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mercoledì 20 marzo 2013

Crisi Cipro: Sarà difficile uscirne fuori




In attesa di trovare una soluzione concreta, anche oggi a Cipro, banche e bancomat restano chiusi. Dopo il no di ieri del Parlamento, nessun piano di salvataggio dall'Europa, nessun prelievo forzato sui conti correnti, ma sale la tensione nell'isola, in Europa e sui mercati finanziari. E soprattutto cresce l'odio verso la Germania e Bruxselles.

Angela Merkel sembra essere diventato il nemico numero uno per la popolazione cipriota, che ha grossi risentimenti nei confronti dell'Unione europea.
Per adesso il Governo di Nicosia ha bocciato il "prelievo forzoso" sui depositi, per una valore di 5,6 miliardi di euro, avrebbe sbloccato un prestito di 10 miliardi evitando la bancarotta.

Anche a Cipro come in tanti Paesi europei, la truffa Europa si vede palesemente nella vita di tutti i giorni. I prezzi sono raddoppiati e la vita è insostenibile.
C'è un dislivello assurdo tra i salari dei dipendenti pubblici e i privati, ma nonostante i congelamenti ad essi applicati per evitarne ulteriori aumenti, il problema resta.
La crisi economica rende tutti affamati e turbati, creando un odio intestino e reciproche accuse.

Ora sarebbero in atto trattative tra Mosca e Nicosia, con i russi pronti a venire in soccorso.

Per ora solo trattative e le banche restano preventivamente chiuse ma i ciprioti vorrebbero immediatamente uscire dall'Euro.
Anche stavolta c'é lo zampino degli Illuminati e sarà difficile uscirne fuori.

A Cura Di Arthur McPaul

Fonte:


martedì 19 marzo 2013

Nessun Prelievo Forzato Per Cipro, Ma Ormai E' Panico


Per il momento l'assurda decisione di tassazione forzata dei conti correnti ciprioti è stata bloccata. Ma l'atteggiamento repressivo dell'Europa contro i suoi paesi più deboli sta ormai travasando ogni limite.

Il parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio proposto ieri dall'Eurogruppo e avallato dal Presidente Nicos Anastasiades.

36 deputati si sono opposti, mentre 19 del partito Disy del Presidente. Tutti gli altri contrari.

Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco è rimasto deluso per questa occasione a suo dire di rilancio persa.

L'Europa, non si è persa d'animo è ha proposto una variazione sulla proposta (prelievi coatti di 6,75% per quelli inferiori a 100mila euro e 9,9% per quelli superiori), se Nicosia riuscirà a raccogliere 5,8 miliardi di euro. Altrimenti il prestito da 10 miliardi non verrà sbloccato.
La Bce, dispiaciuta, ha solo potuto ribadire che fornirà liquidità solo "all'interno delle regole esistenti", cioè pagare con tassi debitori da strozzinaggio le banconote dell'Euro che elargisce ai Paesi membri.

La Gran Bretagna intanto ha congelato i pagamenti dei pensionati britannici che vivono a Cipro in modo da evitare loro il prelievo forzoso, poi ha deciso di inviare un aereo militare con a bordo un milione di euro in contanti da destinare ai soldati britannici e alle loro famiglie sull'isola.

Il Presidente Nicosia per poter raggiungere quota 5,8 miliardi sarebbe costretto comunque a manovre e prelievi fiscali assurde e coercitive, di cui però, almeno finora, la Commissione europea si è detta all'oscuro.

Anastasiades ha avuto contatti telefonici con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con il presidente russo, Vladimir Putin, che aveva aspramente criticato il provvedimento. Nella capitale russa è arrivato il ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris per proporre, secondo alcune indiscrezioni, una tassa compresa tra il 20 e il 30% sui depositi russi nelle banche cipriote.

Note di sdegno sono giunte anche dalla celebre agenzia di rating Moody's per voce del presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha escluso un'imposta una tantum in altri Paesi europei in crisi.

Il panico si sta diffondendo nelle borse, tutte in calo e tra la popolazione europea.
C'è giá chi sta prevedendo un futuro trasferimento dei propri risparmi in Svizzera, almeno finché sarà possibile farlo.

