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sabato 30 marzo 2013

Il Golpe dei Saggi


Per qualche giorno abbiamo assistito all'estenuante tentativo di Bersani di creare una maggioranza, pur sapendo che non era una cosa possibile.

Il PD e la sua coalizione, pur avendo i numeri alla Camera Dei Deputati, non avevano il numero sufficente al Senato.
Ció ha portato a colloqui spesso inutili e ridicoli con le forze politiche e le rappresentenze della società civile, tra cui il WWF e il patronato di quartiere.
Ma scherzi a parte, venerdi scorso, Bersani ha ridato a Napolitano il mandato.

Sul web e in tv l'opinione pubblica si è divisa e le accuse spesso sono cadute ingiustamente sul MoVimento Cinque Stelle che non ha acconsentito a nessun appoggio con il PD.

In conclusione si tratta di un vigoroso colpo di spalla compiuto per bloccare la formazione del governo Bersani, sia da parte del MoVimento Cinque Stelle, sia da parte del PDL di Berlusconi e Alfano. Ma in realtà nessuno potreba sputtanarsi a vicenda in un mega inciucio, e a quanto pare ci ha pensato Napolitano.

Il Presidente Napolitano, infatti, nonostante ostinatamente abbia compreso questa situazione sin dal principio, non ha acconsentito a dare un nuovo incarico al MoVimento 5 Stelle, che lo aveva richiesto a più riprese, in tutti i colloqui precedenti. Grillo non gli sta simpatico, non gli stanno simpatici coloro che vogliono mandare a casa i farabutti.

Non potendo sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, essendo nel "semestre bianco" (ovvero al termine del suo mandato che scade il 15 maggio) ha optato per una soluzione di comodo, che anche se molti vedono come uno scatto d'orgoglio ("Re Giorgio non molla"...), è in realtà un ultimo disperato tentativo di far detenere il controllo del Paese alla combriccola dei soliti noti.

"L'illustrissimo" Napolitano, avrebbe dovuto rassegnare le sue dimissioni (tanto manca appena un mese e mezzo al termine del suo mandato) e consentire una rapida nomina di un sostituto e di tornare al voto, per il bene del Paese.

Ostinatamente, Napolitano, ha invece optato per lasciare il potere al Governo Monti e ha nominato una combriccola di "10 saggi".
Chi sono costoro, è perchè ha compiuto questa enorme panzana?

Innanzi tutto vi è la commissione istituzionale, di cui solo
Valerio Onida, costituzionalista di orientamento PD sembra il più "normale".
Ecco il nome dunque di Luciano Violante, simbolo della partitocratica vecchia, vecchissima repubblica.
Mario Mauro, vicino a Monti e Roberto Formigoni, che si commentano da soli.
Gaetano Quagliariello, ex vicecapogruppo del Pdl al Senato, uomo delle leggi ad personam di Silvio Berlusconi sulla giustizia.

L’altra commissione, chiamata a studiare le emergenze economiche e sociali del Paese è davvero disarmante e dechirichiana.
Enrico Giovannini è presidente dell’Istat, un nome una garanzia di inaffidabilità della realtà, Giovanni Pitruzzella, presidente del’autorità garante della concorrenza e del mercato, istituto inutile il cui lavoro svolto fin ora è stato pari allo zero.

Moavero Milanesi e il senatore Filippo Bubbico, Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca D’Italia, sono tre fedelissimi di Monti, pro-lobby, pro-banche, pro-inciucio.

Tutto questo, come ostinato tentativo di bloccare il nuovo che avanza, di bloccare la "Democrazia Diretta", di fermare i cittadini del MoVimento Cinque Stelle e per carità, tutte le facce nuove proposte dai PD-PDL per tener testa a Grillo e la sua armata di gente umile e illibata, come mai si era vista in Parlamento.

Napolitano si lava le mani come Ponzio Pilato e manda Gesù Cristo (la Repubblica d'Italia) a morire in croce, lapidato dai troll sul web reclutati dai distretti di propaganda dei partiti, da uomini ignoranti di politica e qualunquisti, dai corrotti con il culo che gli scotta, dai bonaccioni manipolati da giornalisti ignoranti e auto-corrotti dai loro padroni, che sono gli stessi che perdurano tra Parlamento e Lobby di potere.

Siamo alle solite, Italia vecchia e stravecchia, che cerca senza più nessuna maschera di soffocare come è di consuetudine, il nuovo, il modernismo della democrazia diretta, la sincerità e l'onestà.

La maggior parte dei cittadini credono che siano stanchi di questa gente, di questi falliti, che pur non ammettendo di aver sbagliato e di averci portano alla miseria, ostinatamente rimpastano e rifondano il loro lerciume, sperando, che ancora una volta abbagli i poveri italiani.

Ma stavolta non accadrà più. Che Napolitano faccia il suo inciucio, che allunghi il brodo, che inneschi il lavaggio del cervello.
Gli italiani non sbagliano mai, soprattutto quando vengono messi alle strette, si incazzano e stavolta, le parole di quel comico genovese, chiamato Beppe Grillo, risuonano sempre più forti e daranno una maggioranza ancor più alta, alle prossime elezioni.

