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lunedì 23 maggio 2011

Il vulcano Grimsvotn si risveglia con una gigantesca eruzione

Immagine che mostra la nube di cenere che si forma nell'atmosfera sopra l'Islanda dopo l'eruzione di ieri. Credit: Jon Gustafsson/Iceland Out


L’Islanda si conferma come una delle regioni più attive dal punto di vista vulcanico. Dopo la spettacolare eruzione del vulcano Eyjafjallajokull, l’isola trema ancora per l’eruzione di un altro vulcano, Grimsvotn, che si conferma subito tra i più potenti degli ultimi decenni, lanciando una gigantesca nube di cenere fino a 20 km nell’atmosfera. Questa nuova eruzione è stata di gran lunga maggiore rispetto a quella dell’anno scorso che ha fermato per 5 giorni i voli in tutta l’Europa. Magnus Tumi Gudmundsson, geologo dell’Università dell’Islanda, ha spiegato che l’eruzione di ieri è stata la più grande eruzione di Grmsvotn negli ultimi 100 anni.

Altra prospettiva dell'eruzione del vulcano Grimsvotn. La nube si è innalzata velocemente sopra le più alte montagne islandesi, diventando la cosa più alta in questo momento sulla faccia del pianeta. Credit: Jon Gustafsson


“C’è una zona molto grande nel sud-est del Islanda dove in questo momento c’è un buio totale e c’è una pesante caduta di cenere” ha spiegato il geologo. “Ma per fortuna la nube non si sta disperdendo come dopo l’eruzione dell’anno scorso, perché ai tempi di Eyjafjallajokull i venti erano molto più intensi.” Inoltre, il geologo ha spiegato che la cenere è più pesante rispetto al materiale rilasciato l’anno scorso, e quindi sta cadendo a terra più rapidamente.
La cenere sta gettando nella più completa oscurità molte città islandesi e la quantità enorme di cenere ha bloccato non solo i voli ma anche molti altri trasporti, rendendo molto difficile anche respirare in queste zone. La protezione civile sta portando maschere a tutte le persone che abbiano qui, spiegandole che devono rimanere chiuse in casa fino a quando non sarà finita.


Una strada vicino ad una piccola città nel sud-est dell'Islanda. Il sole è oscurato totalmente dalla cenere. Credit: Jon Gustafsson


L’aeroporto Keflavik, il più grande del paese ha chiuso ieri alle 4:30 EDT. La nube sta coprendo interamente l’isola. “La buona notizia e che non è diretta verso l’Europa ma i venti stanno portando il grosso della nube sopra la Groenlandia. Il presidente Obama si trovava vicino all’Irlanda, in volo sul Air Force One, domenica durante l’eruzione, ma la rotta non è stata deviata perché le nubi non erano arrivate ancora. Comunque da oggi i voli Trans-Atlantici verranno deviati dalle vicinanze dell’Islanda, anche se non ci sono i problemi causati l’anno scorso dall’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull.


Immagine ravvicinata del vulcano Grimsvotn. Credit: Jon Gustafsson


Nell’Aprile 2010 gli ufficiali avevano chiuso tutti i grandi aeroporti europei per 5 giorni per via della coperta di cenere che copriva il vecchio continente. Milioni di viaggiatori sono rimasti bloccati ovunque.

La nube oscura di cenere si sta muovendo sopra l'Islanda. Credit: Jon Gustafsson


Altra immagine dello spostamento del fronte di cenere nell'atmosfera dell'Islanda. Credit: McFrikki

Il vulcano Grimsvotn, che si trova sotto il ghiacciaio non abitato, chiamato Vatnajokull, a circa 200 km dalla capitale, Reykjavik, ha cominciato nuovamente la sua attività ieri mattina, dopo che era rimasto silenzioso dal 2004. Gudmundsson ha spiegato che la nuova eruzione è almeno 10 volte più potente rispetto a quella del 2004, che è durata diversi giorni, interrompendo anche alcuni tratti aerei internazionali. Il vulcano Grimsvotn è eruttato anche nel 1993 nel 1996 a nel 1998. Le eruzioni sono durate, in alcuni casi, anche più di qualche settimana.


L'eruzione del vulcano Grimsvotn vista all'orizzonte durante il tramonto. Credit: Jon Gustafsson

Eruzione del Vulcano Grimsvotn. Credit: Jon Gustafsson

La ragione per cui l’Islanda è una regione vulcanica cosi attiva è perché l’isola stessa è nata da vulcani, e si trova proprio sopra l’Atlantic Rift, dove si trovano le placche continentali dell’Europa e dell’America. I vulcani islandesi eruttano molto spesso ed è una delle superfici più giovani dell’Europa.


Immagine satellitare dell'eruzione in Islanda. Credit: NASA

Gudmundsson ha spiegato che è difficile prevedere quanto durerà l’eruzione, ma potrebbe iniziare presto a rallentare il flusso di cenere. “Ci sono alcun segni che l’eruzione si sta attenuando adesso” ha spiegato il gelogo. “Potrebbero vedere il primo segno del declino già da ora e in due o tre giorni potrebbe essere finita”.

Gigantesca colona di cenere che si innalza verso la stratosfera. Credit: Jon Gustaffson

Scariche di elettricità statica all'interno dei pennacchi formati dalla nube di cenere. Credit: Jon Gustafsson

La cenere copre di oscurità le città. L'immagine è stata scattata vicino al vulcano poco prima di sera. Credit: Jon Gustafsson


L'eruzione del Vulcano Grimsvotn è la cosa più visibile all'orizzonte nel sud-est Islandese. Credit: Jon Gustafsson

Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/articoli/scienza-tecnologia/645-il-vulcano-grimsvotn-si-risveglia-con-una-gigantesca-eruzione

domenica 9 maggio 2010

L'Eyjafjallajokull potrebbe cambiare il clima in Europa e causare ancora disagi

La nube del vulcano islandese - spesso battezzato quello dal nome impronunciabile (Eyjafjallajokull) - riporta a terra gli aerei di molti aeroporti per l'oramai noto rischio di danno che potrebbe causare nei motori il suo pulviscolo. L'Europa è vulnerabilissima ai vulcani islandesi per ragioni climatiche, ma il pulviscolo potrebbe spingersi anche nell'estremo nord est americano.

NUBE DENSA. La nube d'Islanda non ci lascerà presto, i vulcanologi hanno dichiarato che l'eruzione vulcanica potrebbe proseguire, tra alti e bassi, per due anni. Nessuno conosce l'entità che avrà nel futuro il pennacchio di fumo e cenere rilasciato in atmosfera.

AMPIA NUBE. Le foto satellitari di questi giorni mostrano l'ampiezza della nube vulcanica e, soprattutto, la sua densità davvero rilevante, persino superiore a quella che si ebbe nell'eruzione di metà aprile.
Per fortuna la nube vulcanica è stata spinta dalle correnti in pieno Atlantico, quasi a lambire la costa orientali del Nord America, e solo una corrente di ritorno ha spostato i residui di un lieve pulviscolo nei cieli iberici, del sud della Francia e dell'Italia nord occidentale. Stavolta i problemi al traffico aereo sono temporanei, infatti è atteso un miglioramento della situazione e già in Spagna si riaprono alcuni scali aerei.

EUROPA VULNERABILE L'Europa è vulnerabilissima alle eruzioni dei vulcani islandesi, in quanto su gran parte del Continente si spingono, specie in quota, i venti provenienti dall'Atlantico che, non di raro, soffiano direttamente dall'area attorno all'Islanda.

CORRENTI FAVOREVOLI. Le configurazioni bariche (Alte e Basse Pressioni) di maggiori rischio si realizzano nel semestre freddo, ovvero da settembre ad aprile, mentre da maggio ad agosto, con l'avvento delle Alte Pressioni sull'Europa e soprattutto nel Mediterraneo, le correnti atlantiche viaggiano a latitudini settentrionali, e devierebbero i fumi del vulcano verso le Isole Britanniche e la Scandinavia.
Ma sul lungo termine le correnti sono imprevedibili, e ben sappiamo che persino nei mesi estivi si possono avere irruzioni d'aria fresca direttamente dall'Islanda verso l'Italia e gran parte dell'Europa.

ESPANSIONE NUBE. Se ciò si verificasse durante l'apice di un'eruzione vulcanica islandese avremmo dei serissimi problemi alla circolazione degli aerei su aree densamente abitate, con ripercussioni a catena nel sistema dei trasporti, divenuto in questi anni sempre più dipendente dall'aereo.
La possibilità che in piena Estate si realizzino i fattori concomitanti sopra descritti è bassa per l'Italia del Nord, scarsissima per le regioni mediterranee. Ma non è da escludere.
Pertanto, se si realizzassero condizioni climatiche favorevoli all'espandersi di denso pulviscolo (quindi, durante una forte eruzione vulcanica) nei cieli europei italiani ci sarebbero disagi per milioni di utenti durante la stagione turistica estiva.
Non vogliamo prevedere catastrofi, d'altronde il massimo del danno che si avrebbe sarebbe quello di avere un collasso dei trasporti, non di certo problemi alla salute.

INVERNO A RISCHIO. Ma se anche in autunno e, soprattutto, d'inverno avessimo altre eruzioni vulcaniche islandesi, ci sarebbero da attendersi altri problemi ai trasporti aerei, ahimè sommati a quelli classici della brutta stagione quando neve, nebbia e ghiaccio son sovente motivo di ritardi o cancellazioni dei voli.