Questa situazione sembra anticipare una crisi sempre più profonda dell'Europa Unita, al minimo storico di consensi tra la popolazione.
L'incubo continua...

A Cura Di Arthur McPaul

Fonte:


martedì 5 marzo 2013

La Germania Offre la Soluzione...


Il primo effetto della paura tedesca provocato dal voto italiano è l’annuncio che ad aprile nascerà un nuovo partito con il programma di uscire dall’Euro.

Per noi è una buona notizia. L’Euro ” abbandonato” dalla Germania e da un paio di paesi satelliti, ma tenuto dagli altri paesi, subirebbe una svalutazione che si risolverebbe un un turbo per le esportazioni degli altri paesi ( Francia, Italia, Spagna, ecc). Sarebbe la fine di una costruzione finanziaria sbagliata, a mio giudizio, l’inizio della crisi delle esportazioni tedesche ( per la forte rivalutazione dell’Euro del nord e la contrapposizione internazionale con dollaro e rembimbi) e la salvezza dello stile di vita mediterraneo che è consustanziale alla nostra civiltà.

La frattura tra protestanti e cattolici si riprodurrebbe a livello economico e la Germania verrebbe risucchiata culturalmente dai paesi scandinavi e dai deliri di Merkel.

“Propongo l’uscita congiunta dall’Euro di alcuni paesi del Nord come Germania, Paesi Bassi e Austria e la contestuale creazione di un Nordeuro”. A parlare e a farsi forte portavoce di un gruppo crescente di ultracritici agli aiuti finanziari per Grecia, Irlanda e Portogallo, è l’ex presidente del BDI – Bundesverband der Deutschen Industrie, la confindustria tedesca Hans-Olaf Henkel.
Henkel ha appena dato alle stampe un libro dal titolo emblematico: “Salviamo i nostri soldi! La Germania viene svenduta. L’inganno dell’euro insidia il nostro benessere”.

Si infiamma il dibattito sul futuro dell’Unione europea e della sua moneta unica. Le posizioni estreme di Henkel sono in parte anche lo specchio della grande paura che si sta diffondendo tra i cittadini tedeschi e nordeuropei. Paura dell’inflazione che cresce, paura di dover sborsare soldi pubblici per quei Paesi del sud Europa che "hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità", che non riescono a gestire i propri bilanci, che non riescono a modernizzare e ad essere competitivi e che, come ha detto ieri il cancelliere Merkel, con una caduta di stile finora sconosciuta, “dovrebbero andare in pensione più tardi e fare meno vacanze”.

Le infelici dichiarazioni della Merkel hanno sollevato un vespaio e le reazioni non si sono fatte attendere e sono state durissime. A cominciare da casa propria. Il segretario generale della SPD Sigmar Gabriel le attribuisce “risentimenti antieuropei” e il leader dei Gruenen Cem Oezdemir parla di “battute da mercato” (Spiegel online). C’è ora chi, come Martin Schulz, capogruppo socialdemocratico al Parlamento europeo, teme “danni per la Germania e per l’Unione europea” (Spiegel online). In Grecia, Spagna e Portogallo le esternazioni della Merkel sono state accolte con insulti dai lettori dei più grandi quotidiani nazionali, mentre il presidente del sindacato CGTP Manuel Carvalho da Silva ha parlato di “puro colonialismo, privo di qualsiasi solidarietà”.

Cosa voleva dire esattamente la Merkel con la sua uscita? Che i cittadini del sud Europa sono pigri e che non lavorano abbastanza? Poco importa. In Germania sta venendo meno la pazienza di cittadini ed elettori non più disposti a pompare miliardi di euro in economie sgangherate e in Paesi forse non più salvabili come la Grecia. Enorme è il timore che la Grecia non sia in grado di pagare i debiti né domani né negli anni a venire e che alla bancarotta della Grecia segua quella di Portogallo, Spagna, Italia e Francia.

