono; le acque del Tocantis raggiunsero quelle dell'Araguaia.
Per 2 giorni il mondo fu sommerso. Le Apinaye fuggirono dalla Sierra Negra.
Una coppia di sposi prese tre zucche giganti e le riempì di cibo, soprattutto di cereali; le chiusero, le legarono e aggrappati, si lasciarono portare alla deriva.  Improvvisamente ritornò a piovere, ma i due se la cavarono.  Quando l'acqua si abbassò i due coniugi cercarono un posto dove stabilirsi e lì si accinsero a costruire una fattoria.  Un giorno un ragazzo sopravvissuto uccise un uccello e lo portò alla madre per cucinarlo.
La madre si accorse che il volatile aveva semi di mais nello stomaco e chiese al figlio dove l'aveva preso saputa la notizia; la gente andò alla ricerca del posto; trovata la fattoria, si fermarono fino all autunno per raccogliere cibo.
Sull'origine del Diluvio vi sono numerose teorie la più probabile è quella di un inversione magnetica che avrebbe causato un incremento dell'attività vulcanica a livello globale accompagnata da improvvisi e devastanti cambiamenti climatici che avrebbero portato ad un vero e proprio olocausto nella tundra siberiana e in diverse parti del globo, sconvolgendone anche la geografia.
Di questo ne parlerò più dettagliatamente nella seconda parte.

A cura di Alex
Link:
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Bering
[2] http://misteri2009.blogspot.com/2009/10/atlantide.html
[3] http://expianetadidio.blogspot.com/2009/12/ritrovata-atlantide.html
[4] http://www.oopart.it/mega-rovine-sommerse-a-cuba.html 

Fonte:
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/03/la-catastrofe-che-sconvolse-il-genere.html