VULNERABILI. Insomma, ci siamo trovati improvvisamente vulnerabili ad un vulcano posto in un luogo remoto dell'Europa, senza che vi siano mai state avvisaglie da parte di qualche scienziato. In Italia si parla di ben altri vulcani e, direi, di ben altri pericoli che si potrebbero verificare nell'ipotesi di una loro eruzione, eppure il vulcano Eyjafjallajokull occupa le prime pagine di tutti i mass media. Il sito web islandese che pubblica le immagini della webcam ha ricevuto medie di 1.000.000 di visite. La gente che non usa mai l'aereo per muoversi, vive Eyjafjallajokull come un incubo che viene da lontano, tanto ne è bombardata da TV, Radio, web, giornali.

CAMBIAMENTI CLIMATICI. Il dibattito sui cambiamenti climatici causati dal vulcano è stato congedato frettolosamente, mentre è provato con dati scientifici che le eruzioni dei vulcani cambiano l'equilibrio del Clima. E' pur vero che il tanto temuto Eyjafjallajokull non pare candidato a superare le emissioni di pulviscoli di importanti eruzioni come quella del Pinatubo, del Mount St. Helens o del Tambora (quest'ultimo fu persino causa dell'anno senza estate e di una diminuzione di trasparenza del cielo tanto che per settimane in tutto il Mondo il Sole apparve con un alone attorno).
Eyjafjallajokull ed altri vulcani potrebbero essere in grado di alterare l'equilibrio del Clima, non è possibile quantificarne l'entità.

Andrea Meloni





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martedì 20 aprile 2010

Il vulcano in Islanda e le possibili ripercussioni sul clima: preoccupazioni fondate?

Il risveglio del potente vulcano islandese, sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull, pone grandi interrogativi sul rischio di effettive influenze sul clima, principalmente legato all'eventuale lunga durata di un'attività eruttiva così forte, su cui non è il momento di creare eccessivi allarmismi.

La nube di ceneri vulcaniche, giunta su parte del Nord Europa grazie alla disposizione dei venti in quota, ha creato una vera e propria paralisi dei trasporti aerei, dato il blocco degli scali aeroportuali britannici, ma anche di Danimarca, Olanda e Belgio. Ricordiamo che le particelle vulcaniche sono in grado di bloccare i motori degli aerei, ma esse in grande quantità possono avere delle conseguenze significative anche in ambito prettamente climatico. L'immagine da satellite, nella giornata di ieri, mostrava molto chiaramente l'espansione della scia marroncina verso il Vecchio Continente, poco sopra il Regno Unito e diretta sulla Penisola Scandinava e sulla Danimarca.

[Foto dal Satellite dei fumi vulcanici, visibile ieri lungo la traccia marroncina passante poco sopra le Isole Britanniche. Photo: NEODAAS/University of Dundee.]

Le polveri vulcaniche possono infatti arrivare ad avere un ruolo importante nello schermare la radiazione solare diretta sul nostro Pianeta, determinando alla lunga dei raffreddamenti climatici. Solamente nel caso in cui la quantità di massa espulsa dal vulcano diventi notevolmente consistente e duratura da estendersi con incisività nella stratosfera, gli effetti arriverebbero ad estendersi all'intero globo. Le particelle di zolfo rilasciate nell'alta atmosferica contribuiscono peraltro a danneggiare lo strato d'ozono. L'ultima volta che un'eruzione vulcanica ha avuto effetti importanti sul clima fu nel 1991, quando il vulcano indonesiano Pinatubo provocò un piccolo raffreddamento globale che fu in grado di frenare, in quel frangente, per almeno un anno, il galoppante "global warming".

Sostanzialmente, se l'eruzione resta a questi livelli l'influenza sul clima sarebbe del tutto scarsa o limitata, se non del tutto assente. Difficile poter dire fin d'ora quanto l'attività vulcanica possa durare a livelli così elevati, ma solo se dovesse intensificarsi o prolungarsi oltre misura si avrebbero conseguenze climatiche degne di nota. Nessuna preoccupazione quindi, se non per il fatto che le eruzioni di questo vulcano sono di solito accompagnate dall'eruzione di un altro vulcano situato nei pressi, il Katla, che si trova sotto il Myrdalsjokull (ghiacciaio appena a est del Eyiafjallajokull come possiamo vedere nella mappa sotto).

[Nella mappa è evidenziata l'attività delle scosse telluriche collegate al vulcano Eyiafjallajokull e vicino poco ad est il vasto ghiacciaio Myrdalsjokull, dove si trova il Katla. Fonte http://en.vedur.is]

Le eruzioni di questo secondo vulcano sono di solito molto più potenti ed il ghiacciaio annesso al Katla è molto più grande, col rischio di portare quindi a un evento alluvionale del Markarsfljot, il fiume che raccoglie le acque scaturite da entrambi i ghiacciai, ancora più potente di quella in atto di cui possiamo vedere un particolare in questa foto in basso.

[Un particolare del fiume Markarsfljot, evidentemente in piena e straripato con le conseguenti alluvioni nei pressi del vulcano. Fonte http://inapcache.boston.com, credit HALLDOR KOLBEINS/AFP]

[L'eruzione vulcanica vista da vicino, l'immagine si riferisce al 14 Aprile. Fonte http://inapcache.boston.com, credit HALLDOR KOLBEINS/AFP]

Nei prossimi giorni le correnti continueranno a soffiare in alta quota con prevalente componente nord-occidentale sull'Europa e di conseguenza le nuvole di cenere, all'inizio della prossima settimana, potrebbero essere ancora convogliate verso gran parte dell'Europa centrale sino a giungere sulle zone alpine. Ora non resta che attendere di vedere come evolverà l'eruzione nelle prossime settimane, per valutare più approfonditamente l'eventualità concreta di una possibile influenza a livello generale del clima delle zone almeno vicine. Si parla da tempo della possibilità di un'estate 2010 più fresca della norma in Europa e non solo per via di vari fattori fra i quali la bassissima attività solare che ci trasciniamo avanti nell'ultimo periodo. In realtà, gli ultimi dati termici di Marzo smentiscono qualunque frenata del riscaldamento globale e il periodo di El Niño, che solo adesso ci stiamo per lasciare alle spalle, di solito ha sempre favorito estati in genere relativamente calde sul Vecchio Continente e sul Mediterraneo. Di certo, in conclusione, se davvero ci dovessimo trovare dinanzi ad un'eruzione vulcanica particolarmente significativa e duratura, allora tutti questi discorsi andrebbero ampiamente rivalutati.

Mauro Meloni [meteogiornale.it]

 


Nell'atmosfera italiana presenze di particolato. La nube è arrivata

Ieri, 19 Aprile, la nube del vulcano “E” (Eyjafjallajokull) è stata avvistata per la prima volta sull’Italia da alcuni dei gruppi della rete Aeroclouds, un progetto di ricerca italiano coordinato dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr (Isac-Cnr). La nube è stata rilevata in mattinata su Firenze e a Monte Cimone (Appennino Modenese) e nel pomeriggio su Roma. Il fenomeno prosegue tuttora (20 APRILE ore 12) con caratteristiche non dissimili da quelle di ieri. Finora la concentrazione del particolato nella nube è nettamente più bassa di quella generalmente mostrata, ad esempio, dai trasporti di sabbie sahariane che interessano la nostra regione il 25% dei giorni dell’anno.
Il radar-laser (Lidar) dell’Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara” del Cnr di Firenze ha rilevato la presenza della nube tra i 2000 e i 3000 m di altezza il 19 aprile. Simulazioni modellistiche delle traiettorie a queste quote confermano la provenienza di quest’aria dall’Islanda. Cattive condizioni meteo hanno ridotto l’operatività del Lidar nel pomeriggio e nella mattinata del 20 aprile.
Le osservazioni condotte dall’Isac-Cnr presso la Stazione “O. Vittori” di Monte Cimone (Mo) hanno evidenziato, a partire dalle ore 11:00 del 19 Aprile, un aumento della concentrazione del particolato atmosferico, sia nella frazione fine che grossolana. Il fenomeno si è intensificato a partire dalle ore 22:00 dello stesso giorno, con punte massime di PM10 pari a circa 30 μg/m3 nel corso della mattinata del 20 Aprile. Tali valori non sono tuttavia più elevati di quelli che si registrano a Monte Cimone in concomitanza dei fenomeni di trasporto di sabbia sahariana che regolarmente interessano il Sud Europa.
I radar-laser (Lidar) dell’Isac-Cnr di Roma hanno rivelato la presenza della nube tra i 2000 e i 4000 m di altezza nel pomeriggio del 19-4 e nella notte 19-20 aprile. La concentrazione stimata delle polveri era dell’ordine dei 15 μg/m3. Alle 12 del 20 aprile la posizione della nube è sostanzialmente invariata e leggermente diminuita in concentrazione.
In realtà la nube non è una sola, più strati viaggiano a quote diverse a seconda di quando e a quale quota il vulcano li ha immessi in atmosfera. Ad esempio, un aumento del segnale lidar registrato il 19-4 a Roma tra 8 e 14 km di quota è anch’esso compatibile con masse d’aria provenienti dall’Islanda.
Il monitoraggio della rete CNR Aeroclouds prosegue.[ecoblog]

Eyjafjallajökull: aggiornamento del 20 aprile 2010 e approfondimenti

L'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull  osservata il, 19 aprile 2010, con la Advanced Spaceborne Thermal Emission e Reflection Radiometer (ASTER), strumento a bordo di veicoli spaziali della NASA. La nuova immagine mostra una colonna eruttiva bianca  trasportata dai venti verso sud. L'immagine è dominata dal colore grigio, nuvole cariche di cenere eruttiva dispersa a sud e ad est dal vento, che soffia dalla costa meridionale dell'Islanda verso l'Europa. Le aree di colore rosso vivo segnano la lava calda dalla bocca corrente (in alto a sinistra), che fluisce dalla prime fasi dell'eruzione (al centro in alto). Il materiale ad alta temperatura è rivelato dalle bande infrarossi e termico dell'ASTER.
Questa immagine ha una superficie di 58,6 da 46,8 km (36,3 di 29 miglia). La risoluzione è di 15 metri (49 piedi) per pixel. [fonte NASA]

Il punto della situazione.
Queste giornate caotiche sono state soprattutto segnate dai disagi per i passeggeri aerei. In realtà, è stato soltanto un grande spettacolo della natura. Come spesso accade in questi casi, i grandi media televisivi si sono prevalentemente occupati dell'aspetto economico e sociale del fenomeno, tralasciando quello scientifico, di cui per fortuna si è preso cura internet, con i blog come questo e soprattutto i grandi portali metereologici.
Il vulcano impronunciabile adesso fa meno paura e sembra che sia falsa la notizia diramata ieri dall'ANSA che si sia risvegliata anche il Katla, vulcano adiacente all'Eyjafjallajökull, ma ben disastroso nelle sue passate esplosioni.
La fine del mondo sembra ancora una volta rinviata dunque, per grande dolore dei catastrofisti, che la vorrebbero in ogni spettacolo o disastro della natura. Ci resta adesso una serie di foto, di video, di materiale di incredibile valenza scientifica e soprattutto l'ennesimo segno che la Terra, probabilmente sta entrando in una nuova attivissima fase geologica. 
 