Non bastano i richiami alla moderazione fatti dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e quelli di Jean-Claude Junker. L’euro è una moneta forte e chi attacca l’euro mette in pericolo l’Unione europea, sostengono entrambi. Con conseguenze imprevedibili. Come uscire dal dilemma? Con l’euro del nord e quello del sud? Continuando a pompare miliardi di euro nelle economie di paesi disastrati? Oppure, come sostiene l’economista e presidente dell’Ifo (un istituto di ricerca economica, nda) Hans-Werner Sinn, tagliando il flusso di soldi verso la Grecia e chiedendo alla Grecia una riduzione di stipendi e pensioni del 20-30%?

Misure che potrebbero avere effetti sociali incalcolabili mettendo addirittura a rischio la pace sociale e le democrazie dei paesi coinvolti. Si avvicina la fine dell’euro?
Sì secondo il Prof. Wilhelm Hankel, economista ed eurocritico della prima ora nonché autore di una querela dinanzi alla Corte costituzionale federale contro il piano di salvataggio dell’Eurozona. Il verdetto della Corte costituzionale è atteso per la fine dell’anno.
Hankel ritiene che i prossimi candidati a ricevere aiuti nell’Eurozona avranno bisogno di 500 miliardi di euro e di questi la Germania dovrà sborsarne 150.

A cura di AntonioCheDice

Fonte:
http://corrieredellacollera.com/2013/03/03/la-germania-ci-offre-una-via-di-uscita-nasce-un-partito-per-abbandonare-leuro-capitanato-dal-presidente-degli-industriali-sarebbe-la-salvezza-per-tutti-di-carlo-massimo-de-montis/

martedì 5 febbraio 2013

Tremonti Su Rai 3: Politica Criminale Contro L'Italia


E' ancora Tremonti a sbattere in tv la realtà dei fatti, anche se i suoi interventi trovano spazio purtroppo solo in tarda serata. "La crisi è stata creata contro l'Italia, dettata dall'Europa". Lo ha detto l'ex Ministro Dell'Economia italiana a Linea Notte del TG3.

Ma notizia odierna in campo finanziario internazionale è che la Standard & Poor's, la celebre agenzia di rating americana, è stata accusata da Omaba di aver creato la crisi del 2008. Il presidente USA fa causa all'agenzia per 5 miliardi di dollari.
La Standard & Poor's è in particolare accusata di aver sopravvalutato alcuni titoli immobiliari, con i giudizi che dovevano essere imparziali e neutrali, contrinuendo a scatenare la crisi dei mutui del 2008.

Da quello che ha affermato il Wall Street Journal, il procuratore generale di New York Holden, avrebbe avviato una causa contro la Standard. Molti dei fondi derivati erano dei fondi bidone, cioè a rischio e quindi senza profitto ma l'agenzia avrebbe fatto da burattino alle Banche, scatenando la recessione, la crisi, la disoccupazione a milioni di contribuenti americani.

Tremonti ha ribadito che non ha mai avuto simpatia per le agenzie di rating e per l'alta finanza internazionale, ma anche Obama è stato sempre contrario allo strapotere delle finanze. Per lo stesso Tremonti sarebbe opportuno contabilizzare i profitti dei derivati alla fine e non all'inizio, ció non accade e crea false stime.

Due righe anche sul condono tombale, che sempre secondo Tremonti non era più stato in programma dal governo Berlusconi dal 2008 perché non conveniente. il condono non puó più essere fatto sull'IVA e quello che puó invece subentrare e il concordato con i contribuenti che non hanno pagato il fisco, in modo da lasciare tranquillo chi lavora e le imprese che possono pagare con calma quanto dovuto al fisco.

Tremonti nel corso della serata ha poi ricordato che un grande trauma è stata la lettera di ricatto della Banca d'Italia al Governo di anticipare di un anno il pareggio di bilancio, approvato dallo stesso Governo Berlusconi, l'ultimo anno di governo, e che ha obbligato un innalzamento esasperato della pressione fiscale, che ha a sua volta strozzato la ripresa e aggravato la crisi dei consumi.
La stessa tecnica è stata usata per la Spagna ma ha avuto effetti minori.
Draghi ha regalato in dicembre un trilione di euro alle banche europee e la situazione diventando insostenibile non ha permesso di continuare oltre con il governo di Monti.