Quanto accaduto oggi, sa di golpe, di offuscamento della realtà. La Democrazia italiana è una macchina complicata atta a mantenere in vita il vecchiume istituzionale, ma questo non potrà durare in eterno, perchè a golpe risponderà altro golpe, seppur con armi democratiche, almeno fino a quando non si procederà a prelievo coatti come per Cipro.

Italia ordunque, svegliatevi! Questo è un angosciante, flebile urlo di riscossa, da parte di un cittadino qualsiasi, cui solo un anno fà veniva accusato di farneticare su Lobby, Massoni e Illuminati e che ha previsto passo passo gli eventi contemporanei, perché semplicemente sono atti programmati di dittatura da parte di una combriccola di pazzi illuminati dittatori (in Europa) e poltronisti di professione (in Parlamento).

A cura di Arthur McPaul

Un regalo che non si potrà più dimenticare

La sublime arte del vetro di murano in gioielli che saranno per sempre...

venerdì 15 marzo 2013

Cittadini Valorosi In Parlamento Per Svuotarlo Dai Poltronisti


La prima giornata di lavori in Parlamento per le elezioni dei rispettivi presidenti si è conclusa con due nulla di fatto.
A tenere sotto scacco i due Poli è sempre il MoVimento di Grillo.
In effetti peró, i cittadini parlamentari a Cinque Stelle hanno votato diligentemente ed unanimamente i loro candidati, rispettivamente Luis Alberto Orellana al Senato e Roberto Fico alla Camera dei Deputati.

Tra le prime impressioni e dichiarazioni rilasciate da Vito Crimi, capogruppo dei deputati Cinquestelle, c'è stato un desolante panorama di strafottenza e sbruffoneria da parte dei parlamentari di poltrona soprattutto del PDL.

In Tv si sono susseguiti dibattiti sulla giornata, mentre arrivavano le prime dichiarazioni da parte dei vari leader di partito.
Niki Vendola ha dichiarato per l'ennesima volta che occorrerebbe un'apertura al MoVimento 5 Stelle, concedendo la presidenza della Camera e un sano dialogo per molti punti che sono in comune con il suo programma.

Molto più nero Bersani, che ha ordinato alla coalizione del PD di votare scheda bianca. La sua idea è quella di stremare le resistenze del MoVimento per costringerli a collaborare al dialogo e a votarlo poi come Presidente del Consiglio. Ma così facendo ha sicuramente non concesso la dignità al primo partito d'Italia Sulla sua stessa scia si sono affiancati anche i parlamentari dell'altro Polo, il PDL, che hanno votato scheda bianca e Monti.

Questo primo giorno di stallo ha scatenato gli avvoltoi contro Grillo, che hanno ovviamente giudicato il MoVimento come senza idee, irresponsabile, irriverente, sterile.
Ad approfittarne della situazione di imbarazzo, sono stati Monti che si è proposto come improbabile presidente del Senato e dei pochi superstiti leghisti del PDL, che invece hanno strizzato un occhio al PD in cambio di una altrettanto improbabile riforma territoriale per la "macroregione".

In molti adesso iniziano a comprendere che il MoVimento Cinque Stelle, sta dando una lezione magnanima di grande coesione di gruppo e resistenza eroica.
Questa apparente testardaggine per gli altri partiti è invece il gesto che la maggior parte degli italiani vorrebbe, ovvero un muro contro muro nei confronti di poltronisti di professione che non vogliono staccarsi da quel Parlamento e presi dal panico e dagli incubi più neri, stanno espirando gli ultimi sospiri prima di scomparire per sempre da Roma.

Sarà una battaglia politica dura, in cui tonnellate di fango verranno buttate sui valorosi guerrieri, che anche se in pochi, stanno combattendo contro un esercito di veterani ormai allo sbando, sbigottiti dall'inefficacia dei loro attacchi.

Tra un Berlusconi che esce dall'ospedale fingendo i postumi di un'uveite e uno Scilipoti che si vota da solo, i cittadini, dovranno aver pazienza, ancora poca, prima di vedere finalmente ripartire la maestosa macchina dello Stato come non lo ha fatto mai da 50 anni a questa parte.

La scena politica dei poltronisti, vedrà probabilmente un inciucio mascherato tra Bersani e Monti, ma non escludo che Vendola, da uomo aperto e integralista, nel bene e nel male, si stacchi dai vigliacchi post comunisti per arruolarsi come alleato non voluto per il MoVimento, tirando fuori gli attributi.
C'é da scommettere che in tanti, vorrebbero uscire dal partitismo del PD, che vive di lavoro salariale di classe dirigente senza trono e senza onori da anni sperando in un colpo di coda che faccia saltare il "meccanico" Bersani per ripartire presto con Renzi in un duello a due con Grillo e i suoi valorosi soldati umili.

C'è da scommettere che a breve assisteremo alla frantumazione del berlusconismo, ormai senza più militanti e lo si vede anche dalle donne, che partecipano sistematicamente ai talk show televisivi. Storicamente questo atteggiamento, oltre che come vigliacco paraculismo per sdebitarsi dall'aver offeso la dipendente veneta, suona come le ultime reclute 15enni di Hitler, rimasto ormai senza uomini in arme.

Un pó di pazienza ancora e vederemo nascere la Democrazia Diretta che ci porterà finalmente negli anni della riscossa.