Arthur Mcpaul

La situazione della nube di cenere e metereologica

L'interesse degli appassionati di meteo e clima è catturata, da qualche giorno, dall'imponente eruzione vulcanica che si sta manifestando in Islanda. Una colonna di gas e polveri si è innalzata in atmosfera causando enormi disagi ai trasporti aerei e ora anche vari aeroporti del Nord Italia sono stati chiusi. La nube vulcanica, sospinta da correnti favorevoli, è giunta nell'Italia Settentrionale, anche se gli effetti non sono certo paragonabili a quanto avvenuto su altri Paesi. Ora cresce la curiosità su quelli che potrebbero essere i risvolti climatici, sappiamo difatti che in passato altre eruzioni provocarono modificazioni, seppur temporanee, delle condizioni climatiche. Staremo a vedere, intanto è giusto concentrarsi sul tempo di oggi, perché come saprete è in atto un nuovo cambiamento.

Una circolazione d'aria fresca e instabile sta penetrando nelle regioni Settentrionali e all'alba i cieli si presentano costellati di nubi su Emilia Romagna, Triveneto e parte del Centro. Le piogge, in forma di rovescio, cadono su varie zone, in particolare sul territorio emiliano romagnolo, nella piana veneta, sulle Marche e fino all'Umbria. Sono i primi fenomeni, che preannunciano la fine di quella pausa soleggiata che ieri, in vari momenti della giornata, ha tentato di conquistare le nostre regioni.
Sole che spesso è stato spodestato dall'irruzione di cumuli pomeridiani, dettati dal crescente riscaldamento diurno e manifestatisi principalmente nelle zone interne e in prossimità dei rilievi. Con essi non sono mancate le precipitazioni, solitamente in forma di rovesci di pioggia e di qualche temporale. Oggi l'instabilità registrerà una escalation, gli apporti freschi da est acuiranno i contrasti termici sul Nord Italia e gli scrosci di pioggia si manifesteranno un po' dappertutto. Nelle prossime ore le prime precipitazioni cadranno nel Ponente Ligure e sul Basso Piemonte, proseguiranno sull'Emilia Romagna e nelle ore più calde si estenderanno alle zone alpine e prealpine.

In qualche circostanza serviranno gli ombrelli per gran parte del giorno, ad esempio in zone come il Cuneese e gran parte del territorio emiliano romagnolo. Nel corso della sera pare che qualche rovescio possa sconfinare anche verso altre zone del Piemonte e nelle aree più meridionali delle pianure lombarda e veneta. E non solo, considerato che l'instabilità s'accrescerà sensibilmente anche al Centro - soprattutto in zone interne e prossime ai rilievi - potrebbe persistere qualche isolato acquazzone nel Pesarese e sulla Toscana del Nord.
Gli acquazzoni non risparmieranno neppure le altre regioni peninsulari, gli aggiornamenti mattutini non vedono sostanziali variazioni rispetto alle emissioni precedenti, nel senso che confermano la crescita delle nubi su tutta la dorsale appenninica e nell'entroterra sia della Sardegna che della Sicilia. Ombrelli a portata di mano, quindi, e un po' di prudenza per chi avrà scelto di trascorrere il sabato in montagna. Non mancheranno alcuni temporali e per poter assistere a un graduale miglioramento occorrerà attendere le ore serali. Sappiamo infatti che venendo a mancare l'ingrediente fondamentale che nutre l'instabilità, ovvero il riscaldamento diurno, si dissolveranno le nubi e di conseguenza cesseranno i fenomeni.

Un piccolo cenno ai venti. Si orienteranno dai quadranti orientali su gran parte delle regioni Centro Settentrionali, con rinforzi di Bora in alto Adriatico e di Tramontana allo sbocco delle valli occidentali liguri. Ovviamente, rispetto ai giorni passati, è previsto anche un calo delle temperature massime, causato principalmente dalla presenza delle nubi e delle precipitazioni. [Meteogiornale]


Le eruzioni del vulcano islandese in un intenso e spettacolare video d'archivio




L’eruzione in Islanda può essere stata causata dal GW???

Il nome del vulcano islandese che ha riempito le cronache dei giornali, televisioni e commenti su vari blog, ha un nome assolutamente impronunciabile, Eyjafjallajokull, ma d´ora in poi lo chiameró con altri nomi, tanto capirete lo stesso. Anche in questo caso la globalizzazione ha permesso a tutti di vedere cosa stava succedendo in tempo reale, ma il tempo reale ha peró avuto un piccolo neo. Non ho ancora ascoltato fino ad oggi nessun guru dell´AGW dare la colpa delle eruzioni al riscaldamento globale causato dall´uomo e quindi alla CO2.

Ma siccome la madre degli stupidi é sempre gravida mi aspetto da un momento all´altro qualche idiozia in merito.
E tanto per dare l´idea a qualche lettore che ancora crede alle stupidaggini dell´AGW ne suggerisco almeno 3 che mi sono venute in mente.
1) L’aumento costante e crescente dei mari e degli oceani dovuto allo scioglimento dei ghiacciai mondiali della calotta polare artica, antartica e marziana ha fatto infiltrare acqua salina all’interno delle faglie idriche profonde dell’Islanda. L’acqua scendendo negli strati più profondi è venuta a contatto con il magma fuso del vulcano sottostante il ghiacciaio con quel nome e ha scatenato l’eruzione.
2) Il ghiacciaio col nome impossibile si sta sciogliendo come tutti i ghiacciai in giro per il mondo a causa dell´aumento delle temperature globali causate dall´aumento della CO2 presente nell´aria e il contatto dell’acqua con il magma sottostante ha dato il via all’eruzione.
3) Questo è solo il primo evento. Eminenti studiosi e scienziati del Met Office, della Nasa della Columbia University , del CRU e della croce rossa, prevedono che vi sarà una reazione a catena e un po’ alla volta tutti i vulcani della Terra torneranno in attività, magari anche quelli spenti da milioni di anni, e soprattutto le grandi caldere come Yellowstone esploderanno entro il 2100 a causa dell´aumento della temperatura globale di oltre 2° C.

Poi ci sono le ipotesi catastrofistiche della New Age.
1) Questa eruzione e i terremoti presenti e futuri erano giá stati ampiamente descritti dai Maya nel codice di Dresda. Dicembre 2012 si sta avvicinando e con lui la distruzione della Terra.
2) Sono i segnali indiscutibili dell´avvicinarsi di pianeti sconosciuti che orbitano oltre il sistema solare., e che si avvicinano a noi ogni 28329 anni e 4 mesi.
3) Sono gli abitanti di pianeti sconosciuti che entrano nella nostra dimensione e per mostrare la loro potenza fanno succedere terremoti a catena, tsunami, cicloni, solchi nel grano, eruzioni vulcaniche e anche eruzioni cutanee tipo foruncoli.
Potrei anche continuare ma mi fermo qui perché sono sicuro che tra poco, se giá non é avvenuto, sentirete queste storie.

Io spero solo che le ceneri servano ad abbassare le presunte temperature globali di qualche decimo di grado, ma non ci credo molto, convinto come sono che il 2010 deve essere per forza il piú caldo della storia dell´umanitá. Un poco come quanto dichiarato dal GISS secondo cui il mese di marzo in Finlandia é stato con temperature quasi estive con una temperatura a Sodankylä che ha raggiunto una media di + 1,5°C.




Peccato peró che i servizi meteo finlandesi non sono della stessa opinione dei nostri fantastici riscaldatori globali.
E il meteorologi finlandesi, termometro in mano, dicono che la temperatura media di Sodankylä in questo mese di marzo é stata di -10,3 ºC, tre gradi inferiore del valore medio del 1971 -2000 (-7,5 ºC).
Il valore medio dato dal GISS é solamente di quasi 12° c. superiore!!
Sará anche questo solamente un piccolo errore come quello dei ghiacciai himalaiani. Certo é che tutta quella zona rovente é molto sospetta!
Ecco anche perché mi attendo a breve qualche idiozia da parte di questo bando di incompetenti riguardo alle eruzioni vulcaniche islandesi.

a cura di SANDRIO fonte New Ice Age
 


Il bollettino ANSA (20 aprile 2010 ore 9:42)

MALPENSA (VARESE) - Sono ripartiti i voli nazionali dagli aeroporti milanesi di Malpensa e di Linate, dopo la riapertura, alle 8, dello spazio aereo del nord Italia. A Malpensa il primo a staccarsi dalla pista è stato un aereo AirOne diretto a Palermo, mentre a Linate è stato un Alitalia per Bari, alle 8:15. Decolli e atterraggi, come previsto, stanno riprendendo gradualmente.