Ma la giornata politica ha visto quello che era ormai quasi certo, cioè l'alleanza tra Monti e Bersani. Questo è stato un doveroso patto per frenare l'avanzata di Berlusconi, che riesce in continuazione a rimanere il vero matador di queste elezioni. Infatti come sappiamo due giorni fa ha proclamato ad un intervento al suo partito PDL, che sarà sua intenzione, da probabile prossimo ministro dell'economia, eliminare in prima seduta l'IMU (l'odiata tassa di Monti sulla prima casa di proprietà) e addirittura di reatituire con un assegno o su conto corrente, quella che i cittadini hanno pagato nel dicembre 2012.
Dura la risposta di Monti, che ha accusato l'ex premier di comprare gli elettori con moneta sonante e da a lui la colpa se lo Spread è tornato legfermente a risalire. Alfano lo ha prontamente accusato di fare un "uso politico dello Spread". A quanto pare tutto quello che il mio blog aveva già largamente previsto si sta verificando. Dietro ogni vicenda legata a Monti c'è probabilmente l'ombra dell'Alta Finanza europea, dei cosiddetti Illuminati, che lo manovrano a distanza.

Dall'incubo di un ritorno di Berlusconi, nasce l'insolita alleanza tra Monti e Bersani appunto, giá stipulata a tavolino giorni fa in un incintro segreto tra i due.

La scena politica italiana in fase pre elettorale sta dando dunque spettacolo e i titoli dei giornali in edicola sono spietati. In particolare, Il Giornale sbatte in prima pagina che Bersani prende ordine dalla Merkel di allearsi con Monti. L'ombra degli illuminati, visto ormai il chiaro destino per Monti di non essere eletto, ha deciso di chiedere a Bersani di appoggiarlo. Probabilmente avremo in questo caso un Bersani Presidente del Consiglio e un Monti ministro dell'Economia. Sarebbe la rivoluzione e un governo del genere durerebbe forse un mese.

Il Fatto Quotidiano invece parla della vicenda Montepaschi, scrivendo in prima pagina che il Banco è controllato dai Massoni.
Di male in peggio ma fa piacere vedere come i media inizino finalmente a parlare senza censure di coloro che ci controllano nell'ombra, anche se i Massoni italiani sono differenti dagli "Illuminati", che regnano i triliardi di dollari che muovono il mercato globale.

Nel prossimo articolo spenderemo due parole sullo scenario che gli Illuminati vorrebbero per la nostra cara "Europa Federale"

A cura di Arthur McPaul

martedì 8 gennaio 2013

Berlusconi Ministro Dell'Economia


A tenere testa ancora una volta alla cronaca politica è il Cavaliere Silvio Berlusconi. La sua ultima (geniale) trovata è stata quella di rimettere tutto (o quasi) in discussione quanto detto fin ora e in primis la sua stessa candidatura a Premier del PdL, per optare a quella di Ministro Del Tesoro.

La stampa ha subito diffuso ipotesi di vario genere per giustificare questo colpo di scena, dimenticandosi come sempre con grande superficialità di capire chi hanno di fronte, non solo come politico e imprenditore di successo, ma anche come uomo e soprattutto come massone di grande importanza e aggiungerei hanno anche la memoria corta.

Berlusconi ha rilasciato una semplice dichiarazione in cui ha detto: "meglio ministro del tesoro, ha più poteri" e c'é da credergli. Quello cui aspira adesso l'ex premier è da tempo vendetta, per distruggere tutto quello che Monti ha creato in un anno di mandato.
Ma ovviamente il motivo non è soltanto sete di vendetta ma fine strategia. Intanto ha sicuramente ancora una volta attratto l'opinione pubblica su di se e sul PDL, ma ha anche schermato il suo partito da eventuali rappresaglie che potranno giungere dalla magistratura che indaga continuamente sul suo conto e che certamente tirerà fuori Ruby o qualche altra rogna giudiziaria legata alle sue imprese personali.
Si è riparato anche dalle critiche della Merkel e della UE che ormai lo giudicano un personaggio pericoloso e compromettente per il proseguio della politica europea.

Diventare Ministro Del Tesoro, di fatto sarà come entrare in Parlamento dalla finestra, lasciando entrare dalla porta principale i suoi fidi segugi Alfano (o poco probabilmente Tremonti), i quali potranno riconcedergli il trono alla prima crisi pilotata.

Ecco cosa disse lo stesso Silvio Berlusconi il 26 giugno 2012 alla stampa: "C'è una sensazione di indeterminatezza sulle proposte che l'Italia farà", ha detto poi Berlusconi a proposito del Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno.
"C'è un orientamento su una misura che prevederebbe un intervento della Bce e del fondo salva-Stati per acquistare i titoli pubblici dei Paesi con uno spread troppo alto, ma solo per gli stati virtuosi. Quindi si escluderebbero, ad esempio, Spagna, Grecia e Portogallo. L'Italia invece sarebbe inclusa".
Poi c'è un passaggio rivolto all'Ue: "Se il governo Monti dovesse cadere, per Bruxelles sarebbe una catastrofe", ma se questo avvenisse e dal voto uscisse un governo di Angelino Alfano - aggiunge Berlusconi - "sarei disponibile a fare il ministro dell'Economia".
E in merito al prossimo futuro: "Mi candido a fare il ministro dell'Economia in un governo guidato da Angelino Alfano" .


L'idea di fare il ministro dell'economia non é dunque un'invenzione dell'ultimo minuto, ma un'arma estrema premeditata da mesi, per il suo futuro e del PDL ma in cuor suo, per annientare politicamente Monti, conscio della beffa subita.

L'Italia se dovesse rieleggere Monti, sarebbe velocemente declassata a ruolo di paese produttivo e di mera forza lavoro, con Grecia, Portogallo e Spagna per lo sviluppo industriale di Germania e Francia, la famosa ripartizione che anche Adolf Hitler aveva ipotizzato per l'Europa.

La massoneria ombra di Bruxelles adesso dovrà delineare nuove linee guide e strategie, per fermare Berlusconi, il quale potrebbe fare il guastafeste e far perdere tempo utile alle banche e al trading criminale che sono i loro strumenti di morte principali.

A cura di Arthur McPaul






venerdì 4 gennaio 2013

L'Oscuro Disegno Di Monti


Quello che sta accadendo in Italia in questi giorni, sta superando ogni limite della democrazia, mentre ormai la gente muore di fame e l'economia è prossima alla paralisi.

Il Presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, ostinatamente e presuntuosamente ha deciso nei giorni scorsi di candidarsi e difendere la carica in possesso.
Lo farà con una pseudo lista civica intestata a suo nome.
Per tutti coloro che non masticano in modo particolarmente agevole la politica interna del nostro Paese, ricordiamo che Mario Monti, fu nominato nel novembre del 2011, come Presidente "super partes" e "tecnico" per salvare l'Italia da un imminente presunto default finanziario.

La crisi di Governo che lo portó a larghissima maggioranza ad essere eletto, fu inscenata dal Presidente della Repubblica Napolitano, dopo una telefonata che quest'ultimo ebbe con il Cancelliere tedesco Angela Merkel. Ecco cosa scrisse in merito il NY Times:
[...] "Merkel disse a Napolitano che gli sforzi dell’Italia per tagliare il deficit erano stati “apprezzati”, ma che l’Europa avrebbe davvero voluto vedere riforme più aggressive per far ripartire la crescita. Disse che era preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte da riuscirci. [...]

Come ben sappiamo, Napolitano obbedì e alla prima mozione di sfiducia chiese al Cavaliere di Presentarsi al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni.

Ecco invece cosa ebbe modo di dire Berlusconi su tale decisione:
"Ho lasciato il Governo senza mai essere sfiduciato in Parlamento: l'ho fatto per evitare che la speculazione finanziaria si accanisse contro l'Italia e contro il risparmio delle famiglie. L'ho fatto per senso di responsabilita', per senso dello Stato. E' stato un sacrificio ma sapevo bene che la causa della crisi non era il nostro governo. La causa era ed e' ancora l'Euro".
E poi: "Nonostante la manovra del governo dei professori lo spread rimane a livelli elevati e la crisi economica continua a mordere", ha aggiunto l'ex premier, "risulta sempre piu' evidente la vergogna di chi ha indicato il mio governo come l'unica causa di questa situazione". Quindi il leader del Pdl fa un appello all'ottimismo: "Anche questa volta ce la faremo, siamo un grande Paese e un grande popolo", ma sottolinea anche come l'Europa sia "divisa e incapace di decidere" e come "i mercati lo hanno capito...".