ALLE 7 PRIMI VOLI DA FIUMICINO PER MILANO. ENAC, SITUAZIONE IN EVOLUZIONE MA CIELI ITALIANI RIAPERTI
Un Alitalia per Milano Malpensa e un Klm per Amsterdam. Sono stati questi i primi due voli a partire alle 7 dall'aeroporto di Fiumicino alle prese, così come tutti gli altri scali aerei europei, con le ripercussioni sul traffico aereo per la nuvola di cenere provocata dall'eruzione del vulcano islandese. "Così come annunciato ieri sera dall'Ente nazionale dell'aviazione civile, si riaprono i cieli italiani", ha detto il direttore Enac del Leonardo da Vinci, Vitaliano Turrà. "Ovviamente - ha sottolineato Turrà - è una situazione in continua evoluzione. Dopo aver registrato questa mattina le prime partenze, compreso un collegamento per Praga, altre ne seguiranno per varie destinazioni. Adesso stiamo attendendo il primo decollo per Verona. Aspettiamo - ha concluso - che i vettori siano pronti per cercare di coordinare i piani di volo per concedere gli slot".

AEROPORTO CATANIA APERTO,VOLI VERSO IL NORD  
Forli', Venezia, Verona e Torino sono le prime citta' del nord raggiungibili da stamattina dall'aeroporto di Catania Fontanarossa alla luce della graduale ripresa dell'attivita' di questi scali decisa dal'Enac. Dalle prime ore di oggi, sono gia' regolarmente decollati gli aerei destinati a Roma Fiumicino e Malta La Valletta. Il primo volo per Milano, con la compagnia Wind Jet che ha base d'armamento proprio a Catania Fontanarossa, parte per le 10.30. La notte scorsa sono atterrati a Catania aerei provenienti da Mosca, Barcellona, Roma, Pescara e Brescia.
 
AEROPORTO TORINO, RIPRESI VOLI NAZIONALI  
E' di nuovo operativo l'aeroporto di Torino Caselle: il primo volo, un Blu Express per Roma, e' partito alle 8,30, mentre sono in fase di decollo i collegamenti Alitalia per Roma delle 9,05 e per Napoli delle 9,10. La situazione - secondo la Sagat, la societa' che gestisce lo scalo torinese - e' tranquilla, con normali code ai check in.
In Europa si tornerà a volare, in modo graduale e coordinato. Lo hanno deciso i ministri dei Trasporti Ue, dopo un Consiglio straordinario. Riapertura graduale dello spazio aereo anche in Italia dalle 8, ha deciso l'Enac, precisando che riprenderanno innanzitutto i voli nazionali sulla direttrice da Nord a Sud e viceversa.

Intanto un secondo vulcano è entrato in eruzione in Islanda: lo annunciano messaggi Twitter e siti tra i quali quello americano di Msnbc, basandosi sulle immagini di webcam islandesi che mostrano un vasto pennacchio sul vulcano Hekla, vicino allo Eyajafjallajokull la cui eruzione paralizza da giovedì il traffico aereo in Europa.

OGGI OK A 3/4 VOLI INTERNAZIONALI PARIGI
Dagli aeroporti parigini di Roissy Charles de Gaulle e Orly saranno assicurati oggi progressivamente i tre quarti dei voli internazionali. Lo ha annunciato il ministro dell'Ecologia Jean Louis Borloo.

LUFTHANSA, OGGI PREVISTI 200 VOLI, IL 15% 
La compagnia aerea di bandiera tedesca Lufthansa prevede per oggi "circa 200 voli", circa il 15% del suo traffico normale. Lo fa sapere un portavoce della compagnia.
 
BRITISH ANNULLA VOLI MEDIO E CORTO RAGGIO 
La compagnia aerea britannica British Airways (Ba) ha annunciato che annulla per oggi tutti i suoi voli a medio e corto raggio in conseguenza della nube di cenere vulcanica islandese.
 
IRLANDA PROLUNGA CHIUSURA FINO ALLE 14 
L'Irlanda ha deciso oggi di prorogare la chiusura dello spazio aereo ''almeno'' fino alle 14:00 (ora italiana). Lo hanno detto le locali autorita' del volo.
 
GB, NUOVA NUBE PUNTA VERSO SUD-EST
"L'eruzione del vulcano in Islanda si è intensificata e una nuova nube di cenere si spande a sud e ad est, in direzione della Gran Bretagna": questo il testo dell'annuncio fatto dall'agenzia per il controllo dei voli britannica, il Nats, in un comunicato. "Le ultime informazioni provenienti dai servizi meteorologici - si afferma inoltre nella nota - mostrano che la situazione peggiora in qualche zona". Un comitato di crisi presieduto dal premier britannico Gordon Brown si è riunito ieri sera a Londra per analizzare le ultime informazioni riguardanti la nuova nube di cenere che si dirige verso il Regno Unito.

NORVEGIA, NUOVA CHIUSURA PARTE SPAZIO AEREO
La Norvegia ha deciso di chiudere nuovamente parte del suo spazio aereo per la minaccia della nube di cenere vulcanica islandese. Lo comunicano le autorità norvegesi. "I corridoi (aerei) del sud-ovest del Paese sono di nuovo chiusi a causa della nube di ceneri", ha dichiarato un portavoce di Avinor, l'ente per l'aviazione civile norvegese, aggiungendo che viene chiuso l'aeroporto di Bergen, il secondo del Paese. I corridoi al di sopra dell'aeroporto di Oslo restano invece aperti, ha aggiunto il portavoce, Sindre Aanonsen. La Norvegia, il primo Paese a chiudere parzialmente i suoi cieli dall'inizio dell'eruzione del vulcano islandese, da domenica sera aveva praticamente riaperto la totalità del suo spazio aereo e tutti gli aeroporti, compreso quello di Oslo. Restano invece chiusi i corridoi dei pozzi petroliferi del Mare del Nord.

POLONIA: CHIUSO SPAZIO AEREO 
Restera' chiuso oggi lo spazio aereo su tutti gli aeroporti polacchi. Lo ha annunciato un portavoce dell'Agenzia nazionale di navigazione aerea.
 
DANIMARCA, SCALI CHIUSI FINO 2 DI DOMANI 
La Danimarca ha prolungato la chiusura dei suoi aeroporti almeno fino alla 2:00 di mercoledi' (stessa ora italiana), ma mantiene aperto il suo spazio aereo sopra i 6.000 metri di altitudine. Lo ha annunciato l'organo di controllo del traffico aereo Naviair.
 
BELGIO, DALLE 14 RIPARTE 50% DEI VOLI  
Lo spazio aereo del Belgio ha riaperto, come previsto, alle 8 di questa mattina, ma le prime partenze si avranno solo dalle 14 e per oggi tornera' a volare soltanto il 50% degli aerei. E' quanto fa sapere il portavoce dell'aeroporto di Bruxelles. Il maggiore scalo belga, Zaventem, riaprira' per i decolli solo a partire dalle 14. Prima di quell'ora partira' solo qualche aereo diretto in Africa. Nel pomeriggio, riprenderanno gradualmente a volare anche gli altri aerei diretti verso destinazioni europee.
 
ERUZIONE COSTANTE, NUVOLA CENERE PIU' BASSA 
Continua ed è costante l'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull, nel sud dell'Islanda anche se la nuvola di cenere appare più bassa che nei giorni scorsi. Lo dice l'ufficio meteorologico islandese. L'eruzione "continua, è costante, sembra più o meno lo stesso di ieri", ha dichiarato una responsabile dell'ufficio meteo, Sigtrudur Arnsdottir. "Abbiamo appreso la scorsa notte che ora sta uscendo più lava". Per un altro meteorologo, Bjorn Einarsson, i tremori (sismici) nel vulcano sono aumentati leggermente, ma questo non dà alcuna indicazione sull'intensità dell'emissione di ceneri", anche se l'eruzione "è diventata a prevalenza lavica", ha proseguito. "Abbiamo avuto notizie da un pilota circa un'ora fa che la colonna (di cenere) era a 5.000 metri. Ci sembra che sia abbassata", ha aggiunto Einarsson.
 
CNR: NUVOLA SULL'ITALIA, FENOMENO LIMITATO
La nube di ceneri continua a girare sull'Europa ma si sta diluendo. La sua coda meridionale, che ha già toccato l'Italia e che domani avrebbe dovuto scendere a sud della Toscana, secondo le ultime previsioni verrà spinta invece verso occidente, passando nelle prime ore di domani sulla Sardegna e sulla parte nord della Sicilia. Le ricadute dovrebbero comunque essere trascurabili o nulle.

Secondo l'ultimo bollettino della Vaac (Volcanic Ash Advisory Center), anche se il magma continua a fuoriuscire dal vulcano, l'eruzione di cenere "é virtualmente finita". Ci sarebbero ormai 'solo piccole quantita' di cenere che superano i 2 mila metri di quota, e non c'é cenere al di sopra degli 11 mila metri, quindi nulla è andato nella stratosfera". Ciò significa che la nuvola andrà ad esaurirsi naturalmente in tempi brevi.

Le ceneri emesse più recentemente dallo Eyjafjallajokull vengono spinte invece dai venti verso il nord-est dell'Europa e probabilmente andranno a finire in Siberia. In ogni caso - è opinione concorde dei metereologi - la situazione per il traffico aereo dovrebbe tornare normale a breve.

 
CACCIA NATO COLPITO DA EFFETTI NUBE
Un caccia F-16 della Nato ha subito gli effetti della nube di cenere vulcanica islandese durante un volo in Europa. Lo indica un  responsabile militare Usa. In uno dei motori sono state trovate tracce di polvere vetrificata. Il ritrovamento sottolinea i timori legati alle possibili conseguenze per i velivoli che  attraversano la nube, ha notato ancora il responsabile militare Usa.