Mario Monti fu quindi indicato come Presidente Del Consiglio probabilmente dalla stessa Merkel, dopo essersi consultata con Draghi e il resto dell'élite finanziaria che fa ombra al Parlamento europeo.

Ma perché proprio Mario Monti?
Eletto pochi giorni prima della sua nomina, senatore a vita della Repubblica Italiana, è in politica da tempo, rivestendo cariche illustri a livello europeo e internazionale.
Fa parte dell’Aspen Institute, ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg e ricoperto addirittura il ruolo di “Presidente europeo” della Trilaterale Commission del magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famiglia Rothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo.

Ha ricoperto importanti incarichi (è stato advisor) per la superbanca d’affari USA Goldman Sachs, definita “il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare” con una capacità d’investimento di 12.000 miliardi di euro all’anno (il debito pubblico che sta mettendo in ginocchio l’Italia ammonta a poco meno di 2.000 mld di euro) e un valore di oltre un trilione, ovvero un miliardo di miliardi (1.000.000.000.000.000.000).
La Goldman Sachs ha una condotta disumana e non si fa scrupoli nello speculare sulla povertà della gente per produrre ricchezza.
Nella Morgan Stanley invece, legata alla Goldman Sachs, lavora il figlio di Monti, “Monti jr“.

Le associazioni di stampo massonico citate come la Aspen Institute, i Bilderberg, la Trilateral Commission e le ”super banche” Goldman Sachs e Morgan Stanley, hanno personaggi correlati, tra cui Mario Monti, che sono interlocutori con la politica e i governi dei singoli stati, tra cui ovviamente l'Italia.

La nomina di Monti è avvenuta quindi per porre una pedina fondamentale nel nostro Paese, al fine di tenerci sotto scacco a favore della Germania. Il motivo di questo subdolo gioco dei massoni europei, iniziato già all'alba primo governo Berlusconi, è quello di creare un'area mediterranea capace di offrire manodopera a buon mercato, assieme agli altri paesi più poveri come Grecia, Spagna e Portogallo.
Un malefico disegno, pari a quello dell'Europa Hitleriana, che probabilmente vorrebbe dividere l'Europa in aree produttive.

Al fine di raggiungere ed ottenere questo disegno, senza guerre e rivoluzioni, l'unico modo era appunto inscenare una crisi globale pari a quella americana, capace di spingere i governi, in modo del tutto naturale ad attuare delle manovre altrimenti improponibili e repressive.
La Germania, grazie alla sua potente economia, è diventata il paese filo conduttore per la massoneria europea, per dar vita a manovre e le speculazioni finanziarie a danno degli alleati più deboli. Ed ecco che si ripete per la terza volta quello che era già accaduto prima delle due grandi guerre mondiali.

Il piano degli Illuminati poc'anzi esposto, prende concretamente forma con il Trattato del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) in diciassette paesi europei.
E' un'istituzione finanziaria internazionale con sede in Lussemburgo, che ufficialmente dovrebbe prestare aiuto economico agli stati membri in difficoltá ma che invece porrà fine alla sovranità nazionale.
Gli stati non avranno piu' la possibilita' di trattare e di discutere democraticamente con la loro popolazione le misure economiche da attuare, dovendosi limitare ad applicare le riforme strutturali imposte dal fondo.
Il Trattato del Mes sarà sovrannazionale, segreto e il potere esercitato sui singoli stati sarà assoluto.
Pertanto gli stati membri si impegnano incondizionatamente e irrevocabilmente a versare al MES qualsiasi somma venga loro richiesta e ad adottare le misure economiche da esso stabilite.
Tale obbligo e' irrevocabile anche nel caso in cui ci fossero nel singolo stati cambiamenti di governo e parlamentari.