EUROPA SPACCATA A META', FERMO IL 70% DEI VOLI
E' POLEMICA SU GESTIONE CRISI, VERTICE MINISTRI TRASPORTI UE

L'Europa resta divisa a metà a causa della nube sprigionata dal vulcano islandese che ha trasformato il continente in una grande 'no-fly zone': Eurocontrol, l'ente europeo per la sicurezza dell'aviazione civile, prevede la cancellazione del 70% dei 28.126 voli per oggi, concentrata soprattutto nei paesi del centro nord dove ancora persiste la presenza delle ceneri vulcaniche. A volare non saranno più di 8-9 mila voli, il 30% di quelli stimati in tutta la Ue e la metà di quelli previsti nell'intero continente europeo.
La nube si è diradata in particolare sul Mediterraneo e sulla Scandinavia, consentendo la ripresa dei voli in Spagna, Portogallo, sud della Francia, parte dell'Italia (dove i voli al nord sono stati però sospesi dopo appena due ore di apertura) e Slovenia, e poi ancora Norvegia, parti della Svezia e della Finlandia, Polonia e Bielorussia. Restano bloccati invece i collegamenti aerei in Gran Bretagna, Olanda, Germania, Francia e Belgio. In sei giorni, il traffico aereo è passato dallo 0,6% in più di mercoledì scorso al circa -80 di ieri e al -70 previsto di oggi, con danni economici enormi per le compagnie aeree, stimati dalla Iata, l'associazione internazionale che raggruppa 270 vettori nel mondo, in 250 milioni di dollari al giorno. In Borsa, i titoli dei principali vettori nazionali hanno accusato perdite fino al 5%.  Per far fronte all'emergenza, Bruxelles - ha riferito il commissario europeo alla concorrenza Joaquin Almunia - sta pensando di utilizzare gli stessi strumenti di aiuto alle compagnie aeree che vennero usati all'indomani dell'11 settembre 2001, dopo l'attentato alle Torri gemelle. Ma le polemiche sulle misure precauzionali finora adottate, considerate eccessive da molte compagnie aeree, non si placa. La Iata, in particolare, ha espresso la propria "insoddisfazione" sulla gestione della crisi causata dalle ceneri islandesi e ha reclamato una decisione fondata sui "fatti".
L'associazione ha chiesto ai governi l'apertura di "alcuni corridoi" per consentire la ripresa dei collegamenti principali, anche sulla base dei risultati di voli di prova effettuati da alcune compagnie che hanno attraversato la nuvola di cenere senza conseguenze. Peggiorano i disagi per migliaia di cittadini europei bloccati all'estero. In Gran Bretagna si sta mobilitando anche la marina militare per riportare a casa 15 mila britannici, che saranno raccolti in Spagna. Il vulcano islandese Eyjafjallajokull nel frattempo non smette di eruttare e la nube, secondo i meteorologi del Met Office britannico, potrebbe arrivare in giornata sulle coste orientali del Canada.

ATTERRAGGIO EMERGENZA AEREO NORVEGESE

Momenti di paura per i 17 passeggeri di un volo low cost nel nord della Norvegia che ha dovuto effettuare un atterraggio d'emergenza per la rottura improvvisa di un motore, causata forse dalla nube di ceneri vulcaniche provenienti dall'Islanda, secondo quanto riferisce il sito online del quotidiano islandese 'Morgunbladid'. L'aereo della compagnia regionale norvegese Wideroe, di proprietà della Sas, è stato costretto ad un atterraggio d'emergenza nell'aeroporto di Bodoe, nel nord della Norvegia. "Si tratta di una procedura standard quando un motore non funziona", ha spiegato il portavoce della compagnia aerea, Richard Kongsteinen. I tecnici della compagnia aerea norvegese stanno ora valutando se la rottura del motore sia stata provocata dalla cenere del vulcano islandese, che ha messo in ginocchio il trasporto aereo in quasi tutta Europa.
 


lunedì 19 aprile 2010

L'apocalisse di fuoco, ghiaccio e fulmini del vulcano Eyjafjallajökli




Contrariamente a quanto annunciato in precedenza l'attivita' eruttiva del vulcano islandese Eyjafjallajoekull e' aumentata. Dopo 5 giorni dal cratere e' stata emessa una nuova grande nube di cenere che si dirige verso il Regno Unito. Lo riferiscono le autorita' aeree britanniche . Fonte

Nella foto in alto, vediamo il pennacchio di fumo del vulcano Eyjafjallajökli ripresa dal satellite della NASA Dundee ieri 19 aprile alle ore 12:52.

Ma ripercorriamo tutto dall'inizo:

Già da tempo i geologi avevano ripreso numerose colate laviche dalle crepe. Questa foto è del 1 aprile 2010


In questa splendida veduta, la cima del vulcano islandese, che da qui a poco esploderà con tutta la sua devastante potenza. Era appena il 7 aprile 2010. Tutto sembrava ancora tranquillo anche se i sismografi registravano già le prime anomalie.


Solo sette giorni. Quello che poteva essere un remoto incubo, un'ipotesi statisticamente lontana, si materializza con devastante potenza. Nella foto in alto del 14 aprile, una delle prime riprese aeree dell'imponente pennacchio di fumo che si alza dalla cima del vulcano islandese. Inizia lo spettacolo.


Ed ecco che il pennacchio si inizia ad alzare nell'atmosfera assumendo i tratti di un grandioso fuoco d'artificio. Ma in molti già iniziano a temere che possa trattarsi anche dell'inizio di una devastante sciagura. Per fortuna, la zona adiacente allo scoppio della caldera è poco popolata ed era già stata evacuata per tempo.


Quel fiume bianco che vedete, è la neve sciolta a pressioni e temperature elevatissime, che dal ghiacciaio che copriva la caldera dell'Eyjafjallajökli scende a valle, trascinando strade, ponti e case. Una alluvione vulcanica è un fenomeno rarissimo che abbiamo avuto la fortuna di vedere, nonostante sia pur sempre una grande sciagura naturale.


In questa foto scende fino a mare il fiume di fango, cenere e silicio, che scendendo vertiginosamente dal monte vulcanico, giunge nelle acque gelide dell'oceano. Uno spettacolo nello spettacolo.


Ecco un'altra immagine del vulcano, ripresa sempre il 14 aprile. Il pennacchio bianco sia alza fino circa 8 km da terra. Inizia fin da subito l'incubo per le ceneri. Londra trema.


Il 15 aprile, tutti i media iniziano ad interesarsi all'eruzione. I satelliti metereologici e climatici iniziano a puntare i loro occhi sul vulcano irruente. In questa foto, ripresa dal satellite TerraSAR-X, vediamo dallo spazio il pennacchio di fumo spostarsi verso sud-est, in direzione verso l'Europa continentale.


16 aprile 2010, ore 23:00 locali. Il mondo intero guarda allibito le spettacolari immagini del maestoso vulcano Eyjafjallajökli. Fuoco, fiamme, ceneri, ghiaccio e fulmini. La forte presenza di cariche elettrostatiche nelle nubi cariche di vapore acqueo e silicio, generano fulmini che si schiantano sulla bocca del vulcano. Il buio facilita l'osservazione. E' uno spettacolo rarissimo e di recente studio. Il pennacchio di fumo lambisce l'Inghilterra e da li a poco tutta l'Europa dei trasporti aerei sarà paralizzata dalle ceneri.


16 aprile 2010. Il fiume di detriti, acqua e fango che si riversa in mare dalla cima del vulcano.


Il giorno 17, non si attenua l'eruzione. L'Europa ha paura. I voli vengono sospesi. Alcuni climatologi iniziano a temere che il clima possa raffreddarsi a causa delle ceneri che depositandosi nell'alta atmosfera potrebbero bloccare i raggi solari. Il pennacchio si dirige anche verso l'Italia.


In questa immagine si può chiaramente vedere il pennacchio di fumo che ancora si alza violentemente dalla bocca vulcanica. L'eruzione è ancora nella sua fase viva e non accenna a fermarsi. La Terra sembra voler sprigionare tutta l'energia che ha accumualto in 200 anni di pausa.


 Foto aerea della bocca del vulcano e del maestoso pennacchio che arriva a 10 km di altezza.


19 Aprile. L'eruzione sembra calare leggermente di intensità. Le cenri hanno coperto l'Europa e arrivano anche in Italia, lambendo la Toscana. Ghiacchio e fumi incandescenti in queste spettacolari foto aeree. 


Si inizia ad intravedere una tregua nella violenza delle eruzioni. I geologi parlano di lava liquida e meno pennacchi. Ma a pochi km di distanza, numerosi sismi annunciano che forse l'intera area si sta risvegliando. Alcuni climatologi danno la colpa dell'eruzione al Global Warming. In molti temono che le antiche profezie sul 2012 in fondo siano vere. Statistiche, casualità, natura che si ribella. Il dio islandese adesso sta sprigionando la sua energia ed è giusto che sia così, come è sempre stato fin dagli inizi dei tempi per qualsiasi vulcano della Terra.

a cura di Arthur McPaul























Anche l'Hekla sta eruttando!!! E se eruttasse anche il Katla? il punto della situazione 19 aprire ore 19:00


Fonti ANSA di pochi minuti fa (18:30 ora locale) affermano che anche l'Hekla, vulcano limitrofo è in eruzione. Ma Non tutti sanno che vicino al vulcano Eyjafjallajökull che in questi giorni sta gettando nel panico tutta l'Europa, esiste un secondo vulcano, chiamato Katla, la cui attività è strettamente correlata al primo.
Le ultime tre volte che l'Eyjafjallajökull ha eruttato (nel 920, nel 1612 e nel 1823), ha puntualmente messo in moto anche il vulcano Katla, ben più grande e insidioso. L'eruzione del 1755 ad esempio, fece sciogliere il ghiacciaio che lo ricopriva, gettando in mare una quantità impressionante di acqua.
«Il vulcano Katla è tenuto sotto controllo dai nostri sistemi di monitoraggio», assicura Magnus Tumi Gudmundsson, professore di geofisica all'Università di Reykjavik. «Al momento, non ci sono segnali che l'eruzione in corso stia avendo effetti sul vulcano Katla». Secondo le autorità islandesi, nonostante stia crescendo la fuoriuscita di lava, i crateri dell'Eyjafjallajökull non si stanno allargando. «L'anidride solforosa può avere effetti devastanti sul clima – ammette Thor Thordarson, un esperto di vulcani islandesi che lavora all'Università di Edinburgo – ma al momento non pare che si possano avere effetti climatici significativi da questa eruzione. Se il fenomeno si arresterà presto, non avrà impatti rilevanti sull'atmosfera». Resta il fatto che nessuno è in grado di predire con certezza cosa accadrà. L'ultima volta che l'Eyjafjallajökull ha eruttato, è andato avanti per mesi.

Questi vulcani fanno parte del sistema vulcanico del Laki.

L’eruzione ebbe inizio l’8 giugno 1783, quando avvenne l’apertura di una faglia con 130 crateri a causa di esplosioni freatomagmatiche provocate dal contatto tra il magma e l’acqua del sottosuolo. Iniziata con esplosioni di tipo pliniano, l’eruzione si fece meno violenta nel corso dei giorni seguenti, assumendo caratteristiche prima stromboliane e poi hawaiiane. Enormi fontane di lava cominciarono ad espellere enormi quantità di basalto. L’eruzione è stata classificata al sesto livello nell’Indice di Esplosività Vulcanica (VEI). Le emissioni di aerosol di acido solforico avvenute negli otto mesi successivi comportarono rilevanti effetti nel clima e nella società dell’intero emisfero boreale.

Durante l’eruzione, conosciuta in Islanda anche come Skaftáreldar ("fuochi del fiume Skaftá") o Siðueldur, vennero espulsi, secondo alcune stime, 14 chilometri cubi di basalto, mentre il volume totale del tephra emesso fu pari a 0,91 chilometri cubi.. Altre stime affermano che le fontane di lava raggiunsero un’altezza compresa tra 800 e 1.400 metri. La colonna di gas, polveri e cenere raggiunse un’altitudine di circa 15 chilometri, oltrepassando dunque il limite della troposfera, e gli aerosol solforici furono dispersi nell’atmosfera di tutto l’emisfero settentrionale. La foschia e la ricaduta di polveri sulla Gran Bretagna valsero all’estate del 1783 il nome di “sand-summer”-

L’eruzione continuò fino al 7 febbraio 1784, sebbene la maggior parte del basalto fu emesso nei primi cinque mesi dall’inizio dell’evento. Il Grímsvötn continuò ad eruttare fino al 1785. Le 8 milioni di tonnellate stimate di fluoro gassoso e le 120 milioni di diossido di zolfo emesse nel corso del fenomeno andarono a costituire sull’Europa quella che fu chiamata “la foschia di Laki”.

L’eruzione ebbe effetti catastrofici in Islanda. Il fluoro contaminò i pascoli, causando fluorosi ossea e dentale negli animali che uccise più del 50% del bestiame dell’isola. Anche alcuni abitanti furono avvelentati dal fluoro, ma la maggior parte delle vittime tra la popolazione, che fu ridotta del 25%, fu dovuta alla grave carestia che seguì alla morte del bestiame.

Secondo le stime, 120 milioni di tonnellate di diossido di zolfo furono emesse dall’eruzione nell’atmosfera: quantità equivalente a tre volte le emissioni industriali europee del 2006 o ai gas emessi da un’eruzione come quella del Pinatubo nel 1991 che si ripetesse ogni tre giorni. I gas vulcanici causarono una serie di anomalie meteorologiche su tutto il continente, oltre a creare una densa foschia su tutta l’Europa occidentale, che provocò molte migliaia di morti tra il 1783 e l’inverno del 1784.

L’estate del 1783 fu la più rovente mai registrata fino ad allora su gran parte del continente: un’inusuale area di alta pressione si stabilì sull’Islanda, facendo sì che i venti trasportassero la nube venefica verso sud-est. Questa si diresse dapprima verso la Norvegia; poi si estese sui cieli dell’Europa centrale. Praga e la Boemia furono raggiunte il 17 giugno, Berlino il 18, Parigi il 20, Le Havre il 22 e la Gran Bretagna il 23. La nebbia era così fitta che le navi furono bloccate nei porti, e il Sole acquistò una tonalità rosso sangue.

Il diossido di zolfo non mancò di causare vittime tra la popolazione inglese. La città di Chartres registrò 40 morti tra agosto e settembre. Le vittime furono soprattutto tra coloro che lavoravano all’aperto. Nel Bedfordshire, nel Lincolnshire e lungo la costa orientale dell’isola si ebbe un tasso di mortalità 2-3 volte più alto del normale. Le vittime totali causate dall’aerosol vulcanico furono, secondo alcune stime, 23.000.
L’aerosol di diossido di zolfo causò un incremento del calore estivo su tutto il continente; violenti temporali e grandinate si abbatterono sulla Gran Bretagna fino all’autunno. In alcuni casi la grandine uccise capi di bestiame. L’inverno che seguì fu uno dei più rigidi nella storia del Paese: la città di Selborne, nell’Hampshire, visse 28 giorni di gelo consecutivi, e 8.000 furono i morti causati dal freddo in tutta la nazione. La Germania e il resto dell’Europa centrale ricevettero abbondanti nevicate, che causarono disastrose inondazioni nel periodo del disgelo.
Gli effetti dell’eruzione del Laki sul clima europeo si fecero sentire anche negli anni successivi. In Francia si ebbe un surplus di raccolto nel 1785, con conseguente caduta dei prezzi dei raccolti, che impoverì i contadini; seguirono poi siccità, rigidi inverni ed estati pessime. Nel 1788 si verificò una violenta grandinata che devastò le messi. Questa successione di anni con avverse condizioni meteorologiche contribuì ad espandere la povertà e la carestia causate dallo scoppio della Rivoluzione Francese nel 1789. Alcuni studiosi aggiungono a tutto ciò la presenza, tra il 1789 e il 1793, di un intenso episodio di El Niño, che avrebbe amplificato le anomalie climatiche in corso.

L’inverno del 1784 risultò uno dei più rigidi per il continente, e il più lungo. Il New England visse il suo periodo più lungo di temperature sotto zero; il New Jersey registrò l’accumulo nevoso più consistente mai rilevato fino ad allora e la Baia di Chesapeake rimase gelata per molto tempo. Fu allestita una pista di pattinaggio sul ghiaccio a Charleston Harbor, una violenta tormenta colpì gli Stati più meridionali e addirittura il Mississippi gelò a New Orleans, portando alla comparsa di ghiaccio nel Golfo del Messico.

Sembra che l’eruzione del Laki influì anche sul clima africano ed asiatico: la circolazione monsonica indiana fu indebolita, e questo portò ad anomalie negative nelle precipitazioni sull’area del Sahel. Il fiume Nilo ridusse drasticamente la sua portata. Le anomalie climatiche potrebbero aver acuito la carestia dell’epoca Temnei in Giappo.

Il Mýrdalsjökullsopra al vulcano Katla

Le notizie più pessimistiche che giugono dgli osservatori in Islanda affermano che il vulcano Katla in islanda vicino all'Eyjafjallajokull erutterà nel giro di 7 giorni. L'eruzione e le turbolenze del vulcano Eyjafjallajokull potrebbero svegliare il suo vicino Katla. Se così fosse, le conseguenze a livello globale potrebbero essere devastanti. L'attività del Katla è aumentata del 200% negli ultimi 2 giorni.
I terremoti avvenuti dall'inizio dell'anno e la seguente eruzione dell'Eyjafjallajokull sembra stiano scatenando il ben più grande vicino Katla. In questi ultimi 2 giorni, il Katla ha palesato un drammatico aumento del 200% di attività.i Geofisici dell'Iceland’s Institute of Earth Sciences definiscono il Katla un vulcano pericoloso e disastroso a livello sia locale che globale.

L 'ultima eruzione del katla avvenne nel 1821 subito dopo un eruzione del Eyjafjallajokull. il Katla ha un collegamento in sequenza dal punto di vista eruttivo con il Eyjafjallajokull. Comunque il Katla è diverso, esso è molto più grande e farebbe sembrare l'eruzione attualmente in corso una bazzecola a confronto.Gli scienziati dicono che sebbene le eruzione dell'Eyjafjallajokull siano meno frequenti, le eruzioni del Katla sono decisamente peggiori e più grandi. Storicamente il Katla si è svegliato ogni volta che lo ha fatto l'Eyjafjallajokull, e a volte per conto suo. E' per questo che si crede che il Katla erutterà e lo farà molto presto. A causa dell'aumento di attività, i locali dicono che il Katla erutterà approssimativamente nell'arco di 7 giorni.

Se questo accadesse, probabilmente bisognerà dar credito ai catastrofisti e risvolperare un pò le antiche profezie.

(arrivano le polveri in Toscana... fonte ANSA - Saranno così anche in Italia?)

Ed ora le news ANSA:

Dai primi dati modellistici la nube proveniente dall'Islanda e' presente gia' da oggi nei cieli italiani. Lo afferma il Cnr.Il picco e' previsto sulla penisola e fino alla Grecia tra martedi' notte e mercoledi' mattina. Uno strato e' stato gia' individuato tra i 1.700 e i 3.400 metri di quota sulla Toscana.Secondo l'Istituto di Metodologie per l'Analisi Ambientale del Cnr i dati riguardano lo spostamento della nube ma non ancora la quantita' e la concentrazione delle particelle.