Grazie a questo strumento di repressione della democrazia, eppur legale e trasparente, gli Illuminati cercheranno di ridurre definitivamente in schiavitù i paesi membri, per dar vita al loro piano malefico. Parte di questo meccanismo è molto simile a quello che accade tutt'ora in Europa con il Patto di Stabilità.
Il PSC, o "Trattato di Amsterdam", fu stipulato e sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell'Unione Europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubblico, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all'Unione Economica e Monetaria europea (Eurozona). Ma si è rivelato uno strumento capace di sottomettere soltanto i paesi più deboli a rigidi obiettivi di bilancio, restando inapplicato per i Paesi leader come Germania e Francia.

Questi strumenti, possono agire legalmente da leva, per tenere sotto scacco le economie di interi stati membri, proprio come è successo per l'Italia. I modi e i termini sono chiari. Basta un'oscillazione negativa persistente dell'andamento dei titoli di stato di un paese nei confronti di un altro (Germania), per far crollare il disavanzo o "spread" e necessitare azioni governative restrittive sulla popolazione, come tagli, tasse e riforme lesive.
Monti è stato una pedina fondamentale per far approvare in modo legale queste direttive che vengono ufficialmente dettate dall'Unione Europea ma che sono legate ai dettami dell'alta finanza che sottostà alla stessa.

L’Italia, come altri Paesi deboli, sono costretti a pagare interessi altissimi per avere liquidità, in quanto ha perso la possibilità di stampare cartamoneta, affidata alla BCE, che é finanziata anche dalla Goldman Sachs.

L'oscuro disegno prende piede in modo molto accelerato in Europa. Esiste ancora la possibilità di resistenza?

A cura di Arthur McPaul

sabato 31 dicembre 2011

Merkel Ordina A Napolitano La Fine Del Governo Berlusconi




Da quanto si è appreso in un articolo recente apparso sul NY Times, a favorire la nomina di Monti come nuovo Presidente Del Consiglio italiano, sarebbe stato un colloquio tra la Merkel (capo di stato tedesco) e il nostro Presidente Della Repubblica Giorgio Napolitano.

In particolare, nell'articolo dell'autorevole quotidiano statunitense si legge:
"Con la sua telefonata al palazzo del Quirinale, una volta residenza papale, oggi casa dell’ottuagenario capo dello Stato italiano, il presidente Giorgio Napolitano, Angela Merkel si mise su un terreno delicato. I leader europei hanno un patto non scritto: non intervenire nella politica interna l’uno dell’altro. Ma Angela Merkel stava gentilmente sollecitando l’Italia a cambiare il suo primo ministro, se l’attuale primo ministro – Silvio Berlusconi – non fosse riuscito a cambiare l’Italia.

Dietro la mossa [la telefonata] c’era la crescente impressione a Berlino che i paesi dell’eurozona non potessero fare tutto quello che volessero. Il premier italiano, Silvio Berlusconi, impantanato in scandali giudiziari e sessuali, imperturbabile nella sua fama di libertino, ha temperamento opposto a quello della sobria Angela Merkel, figlia di un pastore luterano.

Il fallimento di Berlusconi nel rianimare l’economia italiana stava mettendo in pericolo l’Europa. Così Merkel telefonò a Napolitano, l’uomo il cui incarico gli avrebbe conferito il potere di nominare un nuovo primo ministro, qualora Berlusconi avesse perso il suo sostegno parlamentare.

Merkel disse a Napolitano che gli sforzi dell’Italia per tagliare il deficit erano stati “apprezzati”, ma che l’Europa avrebbe davvero voluto vedere riforme più aggressive per far ripartire la crescita. Disse che era preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte da riuscirci.

Napolitano disse che il fatto che Berlusconi fosse recentemente sopravvissuto a un voto di fiducia per un solo voto “non era rassicurante”.

Merkel ringraziò il presidente in anticipo per il suo fare “quanto nei suoi poteri” per promuovere le riforme.

L'Italia e' "un Paese a sovranita' limitata", secondo il quotidiano "La Padania" della Lega Nord che commenta la vicenda della telefonata tra Angela Merkel e Giorgio Napolitano.

Ecco cosa ha risposto Berlusconi al TG5 in merito alla questione:
"Ho lasciato il governo senza mai essere sfiduciato in parlamento: l'ho fatto per evitare che la speculazione finanziaria si accanisse contro l'Italia e contro il risparmio delle famiglie. L'ho fatto per senso di responsabilita', per senso dello Stato. E' stato un sacrificio ma sapevo bene che la causa della crisi non era il nostro governo. La causa era ed e' ancora l'Euro". E poi: "Nonostante la manovra del governo dei professori lo spread rimane a livelli elevati e la crisi economica continua a mordere", ha aggiunto l'ex premier, "risulta sempre piu' evidente la vergogna di chi ha indicato il mio governo come l'unica causa di questa situazione". Quindi il leader del Pdl fa un appello all'ottimismo: "Anche questa volta ce la faremo, siamo un grande Paese e un grande popolo", ma sottolinea anche come l'Europa sia "divisa e incapace di decidere" e come "i mercati lo hanno capito..."

La Merkel, ha quindi chiesto, in nome e per conto del bene comune dell'Europa, di favorire il cambio di Presidente.
La salvaguardia dell'Euro e dell'economia europea è ovviamente imputabile come causa primaria e irrevocabile per giustificare una ingerenza nella politica italiana. La stessa Merkel, conscia di quello che stava per fare, non ha nient'altro che chiesto una elezione indiretta di un nuovo prestanome, per poter attuare delle riforme pesantissime, come quelle presenti nella manovra Monti di dicembre.

Monti è stato una pedina necessaria per questo subdolo gioco degli Illuminati, in quanto non potevano chiedere a Berlusconi di attuare una manovra così lesiva e impopolare, che sarebbe andata contro i suoi stessi elettori. Pertanto, la scusante di eleggere un team di tecnici, non è altro che un sistema di attuazione e di modifica di norme che nessun politico avrebbe il coraggio di varare in tempi di crisi.

Il gioco degli Illuminati viene quindi meschinamente attuato e basta una semplice lettura degli avvenimenti nei giusti termini per smascherarlo:

1) I bancheri Illuminati hanno ordinato nel corso del 2011 di scatenare una nuova crisi del debito sovrano, che ha colpito in particolare gli anelli deboli dell'Europa, come la Grecia, la Spagna e la stessa Italia.

La minaccia dei singoli paesi di non poter pagare i rendimenti sui titoli di stato, di non poter più pagare gli stipendi agli statali con la conseguente paralisi dello Stato, ha obbligato i governi di attuare una serie di manovre pesantissime che avrebbero poi piegato la liquidità e rosicato i risparmi dei cittadini.

Oltre a queste riforme, gli emissari degli Illuminati, hanno ordinato l'inserimento di insensate leggi restrittive sulla libertà di circolazione della moneta contante. In Italia, ad esempio, con la Manovra Monti, è stato vietato di pagare beni in contanti per un valore superiore a 1000 euro. Il vero scopo, oltre a quello di aumentare vertiginosamente le commissioni bancarie, è quello di procedere velocemente all'eliminazione della moneta contante, che nel giro di qualche anno sarà soltanto elettronica.

Cambiare il Prestanome
Quando il burattino non obbedisce più agli ordini impartiti dall'alto, o non è più efficace ad eseguirli, la parola d'ordine degli Illuminati è "sostituzione", sinonimo di "eliminazione",
Berlusconi andava in parte eliminato politicamente. A nulla sono serviti gli scandali a luci rosse o le tante mozioni di sfiducia. Il suo potere è stato in questo "quasi ventennio" molto solido nonostante gli alti e bassi. La sua figura faceva comodo a tutti, Illuminati compresi.
Ma di fronte ad un problema gravissimo, il prestanome diventa pedina di scambio per una pronta reazione: mettere un uomo nuovo, capace di fare meglio del suo predecessore e di essere "digeribile" al fine di proporre la soluzione al problema stesso. Berlusconi probabilmente non è stato propriamente eliminato, ma soltanto messo da parte. Farà ancora comodo per altri importanti ruoli nello scenario politico dell'imminente futuro.

L'equazione PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE di Icke, resta dunque la più coerente e longeva teoria per spiegare i misteriosi fenomeni economico-politici che subiamo da anni, apparentemente senza nessuna logica.

Articolo a cura di Arthur McPaul