ROMA - Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha annunciato che dalle 9.00 di questa mattina i cieli del Nord Italia tornano a essere chiusi. Parlando a Rtl, Riggio ha spiegato: "Purtroppo gli ultimi due bollettini meteo hanno ribaltato le buone notizie di ieri sera, costringendoci a ordinare la chiusura immediata dei cieli del nord del nostro Paese dalle 9.00".
Lo stop agli scali del Nord Italia - ha spiegato successivamente una nota dell'Enac - resterà in vigore fino 8.00 di domani mattina. "A causa di un peggioramento registrato nel corso della notte dal Bollettino MetOffice sul movimento delle ceneri trasportate dall'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull - si legge nel comunicato - l'Enac comunica di aver disposto nuovamente e con urgenza la chiusura dello spazio aereo del Nord Italia, da quota 0 a quota 22.000 piedi, dalle 9:00 antimeridiane odierne alle ore 8:00 antimeridiane (ora italiana) di domani martedì 20 aprile. Il provvedimento dell'Enac, analogamente a quanto disposto dalle altre autorità dell'aviazione civile dei partner europei - prosegue la nota - é stato assunto in base alle norme internazionali vigenti per la sicurezza del trasporto aereo e delle più recenti disposizioni aeronautiche adottate per fronteggiare l'emergenza determinata dall'attività vulcanica in Islanda, in particolare il 'contingency plan' disposto dall'ICAO".

PROBABILE STOP VOLI ANCHE DOMANI
- Se le previsioni resteranno quelle attuali neanche domani sara' possibile volare sul nord Italia e dunque gli aeroporti resteranno chiusi. Lo ha detto il direttore generale dell'Enac, Alesessio Quaranta, nel corso del comitato operativo della Protezione Civile, convocato per fare il punto della situazione dopo i disagi provocati al trasporto aereo dall'eruzione del vulcano islandese. Una decisione definitiva per quanto riguarda la giornata di domani verra' presa comunque nella serata di oggi. ''Secondo le previsioni attuali non abbiamo possibilita' di riaprire - dice Quaranta - ma entro le 21 di oggi avremo notizie piu' dettagliate e valuteremo il da farsi, comunicando tempestivamente tutte le informazioni necessarie''. A chi gli chiedeva se le misure fossero eccessive, anche in relazione alle polemiche sorte sulle valutazioni effettuate dalle autorita' londinesi, Quaranta ha risposto sottolineando che ''di fronte alla garanzia di sicurezza dei passeggeri tutto passa in secondo piano''. ''Tutti i Paesi europei - ha aggiunto - hanno adottato i provvedimenti sulla base dei bollettini provenienti dal Met Office di Londra. Lo ha fatto la Francia, la Germania, e lo abbiamo fatto anche noi''.

CACCIA NATO COLPITO DA EFFETTI NUBE
Un caccia F-16 della Nato ha subito gli effetti della nube di cenere vulcanica islandese durante un volo in Europa. Lo indica un responsabile militare Usa. In uno dei motori dell'F-16 sono state trovate tracce di polvere vetrificata proveniente dalla nube di cenere sprigionata dal vulcano in Islanda. Il ritrovamento sottolinea i timori legati alle possibili conseguenze per i velivoli che attraversano la nube, ha notato ancora il responsabile militare Usa. "F-16 dell'alleanza erano in volo e hanno trovato tracce di polvere vetrificata nel motore", ha riferito la stessa fonte, "si tyratta di un velivolo".

ALITALIA SOSPENDE VOLI DA E PER NORD ITALIA - A seguito di quanto comunicato dall' Enac sulla nuova chiusura dello spazio aereo del Nord Italia, Alitalia informa che fino alle ore 08.00 di domani martedì 20 aprile sono cancellati i voli da e per Milano Linate, Milano Malpensa, Bergamo, Torino, Genova, Verona, Venezia, Trieste, Firenze, Ancona e Bologna. Restano sospesi anche i collegamenti con le città di Londra, Amsterdam, Parigi e Bruxelles fino alla riapertura dei rispettivi aeroporti. Alitalia ribadisce che a tutti i passeggeri coinvolti dalle cancellazioni dovute all'eruzione vulcanica viene garantito il rimborso integrale del biglietto in caso di rinuncia a voli alternativi o la possibilità di riprogrammare il volo, senza alcuna penale, entro il 31 maggio.
Ai passeggeri con biglietto da o per altre destinazioni dell'Europa centrale o del Nord, Alitalia suggerisce di controllare lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto, collegandosi al sito Internet www.alitalia.it o chiamando il numero verde 800.650055. Al fine di mitigare i disagi per i passeggeri Alitalia ha potenziato le strutture dei Call Center e aumentato il personale dedicato all'assistenza presso gli scali di Roma e Milano.

IN MATTINATA I PRIMI VOLI, POI NUOVO STOP - Nelle due ore di apertura dello spazio aereo nel nord Italia, stamani dalle 7 alle 9, negli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate sono riusciti ad atterrare o decollare solo 32 velivoli. Secondo i dati della Sea, società di gestione degli scali di Milano, sono stati in particolare 6 i voli arrivati e 12 quelli partiti da Malpensa: l'ultimo ad atterrare è stato un aereo Iberia da Madrid alle 9.30, ultimo a partire un Alitalia per Roma Fiumicino alle 8.50. A Linate invece sono state 7 le partenze e 7 gli arrivi, ultimo ad atterrare un volo Alitalia da Fiumicino alle 9.24 e ultimo a partire un Meridiana Fly per Catania alle 9.07.
Anche all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova è stata interrotta l'operatività dei voli. Stamani dal capoluogo ligure, tra le 7 e le 9, sono partiti in tutto cinque aerei, quattro per Roma e uno diretto a Napoli e ne sono arrivati due, uno dalla capitale e uno dal capoluogo campano.
Un unico volo è partito stamani da Bolzano nella breve finestra di riapertura dello spazio aereo. Poco dopo le 6.35 è decollato un volo Air Alps per Roma. Una volta che l'aeromobile è giunto a Fiumicino e imbarcati i passeggeri per il ritorno a Bolzano, ai piloti è stata comunicata la nuova chiusura dello spazio aereo. Il velivolo è stato così deviato a Innsbruck in Austria.
Tre voli partiti prima del nuovo stop: è la situazione dello scalo di Capodichino, dove al momento, in seguito alla nuova chiusura disposta dall'Enac degli aeroporti del Nord, risultano cancellati 31 voli in partenza e 27 in arrivo. Si registrano file di viaggiatori che, dopo le notizie sulla riapertura degli scali, erano giunti a Capodichino contando di poter partire.
Tra le 7 e le 9 di stamane all'aeroporto Marco Polo di Tessera, terzo scalo italiano per traffico, sono partiti quattro aerei e atterrato uno solo sui 192 collegamenti operati normalmente nell'arco della giornata. A decollare sono stati due voli di Alitalia per Roma e Palermo, un volo su Madrid di Iberia e un WinJet su Catania. Al Valerio Catullo di Verona la chiusura dello scalo è stata programmata a partire dalle 11.
Sei voli atterrati e quattro previsti in arrivo cancellati, 12 decollati e cinque in partenza cancellati. E' il bilancio dell'attività operativa delle prime ore del giorno dell'aeroporto di Catania prima della decisione dell'Enac di tornare a chiudere gli scali del nord Italia per l'emergenza cenere lavica emessa dal vulcano islandese. Tra i voli rimasti a terra anche il Catania-Monaco KM01308 il cui embargo annunciato è stato annullato. A Fontanarossa i primi voli a partire erano stati quelli per Forlì, Venezia e Verona di Windjet, la compagnia aerea siciliana che ha base d'armamento nello scalo etneo. Da Catania sono partiti anche voli per Torino e Bologna di Meridiana e Alitalia prima dell'ultimo stop imposto dall'Enac. Confermate le rotte internazionali su Colonia, in Germania, e su Tel Aviv, in Israele. Sul fronte degli arrivi stamani sono atterrati a Catania i voli da Napoli, Cagliari e, fino alle 8.47, anche da Milano Linate. Cancellate, come anticipato ieri sera, le destinazioni su Londra di British Airways e su Zurigo della Edelweiss. In linea teorica sono 79 le partenze che erano previste da Fontanarossa, e 78 gli arrivi.

CAOS A FIUMICINO - Un'altra giornata caotica all'aeroporto di Fiumicino: file ai banchi internazionali di Alitalia e delle altre compagnie aeree costrette a cancellare per il quarto giorno consecutivo i collegamenti con il Nord Europa, ma una lunghissima coda anche alla stazione ferroviaria, dove si accalcano i passeggeri giunti oggi a Roma e diretti nelle città della penisola non raggiungibili via aereo. Qui gli annunci dagli altoparlanti della hall e alcuni cartelli che informano che "fino al 23 aprile tutti i collegamenti ferroviari dall'Italia al Nord Europa sono pieni", non dissuadono i viaggiatori in attesa. Anche la speranza di raggiungere gli scali di Milano o Torino o Venezia è durata non più di due ore: chi è rimasto di nuovo a terra ha cercato in qualche modo una soluzione alternativa. Diversa la situazione nella hall dei voli internazionali, dove si ripetono scene ormai usuali: bivacchi, bambini che si riposano sulle valigie, gente che sosta davanti ai monitor nella illusione che dal volo per la propria destinazione scompaia la scritta in rosso "cancelled". A dare una mano ai viaggiatori in difficoltà, oltre a personale aeroportuale e hostess dell'Alitalia, volontari della Protezione Civile che a più riprese distribuiscono bevande fresche e generi di conforto. Restano allineate, nel terminal 2, le brandine mentre all'esterno sostano alcuni mezzi della colonna mobile della Protezione Civile, oltre a un'ambulanza dei volontari del gruppo Misericordia.

BRITANNICI BLOCCATI, REGNO UNITO METTE IN CAMPO MARINA
La Gran Bretagna ha cominciato a impegnare navi della Marina per soccorrere i britannici bloccati sul continente a causa della paralisi del traffico aereo data dall'eruzione vulcanica in Islanda. Tre unità della Royal Navy verranno utilizzate per riportare a casa cittadini britannici bloccati dalla nube di cenere che ha chiuso lo spazio aereo nazionale e quello di gran parte d'Europa. Si tratta della Ark Royal, della Ocean e della Albion, tutte già partite da porti non specificati sulla Manica e dirette in Spagna. La decisione è stata presa dopo una riunione del Cobra, il comitato per le emergenze nazionali. Brown ha confermato di aver avuto conversazioni con il premier spagnolo José Luis Zapatero sulla possibilità di usare Madrid - il cui aeroporto è aperto - come 'hub' per i voli britannici bloccati in paesi terzi, soprattutto in Asia ed Africa. Questi viaggiatori potrebbero raggiungere la Spagna in aereo e poi essere riportati a casa con le navi militari. La Albion dovrebbe far rientrare un reggimento che è rimasto bloccato in Afghanistan, dove aveva finito i suoi mesi di servizio. "Credo si tratti del più grande sconvolgimento dei trasporti che abbiamo mai affrontato - ha affermato Brown - Ha conseguenze finanziarie, oltre che umane, e faremo tutto ciò che è in nostro potere per aiutare le persone a tornare a casa, ovunque sia possibile".

(fuoco e fulmini nella bocca del vulcano islandese - fonte ANSA)

Eruzione in Eyjafjallajökull - Istituo di scienze della Terra e NASA - Sintesi

Eruzione in Eyjafjallajökull - situazione-

[Immagini del vulcano Eyjafjallajökull in Islanda, acquisite il 17 aprile 2010, dallo strumento Hyperion a bordo della Nasa Earth Observing-1 (veicolo spaziale EO-1). Crediti: NASA/JPL/EO-1 missione / GSFC / Ashley Davies]

Lo strumento  Hyperion a bordo del Nasa Earth Observing-1 (il veicolo spaziale EO-1) mostra questa coppia di immagini dell'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull in Islanda. Nell'immagine a sinistra, creato da lunghezze d'onda visibili, i nuovi depositi di cenere nera sono visibili sul terreno, così come nelle vicinanze del ghiaccio e della neve brillante senza macchia e del vulcano marrone, pennacchio ondeggiante. La scia di colore scuro riflette il suo grande contenuto di ceneri. Queste particelle di roccia polverizzata sono presenti alto nell'atmosfera, dove creano un pericolo per l'aviazione e sono trasportate a lunghe distanze dai venti prevalenti.

Al contrario, l'immagine all'infrarosso a destra rivela le intense emissioni termiche (almeno 60 megawatt, o 60 milioni di watt) provenienti dalla bocca alla base del massiccio del pennacchio. Questa emissione termica, equivalente al consumo di energia di 60.000 case, rappresenta solo una piccola parte dell'energia totale rilasciato dal vulcano quando la lava fusa interagisce violentemente con l'acqua e ghiaccio. Ogni immagine copre un'area di 7,7 km (4,8 miglia) di larghezza e ha una risoluzione di 30 metri (98 piedi) per pixel. La direzione verticale è a nord-nord-est.

Il veicolo spaziale EO-1 è gestito dal NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt. Md EO-1 è il satellite di telerilevamento utilizzato dal sensore Volcano Web sviluppato dalla NASA's Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, che viene usato per monitorare questo, ed altre eruzioni vulcaniche del mondo.

Volume del materiale eruttato magma e di scarico per le prime 72 ore
L'Istituto di Scienze della Terra ha fatto una stima preliminare dei materiali eruttati nei primi tre giorni di eruzione a Eyjafjallajökull. I prodotti eruttati sono materiali frammentati, la maggioranza tephra a grana fine in sospensione nell'aria. I prodotti eruttivi possono essere suddivisi in tre categorie:
1. Materiale (tephra) in calderoni di ghiaccio intorno alla bocche vulcaniche.
2. Tephra che riempie la laguna glaciale di Gígjökulslón, portata dalle alluvioni lungo il ghiacciaio Gígjökull.
3.  Tephra volatile  che è stata portata ad est e a sud del vulcano (vedi nota da Thorvaldur Thordarson, Gudrun Larsen e Armann Höskuldsson, File pdf)

I risultati preliminari sono i seguenti:
Tephra in calderoni di 30 milioni di m3 di ghiaccio
Tephra in laguna Gígjökull 10 milioni di m3
Tephra dal pennacchio eruttivo di 100 milioni di m3
Totale: 140 milioni di m3
Il tephra non è compattato, questi valori corrispondono a 70-80 milioni di m3 di magma. Il tasso medio di scarico del magma è di circa 300 m3 / s oppure 750 t / s.
Questo è di 10-20 volte il tasso di scarico dell'eruzione precedente a Fimmvörðuháls.
Magnús Guðmundsson Tumi
Þorvaldur Þórðarson
Guðrún Larsen
Armann Höskuldsson
Þórdís Högnadóttir
Eyjólfur Magnússon

Eruzione aggiornamento del 17 aprile, mattina
Eruzione stabile, i cambiamenti in condizioni di vento dell'attività esplosiva sul sito sia eruttiva che di tremore sismico continuano ad un ritmo relativamente stabile senza un calo durante la notte. Lo spazio aereo soprastante gran parte dell'Europa continua ad essere chiuso. Il pennacchio dell'ruzione caricato con tephra (ceneri) sale a più di 8 km, con ricadute in zone abitate intorno al vulcano. Oltre 20 fulmini registrati nel pennacchio dell'eruzione in un periodo di 4 ore. Pernottamento in condizioni di vento del cambiamento del sito eruttivo. Costante vento da Est che ha prevalso dopo l'inizio della fase eruttiva esplosiva sostituito da venti settentrionali che portano il pennacchio eruttivo dal vulcano a sud.

 (Un'immagine del satellite MODIS alle 03:41 GMT mostra il pennacchio eruttivo con curvatura da sud a est)

(satellite NOAA AVHRR in un'immagine acquisita alle 07:01 GMT mostra il pennacchio dal vulcano verso il sud)


Eyjafjallajökull, Islanda, iniziata il 14 aprile 2010 la fase esplosiva  
Il pennacchio dell'eruzione ha causato una catasftrofica interruzione del traffico aereo e la chiusura di spazi aerei sopra l'Europa settentrionale a causa di una fase esplosiva eruttiva iniziata al vulcano Eyjafjallajökull il 14 aprile. Si tratta di una continuazione di attività eruttiva del sistema vulcanico Eyjafjallajökull che ha avuto inizio  il 20 Marzo 2010. In una prima fase eruttiva dal 20 marzo al 12 aprile la lava scorreva dalle bocche eruttive sui fianchi del vulcano, al di fuori del ghiaccio di copertura. La lava eruttata nella fase iniziale è composta da  basalto di alcali-olivina, con un contenuto di silicio di circa il 47%.
Dopo una breve pausa in attività eruttiva una nuova serie di crateri si sono aperti fino al mattino del 14 aprile sotto il ghiaccio della caldera del vulcano. Questa fase eruttiva è stata preceduta, con uno sciame di terremoti dalle 23:00 del 13 aprile alle 1:00 del 14 aprile. Lo sciame dei terremoti è stato seguito dalla comparsa dell'eruzione del tremore sismico. Lo scioglimento dell'acqua ha iniziato a fuoriuscire  dalla calotta di ghiaccio dalle 7 del14 aprile e il pennacchio eruttivo è stata osservato nel primo mattino. Le osservazioni visive sono state limitate a causa della copertura nuvolosa sopra il vulcano, ma un aereo della Guardia costiera Idell'slanda ha ripreso con l'eruzione con strumentazione radar. Una serie di fori lungo una fessura lunga 2 km da nord a sud sono hanno coinvolto lo scioglimento diell'acqua che scorre verso il basso del versante nord e sud del vulcano. Il pennacchio di cenere dell'eruzione carico è salito a più di 8 km di altezza, deviato verso est dai venti occidentali.
Gli Jokulhlaups (inondazioni di acqua di scioglimento) hanno raggiunto le pianure intorno al vulcano, con un picco di flusso intorno al mezzogiorno del 14 aprile, con la distruzione di strade, infrastrutture, e campi coltivati. Non si sono registrati vittime essendo state evacuate dalle zone pericolose. La caduta Tefra inizia nel sud-est dell'Islanda. Lo jokulhlaup dalla calotta di ghiaccio giù per la valle Markarfljot è avvenuta la sera.
Il 15 aprile il pennacchio ha raggiunto il continente europeo con la chiusura dello spazio aereo su gran parte del Nord Europa. L'attività continua ad un livello simile con ceneri e flussi di acqua da scioglimento. 
Il 16 aprile si è registrata una certa variabilità sismica  e di ceneri, ma nel complesso l'attività eruttiva rimane stabile. Un pulsante pennacchio eruttivo arriva sopra gli 8 km, con un'altezza complessiva di 5 km.
Le analisi chimiche dei campioni di cenere rivelano che sono ricche di fluoro, i prodotti intermedi eruttivi con un contenuto di silice del 58%, più densa rispetto alla fase iniziale dell'attività eruttiva. La composizione del magma contiene basalto alcali-olivina in cristall scoppiati durante la  fase iniziale.


(Osservazione Radar dell'eruzione del sito Eyjafjallajökull il 15 April 2010)

(Il pennacchio di ceneri lambisce l'Europa)

(evoluzione delle ceneri)

(mappa del flusso di lava) 

(frattura nei ghiacci della caldera del vulcano)

(Zona dello scoppio della caldera prima che tutto avvenisse)


Fonti: